Punto Informatico prende spunto per un pò di sano allarmismo dall’intervista concessa a Il Giornale da Mauro Masi, il direttore del dipartimento per l’editoria della presidenza del consiglio, che è uno degli alfieri del massimalismo della proprietà intellettuale in Italia.
Per fine anno ci si possono aspettare iniziative di sensibilizzazione del pubblico sul fatto che la pirateria è un reato e che è legata alla criminalità organizzata.
D’altronde, criminalità è (Urbani dixit), organizzata lo è pure (sono o non sono i pirati organizzati in reti ?). Q.E.D.
Se solo questo governo riservasse alla pirateria lo stesso rigore e la stessa serietà che ha riservato ai problemi dell’evasione fiscale e a quelli dell’edilizia abusiva …
Se gli x milioni di pirati Italiani aderissero ad un bel concordato preventivo per tutti gli atti di pirateria che commetteranno nei prossimi due anni, forse si potrebbe dare una altra bella botta alla riduzione del deficit.
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