Videoregistratori sempre più potenti e meno utili

Da quando sono stati introdotti sul mercato, i videoregistratori digitali hanno cominciato a seguire curve di prezzo e funzionalità simili a quelle dei PC, diventando sempre più potenti con prezzi progressivamente più contenuti.

Gli ultimi DVR annunciati permettono di registrare quantità di video quasi inconcepibili: 709 ore. L’anno prossimo sarà il doppio del tempo, o lo stesso tempo, con qualità molto migliorata. L’anno dopo …

La risposta dei fornitori di contenuti a questi avanzamenti tecnologici è prevedibilmente luddista. Sotto la loro pressione Tivo e ReplayTV hanno accettato un accordo per limitare le funzionalità dei DVR. Sarà limitato il periodo di tempo nel quale un programma registrato da un canale Pay-per-view può rimanere nella memoria e sarà limitata la frequenza con cui i programmi registrati possono essere visti.

Il motivo ? Altrimenti chi ha un DVR e registra i programmi pay-per-view non comprerà nè noleggerà più i DVD quando usciranno!

Immaginatevi l’orrore: Disney non potrà più spremere i genitori che dopo aver portato i bimbi al cinema per vedere Alla Ricerca di Nemo, e aver pagato per vederlo in in pay-per-view non avrebbero più la necessità di comprare il DVD, grazie al videoregistratore digitale.

Evidentemente il pernicioso concetto della copia per uso personale è inaccettabile! Dà una pericolosa illusione che quando hai acquistato qualcosa una volta quel qualcosa sia diventato tuo. Non è e non può essere così, secondo i massimalisti della proprietà intellettuale: puoi comprare il biglietto del cinema, puoi comprare la visione pay-per-view, puoi comprare il DVD, ma non immaginarti che quello che hai comprato sia tuo.

Il concetto fondamentale è che con le leggi in vigore adesso, altri decideranno quello che si può fare con il proprio DVD e con il proprio videoregistratore, o con il proprio PC, o con il proprio iPod (e avanti ad nauseam).

Queste leggi permettono di limitare in maniera notevole le “libertà digitali” degli individui e delle famiglie, quello che possono fare con apparecchi di propria proprietà, nelle loro case, con contenuti che hanno acquistato.

Chi si oppone a queste leggi e a questi fenomeni viene spesso accusato di criptocomunismo, o di avanzare una agenda anarchica. O di voler togliere il pane dai denti agli artisti. Non è così.

E’ una questione di libertà. E’ una questione di evitare questa visione totalitaria della proprietà intellettuale. E’ una questione di distinguere tra la proprietà di Disney e quella mia. Nemo è di Disney, il videoregistratore è mio. Non dovrei essere io a decidere per quanto tempo Nemo resta sul videoregistratore, una volta che ho pagato ? O quanto spesso lo voglio guardare ?

A Disney (e agli altri fornitori di contenuto) resta comunque tutto il controllo necessario: decidere se consentire il passaggio in pay-per-view e privilegiare il DVD, oppure stabilire il prezzo relativo di DVD e pay-per-view nella maniera ottimale.

E’ anche una questione di non comprare videoregistratori digitali da chi, come Tivo e ReplayTV, accetta questo tipo di compromessi e di cercare alternative (fino a quando saranno permesse dalla legge).

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