Seagate allunga la garanzia degli HD

Seagate estende la garanzia dei suoi Hard Disk a 5 anni. Un ottima notizia, considerando che solo l’anno scorso molti produttori l’avevano abbassata, e soprattutto considerando l’attuale tasso di mortalità degli hard disk.

Se per caso fosse necessario restituire un hard disk in garanzia, è sempre opportuno cancellarlo in maniera sicura con uno strumento tipo Secure Eraser. E’ sorprendente quante volte debba essere sovrascritto un file perchè i dati non siano più recuperabili dalla superficie dell’hard disk. O quante persone vendano o buttino via PC con hard disk contenenti importanti informazioni personali o aziendali, che potrebbero essere facilmente recuperate da chi viene in possesso dell’hard disk.

Effetti della legge Urbani

Cominciano a sentirsi gli effetti della legge Urbani: diversi siti sono stati messi sotto sequestro dalla Guardia di Finanza (es. theblackdragon.italiazip.com, emulemusic.italiazip.com, btiteam.italiazip.com e overnet-italia.italiazip.com).

Questi siti non fornivano materiale da scaricare, bensì fornivano link per poter scaricare materiale da reti come eDonkey e Bittorrent.

E’ chiaro che offrire sul proprio sito materiale protetto da copyright senza avere il permesso dell’autore è illegale secondo le leggi attuali. E se la GdF, su richiesta di una band, sequestra un sito che offre questo servizio, sembrerebbe non ci sia molto da dire.

Se non che, anche questa tattica può essere abusata. Lo è stata, ad esempio, è stata usata dalla Ford, per cercare di zittire il sito Blue Oval News, che aveva scoperto e messo in rete documenti confidenziali Ford che mostravano come la casa costruttrice fosse a conoscenza di difetti in alcune auto, ma che non aveva effettuato un richiamo di quelle auto. Il randello della protezione del diritto d’autore non viene usato solo per scopi “legittimi”, ma anche per mettere a tacere voci critiche, in casi in cui l’interesse del pubblico sarebbe meglio tutelato dal lasciar correre.

Se si permette di mettere a tacere o perseguire legalmente un sito che offre solo collegamenti a materiale protetto da diritto d’autore è l’inizio di una discesa molto inclinata e molto scivolosa. Dove ci si ferma ? Ai link di prima generazione ? A chi offre un link ad un link ? Ai motori di ricerca ? A tutti i programmi che possono essere usati per scaricare materiale protetto, a prescindere dagli usi legali ?

Per evitare abusi o arbitrii, vanno perseguiti i singoli comportamenti illegali, non gli strumenti o i servizi che li rendono possibili.

Real aggira le protezioni Apple

Real Networks dovrebbe annunciare nei prossimi giorni che è riuscita ad aggirare il sistema di protezione FairPlay di Apple.

Real ha aggirato il sistema DRM di Apple in modo che chi acquista musica dal negozio online Real Rhapsody la possa ascoltare sul proprio iPod (cosa non possibile attualmente).

Una denuncia di Apple contro Real per aver aggirato le protezioni sarebbe una prova che il suo sistema DRM ha funzioni anti-competitive, e che serve a proteggere gli interessi di Apple, più che quelli degli artisti.

Infatti, nessuno oltre ad Apple ha interesse al fatto che l’unico sistema DRM funzionante sull’iPod sia FairPlay. Non chi acquista iPod, non gli artisti, non le case discografiche.

Dichiarazione di indipendenza degli sviluppatori

L’Open Group ha pubblicato una dichiarazione di indipendenza degli sviluppatori di software, che tra le altre cose:

AFFERMA che una architettura aperta è un potente strumento per espandere e migliorare l’accesso all’Information Technology e che la libertà di scelta che rappresenta è irrefutabile, innegabile e irreversibile.

INCORAGGIA la ricerca e promuove la consapevolezza delle opportunità offerte da standard aperti e dei mezzi per crearli, per incrementare la competizione, la libertà di scelta e la possibilità di accesso.

1. La libertà per tutti di accesso e di contribuire all’informazione, alle idee e alla conoscenza è essenziale per una industria dell’IT che sia inclusiva

Interessante, se non rimane lettera morta.

Weekend

Weekend di vela nel Golfo di Spezia.

Il tempo non è stato bellissimo, ma il passaggio del temporale al tramonto di sabato ha regalato dei colori bellissimi.

Tramonto a Spezia

Vela latina al tramonto

La domenica invece ha regalato momenti emozionanti di navigazione ma, fortunatamente, non la burrasca che il bollettino aveva minacciato …

Peter Gabriel sul futuro della musica

Una interessante Intervista a Peter Gabriel sul futuro della musica (via Slashdot).

Un paio di spezzoni:

Quello di cui ho paura, personalmente, è che ogni volta che c’è un avanzamento tecnologico, l’industria pensa: “Ah, ecco un altra possibilità di artigliare per noi un altra fettona di torta che prima andava all’artista”.

La relazione tra artisti e case discografiche dovrebbe essere una partnership. Non dovrebbe essere: “Ti possediamo, quindi facciamo quello che vogliamo con il tuo lavoro”. Quei giorni dovrebbero essere passati, e se gli artisti non sono abbastanza svegli da alzare il sedere e cambiare la situazione ora, allora meritiamo quello che ci capita.

