In economia si parla di regulatory capture (cattura dei regolatori) quando un agenzia che deve controllare un industria per proteggere l’interesse pubblico viene “catturata” da questa industria, e comincia a proteggere gli interessi dei “regolati”, anzichè proteggere gli interessi dei contribuenti che pagano lo stipendio al regolatore.
Uno dei sintomi più lampanti di questa sindrome è dato dalla rapidità con cui ex-dipendenti o commissari delle varie agenzie vengono assunti nelle industrie che in precedenza controllavano.
Un esempio di questo processo è in atto negli Stati Uniti.
La FCC è l’agenzia che regola radio, televisioni e telecomunicazioni. Di recente ha ordinato che dall’anno prossimo tutti gli apparati che potranno essere collegati ad apparati ad alta definizione dovranno rispettare la “broadcast flag”, ovvero un segnale che permette o meno la registrazione di un programma.
In un mondo ideale, la broadcast flag serve ad incentivare la produzione di contenuti per l’alta definizione. Infatti i contenuti saranno così protetti dai crudeli pirati e , grazie alla maggiore garanzia di remunerazione, verrano prodotti più contenuti.
Nel mondo reale, la broadcast flag protegge dal pericolo sbagliato. Protegge dagli utenti onesti, non da criminali determinati o da studenti universitari con tanto tempo da perdere. Renderà impossibile la registrazione di un cartone animato per i propri figli, non la diffusione dello stesso cartone animato su reti peer-to-peer dalla Norvegia al Bangladesh …
Una piccola dimostrazione: Tivo vorrebbe produrre un videoregistratore digitale che permetta di condividere in maniera controllata le registrazioni effettuate tra i membri della famiglia. Ovvero, quello che ora si può fare con una videocassetta: registro, dò al figlio, che se la guarda sul suo televisore. Tivo propone di farlo su una LAN domestica. Usando una tecnologia chiamata Tivo Guard. Risposta della MPAA: nyet! Non s’ha da fare. Pericoloso! E chiede alla FCC di vietare questo aggiramento della broadcast flag.
Nel mondo reale la broadcast flag è:
- Un grosso regalo ai produttori di contenuti e alle emittenti televisive;
- E’ un ostacolo e una tassa sull’innovazione per tutti i produttori di apparati consumer electronics da attaccare alla televisione ad alta definizione;
- E’ una rottura di scatole, un aggravio di costi e un disincentivo all’acquisto di apparati per tutti gli utenti della televisione ad alta definizione
Corro il rischio di essere noioso, e ribadisco ancora una volta il concetto: in teoria la FCC lavora per chi sta al punto 3, non per chi sta al punto 1. Parrebbe che la FCC sia soggetta a regulatory capture ….
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