Barlumi di ragione

E’ quasi incredibile assistere ad un inizio di dibattito ragionevole sul problema della pirateria.

Negli ultimi anni si è fatto tantissimo per fare uscire in pubblico il dibattito sulle leggi anti-pirateria e anti-copia. Il risultato è che finalmente si parla anche delle cause della pirateria e degli aspetti potenzialmente negativi di questa lotta.

Da Punto Informatico, notizie sulla querelle tra Gabriella Carlucci e Walter Vacchino, lil presidente degli esercenti delle sale cinematografiche.

La Carlucci ha giustamente indivuato nei prezzi alti un incentivo alla pirateria, e ha detto che non si può escludere un discorso sulle politiche di mercato se si vuole combattere un fenomeno. Vacchino è riuscito ad accusarla di semplicismo (per non voler escludere un discorso sulle politche di mercato ?!?), a dire che già i prezzi sono scesi e a tornare sulla equazione “scambio in rete = furto”.

Il punto, per me rimane sempre se valga la pena, per combattere lo scambio in rete, introdurre leggi draconiane, fatte rispettare molto poco, che proteggono interessi privati con i soldi delle tasse e che limitano libertà di espressione e libertà di innovazione.

Se si ammette che bisogna trovare un equilibrio tra interesse degli autori e interessi della comunità, allora bisogna anche cercare modi alternativi di compensare gli autori per gli scambi.

E’ incoraggiante che negli Stati Uniti, dove è iniziata la lunga ondata repressiva, il dibattito si sia allargato. Ora contro le misure più repressive non combattono solo le associazioni per i diritti civili, ma si sono aggiunte molte aziende dell’alta tecnologia.

Questo è già successo qualche settimana fa per appoggiare il rilassamento del DMCA (equivalente Americano della EUCD), e succede ora per contrastare la legge INDUCE, che punirebbe anche chi incoraggia solamente la violazione del copyright (anche dire dove scaricare Kazaa diventerebbe un crimine).

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