Tecnologie di protesta e trasparenza

Via Gizmodo, una interessante rassegna di usi fantasiosi e innovativi di nuove tecnologie per la protesta a New York, in occasione della Convenzione Nazionale Repubblicana.

Un esempio è la bicicletta anti-Bush, che dipinge slogan in gesso sulla strada mentre si pedala. Purtroppo l’inventore è stato arrestato per vandalismo, mentre dava una dimostrazione a Ron Reagan per MSNBC. L’accusa è vandalismo (il gesso è lavabile …). Su indymedia c’è un .torrent dell’arresto.

Interessante l’uso di weblog e Bittorrent per pubblicizzare un arresto che probabilmente è motivato politicamente. La disponibilità di telecamere economiche, di videolog e di sistemi peer-to-peer incoraggia: forse anzichè finire nella società della sorveglianza, finiremo nella società trasparente di David Brin. Entrambe sono distopie, in entrambe la privacy è un sogno. Nella seconda anche i sorveglianti sono sorvegliati e tutti sono sullo stesso piano …

Reti di scambio sociali

Interessante articolo di Xeni Jardin su Wired, sulle reti di scambio sociali.

Le reti di scambio sociali sono sistemi che combinano un pò di eBay, un pò di Friendster e un pò di Napster, per creare economie di baratto digitali. Si mette in rete, su servizi come Mediachest o Songbuddy un catalogo di quello che si è disposti a scambiare o a prestare (musica, videogiochi, film o anche libri), poi si fanno ricerche tra il materiale disponibile, applicano filtri, come la posizione geografica, gruppi di amici in comune o affinità di interesse.

Rispetto alle reti peer-to-peer la differenza è che si scambia o si presta il materiale fisico, fatto che dovrebbe essere legale (ancora per un pò, almeno…), che viene inviato per posta o preso a mano.

Si può pensare a queste reti come ad una libreria pubblica peer-to-peer. Ciò che permetterà a questi sistemi di funzionare quando cresce il numero di utenti è la gestione della reputazione degli utenti, come su eBay: se qualcuno restituisce materiale in cattive condizioni, o non restituisce affatto, questo verrà segnalato, e diventerà più difficile prendere cose a prestito in futuro.

Inoltre, questi sistemi mantengono l’aspetto sociale, facilitando incontri tra persone con interessi in comune.

Lo spirito delle olimpiadi

Il comitato olimpico è diventato un corpo di polizia al servizio dei propri sponsor.

Cosa succede se ci si presenta ad un evento olimpico con la bevanda sbagliata o con la t-shirt sbagliata (sbagliata = con marchio non dello sponsor) ? Confisca, o se si tratta di una maglietta, magari si verrà solo costretti ad indossarla dentro-fuori, in maniera che non si veda il logo.

Il comitato olimpico giustifica queste idiozie dicendo che “devono proteggere gli sponsor ufficiali, che hanno pagato perchè si potessero fare le olimpiadi”. Il compianto De Coubertin si rivolta nella tomba.

Bisogna ammirare la “onestà” del CIO: quando ci si vende, ci si vende per intero!

XP SP2 torrent chiuso da Microsoft

Viste le difficoltà che Microsoft ha per distribuire i 260 MB del Service Pack 2 di Windows XP tramite BitTorrent, ci si aspetterebbe che non avrebbe fretta di far chiudere SP2torrent.com, che ne consentiva la distribuzione tramite BitTorrent e gratuitamente.

Evidentemente per Microsoft l’esigenza di controllo prende la precedenza sul buon senso, sul vantaggio economico e sulla comodità per i clienti …

Open Media

Via Read/Write Web la notizia che Marc Canter e J.D. Lasica hanno lanciato Open-Media.org, un progetto per facilitare, preservare e pubblicizare opere di creatività “grassroots, con particolare enfasi sul video amatoriale, il materiale multimedia con costi più alti di distribuzione.

L’intento del progetto è creare un grande patrimonio di materiale multimediale con licenza Creative Commons di facile accesso, diffusione e riutilizzo, per dare un impulso alla creazione della “visual web” e un aiuto alla “personal media revolution”.

In particolare Marc Canter è una fucina di idee per quanto riguarda la syndication, il mediablogging, gli hypermedia che consentano link da e a qualsiasi parte di un opera multimediale.

In sintesi, Open Media è l’inizio di un opera che dovrebbe fare per i materiali multimediali quello che le piattaforme per weblog hanno cominciato a fare per gli ipertesti.

C’è anche un Wiki per coordinare i partecipanti al progetto.

Di nuovo su feed RSS e Corriere

Mantellini torna a scrivere dell”articolo di Carlini sul Corriere e sviluppando e continuando la conversazione.

O meglio, la Big Conversation. Abilitata da due delle più importanti caratteristiche dei blog attuali: feed RSS e trackback.

