Il blog ufficiale di Google cerca di giustificare l’esclusione dall’edizione Cinese di Google News delle pubblicazioni censurate dal Grande Firewall che blocca i siti Internet sgraditi dal regime Cinese.
La giustificazione ufficiale è che l’inclusione di link alle pubblicazioni censurate risulterebbe in “un peggioramento dell’esperienza per l’utente”, che potrebbe trovarsi a seguire link non funzionanti.
Come osserva John Batelle, il sapere che ci sono notizie e/o siti a cui non è possibile accedere avrebbe per l’utente un valore molto superiore rispetto al transitorio fastidio di incontrare un messaggio di errore. Il motivo reale è probabilmente che Google, ritiene inopportuno sfidare il regime Cinese pubblicando notizie censurate e vuole evitare il blocco di Google News che ne conseguirebbe.
Update: Tim Bray è molto più duro con Google. Chiama le razionalizzazioni di Google patetiche e li accusa di rendersi complici del programma di marketing del governo Cinese. Probabilmente non ha nessuna paura del Grande Firewall.
E’ una vergogna l’accondiscendenza di Gooogle e della sua amministrazione verso i desideri di regimi soppressivi e coercitivi quale quello cinese.
Questo discorso vale per tutte quelle società/compagnie/ditte che assecondano la COSCIENZA civile e la libertà del sapere al semplice profitto.
In Italia gli esempi non mancano, dato che anche le modifiche alla costituzione sono finalizzate a tali scopi.
L’esistenza di queste realtà non colpisce quanto l’ignoranza e l’indifferenza a tale riguardo da parte della maggior parte delle persone.
Otolo