Interessante articolo di Xeni Jardin su Wired, sulle reti di scambio sociali.
Le reti di scambio sociali sono sistemi che combinano un pò di eBay, un pò di Friendster e un pò di Napster, per creare economie di baratto digitali. Si mette in rete, su servizi come Mediachest o Songbuddy un catalogo di quello che si è disposti a scambiare o a prestare (musica, videogiochi, film o anche libri), poi si fanno ricerche tra il materiale disponibile, applicano filtri, come la posizione geografica, gruppi di amici in comune o affinità di interesse.
Rispetto alle reti peer-to-peer la differenza è che si scambia o si presta il materiale fisico, fatto che dovrebbe essere legale (ancora per un pò, almeno…), che viene inviato per posta o preso a mano.
Si può pensare a queste reti come ad una libreria pubblica peer-to-peer. Ciò che permetterà a questi sistemi di funzionare quando cresce il numero di utenti è la gestione della reputazione degli utenti, come su eBay: se qualcuno restituisce materiale in cattive condizioni, o non restituisce affatto, questo verrà segnalato, e diventerà più difficile prendere cose a prestito in futuro.
Inoltre, questi sistemi mantengono l’aspetto sociale, facilitando incontri tra persone con interessi in comune.
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