Hollywood, gli oscar e DRM

Le major del cinema hanno cominciato a mandare ai membri dell’Academy i le copie di valutazione (screeners) dei film per gli Oscar.

Questo è interessante per due motivi. Il primo motivo è che queste copie vengono inviate perchè i membri dell’Academy vanno poco al cinema, quindi per essere sicuri che i film vengano visti, gli vengono inviati dei DVD di valutazione in anteprima. Il secondo motivo è che gli screeners sono molto desiderabili, uno status symbol, quindi i membri dell’academy li prestano ad amici e familiari, che a loro volta li prestano, fino ad arrivare a qualcuno che non si fa problemi a rippare lo screener, codificarlo in divx o simili e immetterlo in rete. Gli screeners sono quindi una delle principali fonti delle copie pirata di DVD che vengono diffuse prima della commercializzazione al pubblico dei DVD.

Il primo motivo spinge gli studios a mandare prima possibile le copie di valutazione e a renderne il più facile possibile la visione. Il secondo motivo spinge gli studios a renderne il più difficile possibile la diffusione. Il primo motivo spinge a trattare il meglio possibile i membri dell’academy. Il secondo motivo spinge a trattarli come tutti gli altri utenti di DVD: potenziali ladri.

L’anno scorso c’era stata una prima decisa virata verso il trattarli come ladri. La MPAA aveva decretato: niente screeners. Salvo poi desistere e permetterne l’invio. Quest’anno c’è stata una seconda virata: nuove tecnologie per prevenire la copia (via Freedom to tinker). Probabilmente ha fatto scuola il caso Caridi, un membro dell’Academy che negli ultimi tre anni aveva passato tutti gli screener ricevuti (60 all’anno) ad una persona che ne vendeva copie via Internet.

Quest’anno, tutte le persone che riceveranno degli screener riceveranno anche uno speciale lettore DVD. Gli screener ricevuti da una persona saranno visibili solo sul suo lettore. I dischi sono criptati con un algoritmo più robusto del CSS usato sui DVD commerciali. In ogni disco sarà anche presente un watermark che permetterà, se necessario, di risalire alla persona da cui è provenuta una copia pirata.

Chissà come saranno felici i membri dell’Accademia, di essere le cavie per il futuro che l’industria cinematografica vorrebbe per tutti: video scomodi da usare, che non si possono prestare o rivendere e che non si possono vedere su un lettore portatile, in macchina o in treno … manca solo l’autodistruzione, come osserva Ernest Miller.

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