Paolo Valdemarin nota che se non avesse la feed di Mantellini nel proprio aggregatore non sarebbe mai venuto a conoscenza del Corriere. Gaspar Torriero scrive che se Carlini avvesse un blog, sottoscriverebbe certamente la sua feed.

Quando un mio post contiene un link ad un post di Mantellini, WordPress invia un trackback al weblog di Mantellini, in maniera che possa saperlo (oppure può usare Technorati).

Io leggo Mantellini nel mio aggregatore (Bloglines), e questo mi offre nuovi spunti di riflessione. Ad esempio, chi altro legge Mantellini tramite Bloglines ? E cosa legge chi legge Mantellini su Bloglines (esempio). Vedere cosa leggono le persone che hanno gusti simili ai miei è uno dei modi migliori per scoprire nuove preziose risorse (e infatti, Bloglines, come Amazon, fornisce raccomandazioni personalizzate di nuove feed RSS).

E Carlini ? E il Corriere ? Dove sono le feed RSS per argomento del Corriere ? Dove si mandano i trackback agli articoli del Corriere ? Carlini sarà interessato alla Big Conversation ? E se è interessato, il giornale lo lascerà partecipare ?

E’ la Big Conversation l’aspetto più interessante dei weblog. E’ la Big Conversation che filtra gli argomenti, mantiene vivi i più importanti, fa venire in superficie quelli ingiustamente ignorati.

E’ inutile lamentarsi dell’information overload e poi non approfittare dello splendido lavoro che migliaia di blogger fanno per alleviarla, filtrando, sintetizzando e portando alla nostra attenzione le notizie più importanti, mettendo in luce i commenti più interessanti a queste notizie. O degli strumenti che ci permettono di sfruttare al massimo questo lavoro (RSS ed aggregatori).

Ma la Big Conversation è eresia per i mass media. La “rete a due vie” piace poco. Per tanti anni la comunicazione di massa è stata read-only, adesso è diventata read-write. E sono sempre più le persone che si divertono ad usare la funzione write.

Democrazia estrema

Extreme Democracy, una antologia di saggi sulla rivoluzione tecno-democratica è online. I singoli capitoli sono commentabili e linkabili dall’esterno (via Boing Boing).

L’antologia, curata da Jon Lebkowski, contiene capitoli scritti da Clay Shirky, Joi Ito, Steven Johnson, Howard Rheingold ed altri.

Per ora è presente online la prima metà del libro (9 capitoli), presto dovrebbe comparire la seconda metà.

Da leggere.

Il Corriere su RSS

Articolo di Franco Carlini su RSS sul Corriere. Mantellini non è molto d’accordo con lui. Neanche io.

E’ positivo che finalmente anche in Italia i mass media cominciano ad interessarsi della syndication dei contenuti.

Apparentemente, però, Carlini non sembra comprendere appieno quello che rende tanto popolare ed interessante RSS e le altre tecnologie per la syndication dei contenuti: parla di titoli che si affollano sullo schermo come su una telescrivente d’antan, di mancanza di contesto. Della insostituibilità della navigazione libera come occasione di serendipity (trovare quello che non si stava cercando).

Non è questa la mia esperienza con gli aggregatori e le feed RSS.

Se uno nel proprio aggregatore legge feed come quelle di Reuters o della BBC, avrà un esperienza come quella di cui parla Carlini.

Non conosco invece una piattaforma migliore per il lancio della navigazione libera rispetto ad un aggregatore in cui sia stato inserito un numero sufficiente di feed di blogger interessanti.

Una battaglia in discesa

Downhill Battle Labs è una associazione dedicata alla creazione di “software strategico per l’attivismo musicale”.

L’associazione sta sviluppando molti strumenti software per il supporto ad attività di distribuzione di musica online (sia a scopo di lucro che no-profit).

Probabilmente il più interessante dei progetti è Battle Torrent, che ha come fine rendere il più semplice possibile la condivisione di file tramite BitTorrent. Infatti, con BitTorrent è semplice scaricare i file desiderati, soprattutto con client come Azureus, mentre è molto più complicato condividere un nuovo file: bisogna creare un torrent (che contiene informazioni sul file e su dove si trovi il tracker) e un tracker (che è il punto centrale di contatto tra i client).

Battle Torrent ha l’obbiettivo di rendere la condivisione di grandi file semplice come inviare una mail o fare un post su un blog, automatizzando la creazione del torrent, del tracker e l’inizio del processo di seeding (ovvero l’avvio di un client che fa la prima condivisione del file).

Downhill Battle Labs sta cercando sviluppatori per Battle Torrent. Se il progetto riuscisse, faciliterebbe molto il broadcatching, compiendo un altro importante passo verso la “democratizzazione dei media”.