Archive for August, 2004

Virgin accusa Apple di abuso di posizione dominante

iTunes di Apple è il maggiore venditore di musica onlineL’iPod, sempre di Apple, è il più popolare lettore portatile di musica dotato di hard disk.

Si stima che Apple guadagni poco o niente vendendo brani su iTunes, e che mantenga il negozio online solo per vendere una maggior quantità di iPod, su cui invece guadagna piuttosto bene.

Se questo fosse vero, non si capisce come mai Apple non debba essere contenta quando altri offrono musica che può essere ascoltata sugli iPod. Ad esempio Real Networks, che ha cominciato le danze, implementando un sistema che permette di ascoltare la musica acquistata presso il proprio negozio online sugli iPod.

Apple non è stata affatto contenta di questo, e minaccia denunce per aver violato non si sa bene cosa. Non certo le misure anticirconvenzione, in quanto Real ha semplicemente fatto in modo che il proprio sistema DRM funzioni sull’iPod, senza violare il sistema fairplay di Apple, peraltro già sconfitto da Jon Lech Johansen.

Forse è solo l’antico vizio di Apple di avere il controllo totale su ciò che produce, che con tutta probabilità le è costato in passato il mercato dei PC.

Per essere sicura, VirginMega, il negozio di musica online Francese del gruppo Virgin, ha denunciato Apple alle autorità antitrust perchè si comporta in maniera anti-competitiva e abusa della sua posizione dominante sul mercato della musica online.

Lapsus preoccupanti

George W. Bush: “I nostri nemici sono innovativi e pieni di risorse, e lo siamo anche noi. Non smettono mai di pensare a nuove maniere di far male al nostro paese e alla nostra gente; neanche noi” (citato qui).

Permesso di innovare per TiVo

TiVo, che produce videoregistratori digitali, ha avuto dalla FCC (autorità delle comunicazioni USA) il permesso di implementare la funzione TiVoToGo, che consente la condivisione con altri utenti (fino a 10) degli show televisivi registrati da TV ad alta definizione. Per ora la funzione è limitata ad una rete locale, ma è possibile che in futuro si estenda anche ad utenti remoti.

Vedere questo post per capire come mai l’autorizzazione era necessaria. Sono felice che uno dei miei post più pessimisti sia stato in parte smentito, e che la FCC non sia stata completamente “catturata” dalle industrie che regola.

Rimango perplesso sulla necessità per TiVo di chiedere il permesso alla FCC per poter offrire nuove funzionalità ai propri utenti, soprattutto quand, per avere questo permesso, deve offrire ai propri clienti funzionalità limitate rispetto a quanto la tecnologia permetterebbe.

Trattati di libero scambio per limitare la concorrenza

Australia e Stati Uniti hanno firmato un trattato per il libero scambio.

In teoria una buona notizia per Americani e Australiani.

Sicuramente una cattiva notizia per gli australiani è l’inserimento nel trattato di clausole che costringono i paesi aderenti ad adottare misure anti-circonvenzione analoghe al DMCA americano.

Da quando è nata una maggior coscienza dei problemi legati all’estensione indiscriminata dei diritti e dei vincoli legati alla proprietà intellettuale, l’azione lobbystica si è in gran parte spostata a livello internazionale, cercando di evitare qualsiasi dibattito nelle sedi legislative.

Mosse come queste ingessano il processo legislativo nazionale. Per di più, in paesi come l’Italia i trattati internazionali non possono essere soggetti a referendum.

Senza parlare poi dell’estensione del copyright: prima si estende in America per adeguarsi all’Europa. Ora si chiede di estenderla in Europa (sulle incisioni sonore) per adeguarsi agli Stati Uniti.

We the media

Dan Gillmor, uno dei più acuti giornalisti che seguono la tecnologia negli Stati Uniti, ha pubblicato il suo libro We the media, focalizzato principalmente sulla rivoluzione in corso nel giornalismo.

Il libro è pubblicato sotto una licenza Creative Commons, è stato frutto di uno sforzo collaborativo mediato dal blog (Gillmor ha cercato feedback dai suoi lettori lungo tutto il processo di stesura) ed è disponibile per intero online.

Una ottima recensione su Slashdot.

La coda di lettura si allunga sempre di più …

Drive-in da guerriglia

Negli Stati Uniti ha cominciato a diffondersi la moda dei cinema drive-in istantanei.

In maniera simile ai rave-party, ma più innocua, gli organizzatori scelgono una location (un parco pubblico, una area industriale dismessa oppure un parcheggio), diffondono la voce via Internet e creano un cinema istantaneo con un DVD, un proiettore e delle casse acustiche (costo totale 1.500 €).

C’è chi lo fa per far vedere il proprio film, chi lo fa per riportare un aspetto di comunità alla visione dei film d’arte ormai visibili solo sui canali pay specializzati.

Sarà interessante vedere cosa succederà se questo nuovo modo di concepire il cinema non resterà terreno per pochissimi appassionati.