Combattere la pirateria con la confusione

Grande evento a Verona contro la pirateria, dal titolo “Di chi è la musica nell’era digitale ?”.

Domanda semplice, risposta semplice: l’era digitale non cambia nulla riguardo alla proprietà della musica. Quindi nessun bisogno di tutta questa agitazione legislativa e congressistica. Prossima domanda ?

Rimangono da commentare alcune uscite curiose. Il Corriere ha fornito un spazio per un articolo di Celentano, riguardo al quale dice abbastanza Mantellini.

Forse impressionato dall’immagine dei “numeri binari dell’era digitale che barcollano”, Mazza della FIMI ha voluto rilanciare, ma nel proporre una concertazione anti-pirateria gli manca la prosa di Celentano:

[serve] un patto dove tutti i soggetti in gioco lavorino insieme per favorire lo sviluppo e la tutela dei contenuti, come risorsa strategica per il definitivo decollo dei contenitori in una proiezione congiunta ed omogenea e non disgiunta e conflittuale com’è oggi

.

Un paio di osservazioni:

  1. I contenitori (la rete, i collegamenti broadband) sono già decollati, nonostante tutto quello che i partecipanti al congresso hanno fatto per evitare che decollassero, quello che occore fare ora è evitare che politiche miopi di protezione dei contenuti riescano ad interromperne il volo
  2. Gli interessi dei soggetti in gioco (consumatori, industria discografica, industria delle telecomunicazioni) sono conflittuali. Sarebbe ora che i soggetti in gioco lo accettassero e si venissero incontro. Evitando magari accordi a danni dei consumatori tra gli altri soggetti …

Infine il ministro Gasparri dà ragione a Mazza usando le parole di Celentano: “se tutti rubassero il pane nessuno lo produrrebbe più perchè non avrebbe nessun valore”.

Usare l’immagine del furto di pane collettivo porta alla memoria una lunga storia di sommosse per il pane, in tempi in cui i fornai erano considerati incettatori ed affamatori del popolo (come quella rievocata da Manzoni nei Promessi Sposi). Fortunatamente per tutti noi, la musica non è realmente pane, e chi la trova troppo cara non imbraccia forconi e armi, ma si accontenta di ascoltarla senza pagare. Ma a quanto pare, la gravità del reato deve essere considerata la stessa, ora come allora.

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