La cattura dei regolatori

In economia si parla di regulatory capture (cattura dei regolatori) quando un agenzia che deve controllare un industria per proteggere l’interesse pubblico viene “catturata” da questa industria, e comincia a proteggere gli interessi dei “regolati”, anzichè proteggere gli interessi dei contribuenti che pagano lo stipendio al regolatore.

Uno dei sintomi più lampanti di questa sindrome è dato dalla rapidità con cui ex-dipendenti o commissari delle varie agenzie vengono assunti nelle industrie che in precedenza controllavano.

Un esempio di questo processo è in atto negli Stati Uniti.

La FCC è l’agenzia che regola radio, televisioni e telecomunicazioni. Di recente ha ordinato che dall’anno prossimo tutti gli apparati che potranno essere collegati ad apparati ad alta definizione dovranno rispettare la “broadcast flag”, ovvero un segnale che permette o meno la registrazione di un programma.

In un mondo ideale, la broadcast flag serve ad incentivare la produzione di contenuti per l’alta definizione. Infatti i contenuti saranno così protetti dai crudeli pirati e , grazie alla maggiore garanzia di remunerazione, verrano prodotti più contenuti.

Nel mondo reale, la broadcast flag protegge dal pericolo sbagliato. Protegge dagli utenti onesti, non da criminali determinati o da studenti universitari con tanto tempo da perdere. Renderà impossibile la registrazione di un cartone animato per i propri figli, non la diffusione dello stesso cartone animato su reti peer-to-peer dalla Norvegia al Bangladesh …

Una piccola dimostrazione: Tivo vorrebbe produrre un videoregistratore digitale che permetta di condividere in maniera controllata le registrazioni effettuate tra i membri della famiglia. Ovvero, quello che ora si può fare con una videocassetta: registro, dò al figlio, che se la guarda sul suo televisore. Tivo propone di farlo su una LAN domestica. Usando una tecnologia chiamata Tivo Guard. Risposta della MPAA: nyet! Non s’ha da fare. Pericoloso! E chiede alla FCC di vietare questo aggiramento della broadcast flag.

Nel mondo reale la broadcast flag è:

  1. Un grosso regalo ai produttori di contenuti e alle emittenti televisive;
  2. E’ un ostacolo e una tassa sull’innovazione per tutti i produttori di apparati consumer electronics da attaccare alla televisione ad alta definizione;
  3. E’ una rottura di scatole, un aggravio di costi e un disincentivo all’acquisto di apparati per tutti gli utenti della televisione ad alta definizione

Corro il rischio di essere noioso, e ribadisco ancora una volta il concetto: in teoria la FCC lavora per chi sta al punto 3, non per chi sta al punto 1. Parrebbe che la FCC sia soggetta a regulatory capture ….

Pirateria commerciale

Secondo uno studio della IFPI (associazione internazionale dei discografici), la pirateria commerciale è sempre in crescita: un disco venduto su tre è falso.

Secondo lo studio, i dischi falsi venduti dai pirati sono stati oltre un miliardo, per un fatturato totale di 4,5 miliardi di dollari.

Questa è la pirateria pericolosa. Questa è la pirateria gestita dal crimine organizzato, dalle fabbriche clandestine, ai furgoncini con i masterizzatori, ai venditori di strada. Non quella delle reti peer-to-peer.

Per questa pirateria sono necessarie le sanzioni penali previste dalla legge. Non per quella delle reti peer-to-peer, per le quali sarebbero sufficienti sanzioni amministrative, o meglio ancora, un regime di licenze obbligatorie …

Induce ACT

Una commissione del Senato Americano ha cominciato ieri le audizioni riguardo all’Induce ACT, una proposta di legge che renderebbe illegale anche solo indurre alla violazione del diritto d’autore.

La proposta di legge, nella sua forma attuale, esporrebbe a rischi legali chiunque crei, produca, gestisca o parli di tecnologie che permettono la duplicazione di materiale protetto da copyright (ad es. reti peer-to-peer, lettori di MP3, videoregistratori digitali, ecc.). La miglior risorsa riguardo i possibili effetti di questa legge è The importance of, il weblog di Ernest Miller.

Inizialmente la legge era caldeggiata dai soliti sospetti della RIAA (discografici americani) e anche dalla Business Software Alliance. Unico problema: pare che la BSA abbia dichiarato il suo appoggio senza consultare prima i propri membri. Infatti, alle audizioni la BSA ha chiesto importanti modifiche alla proposta. Insieme a tutti gli altri testimoni (a parte il presidente della RIAA…), tra i quali rappresentanti delle industrie dell’elettonica, che hanno parlato del pericolo che la legge rappresenterebbe per la libertà di parola e per l’innovazione tecnologica.

Il senatore Hatch, “ideatore” dell’Induce Act, ha dichiarato che “bisogna fare qualcosa”, quindi la proposta andrà avanti. Si spera con le ampie modifiche proposte durante l’audizione.

Aspettiamoci emuli Italiani di Hatch.