Bella risposta di Mantellini all’intervento di Caterina Caselli al recente convegno di Verona ripubblicato sul forum della FIMI.
Il dibattito sul diritto d’autore continua a rimanere in mano ai discografici e ai loro pupazzetti da ventriloquo. Ma forse, piano piano, si riuscirà ad ampliarlo.
A quando qualche provvedimento che consenta di accedere al grande patrimonio culturale rappresentato dalle opere orfane, libri, film e dischi ancora protetti da diritto d’autore ma che non sono pubblicate dai detentori dei diritti e rimangono inaccessibili al pubblico ?
E come pensa, la Caselli, che si possa scatenare la creatività degli artisti, se si continua a mettere sotto chiave tutto il materiale da cui possono prendere ispirazione ?
La Caselli chiede altri aiuti dal Governo. Di quali altri aiuti ha bisogno ?
Chiede maggior sicurezza del copyright ? L’ha avuta non molto tempo fa, le incisioni sono protette per ben 50 anni. Vuole ancora qualche anno di più ?
Chiede maggior protezione del copyright ? Il parlamento l’ha concessa con la legge Urbani. Spero che la Caselli non chieda pene peggiori della prigione per chi viola il diritto d’autore.
Chiede il diritto ad un equo compenso ? Sbaglio o questo le è già stato dato, poco tempo fa, sui supporti CD e DVD vergini, sui masterizzatori e sulle memory cards. Spero che se chiede l’equo compenso anche per le connessioni di rete e i PC, sia disponibile a seguire il principio che enuncia nell’ultima riga del suo intervento, e al tanto chiedere sia disposta ad associare il qualcosa concedere: non si può continuare a pretendere un compenso e chiamarlo Orwellianamente “equo” quando il comportamento che copre resta criminalizzato. Neanche il più sfacciato dei governi si permette di tenere comportamenti del genere quando propone condoni e i concordati. Invece, se qualcuno compra un DVD-R e fa una copia personale di un DVD di sua proprietà non solo ha pagato l’equo compenso, ha anche commesso il reato di aggirare le protezioni del DVD.