David Weinberger racconta il suo martedì al World Economic Forum di NY, a parlare alle più importanti persone del mondo dei media. Ne esce molto pessimista.
Gli ho scritto per chiedere il permesso di tradurre il suo intervento, e mi ha risposto facendomi notare con garbo la licenza Creative Commons in fondo al suo blog. La licenza è non-commercial, attribution, share alike, quindi questo post segue la stessa licenza (e penso, in futuro, tutto il blog …). Seguono le parti salienti del post di Weinberger.
L’incontro:
Per prima cosa, queste persone si stanno dimenando. Stanno annegando. Cercano disperatamente di trovare un modo che permetta alle loro organizzazioni di continuare ad aggiungere valore. Sono in uno stato di negazione ma, mi è sembrato, che lo sappiano che non c’è quasi nulla che il mercato voglia da loro. Per esempio, a un certo punto qualcuno ha detto, “Il contenuto è Re” (content is king). Ho risposto che a giudicare dal contenuto che stanno producendo, è il marketing ad essere re; è lì che sta il loro vero valore. Per di più, ho detto, su Internet è la connettività ad essere re. Ma poi loro vogliono sapere come possono monetizzare la connettività. Non c’è nulla di sbagliato nel farlo, basta capire come monetizzarla può ucciderla. Il caso più convincente che ho sentito di valore reale è che solo Hollywood può permettersi di produrre film blockbuster. Ma oltre a questo… ?
Secondo, non capiscono quello di cui stiamo parlando. Non posso dire di aver fatto alcun passo avanti. Per loro Internet è un sistema di trasporto per distribuire bit di loro proprietà. La mancanza di DRM è un buco che riempiranno. Non hanno alcun dubbio che sistemi DRM forti siano dietro l’angolo e che questa sia una buona cosa. (Cory potrebbe dir loro qualcosa)
Terzo, credono che stanno rispondendo al mercato. Non capiscono che il mercato li ha abbandonati. Pensano che il file-sharing sia una aberrazione. In una qualche maniera non pensata, penso che loro credano davvero che le leggi che sostengono siano desiderate dal mercato. Tengono in vita questo pensiero non dicendolo mai ad alta voce.
Quarto, vinceranno. Controllano il Congresso, e nè il Congresso nè il cartello dell’intrattenimento vedono alcuna ragione per cercare un compromesso. Il loro modo di pensare [Lakoffian frame ?] gli dice che stanno impedendo un furto, fine della storia. Quindi finiranno per uccidere la rete, e non se ne accorgono neppure. Il peggiore degli incubi di Larry Lessig si sta avverando, almeno negli Stati Uniti. Certo, ci saranno dei trucchi sofisticati e dei buchi analogici e dei tizi in vicoli scuri con una saldatrice che toglieranno le restrizioni hardware, così che tua figlia possa includere uno spezzone di un film nel suo compito per gli studi sociali. Ma questo è esattamente ciò che significa perdere.
Sono depresso ? Ci puoi scommettere. Ma poi penso: Questo è il motivo per cui il Signore ha messo il Canada proprio qui a Nord.
Queste sono persone intelligenti, e mi è piaciuto parlare con loro. Erano disposti ad ascoltare. Alcuni, in realtà, erano anche più o meno d’accordo. Ma stanno cavalcando bestie agonizzanti, e Internet sarà solo una macchia appiccicosa sotto i loro giganteschi zoccoli.
Siamo spacciati.
Il discorso:
Alla fine ho fatto un discorso un pò diverso da quello che pensavo di fare inizialmente.
Ho detto che c’era un divario gigantesco tra il modo in cui questo gruppo pensa alla rete e il modo in cui i loro clienti ci pensano. (si, mi sono auto-nominato Rappresentante della Rete. Se non vi piace, fate pure una elezione per sostituirmi). Non diamo lo stesso significato a termini di base come comunità, contenuto, “consumatore” e qualcos’altro.
Poi ho descritto il principio End-to-End e come abbia permesso alla rete di dar vita ad un incredibile mercato dell’innovazione. Armeggiare con il centro della rete e le conseguenze inattese possono essere disastrose. Ad esempio, se tutti i pacchetti di dati avessero contenuto bit che identificano l’utente in maniera forte, la rete non sarebbe diventata altro che una libreria di ricerca (No, non sono sicuro che sia vero. Gli effetti emergenti sono troppo difficili da prevedere. Era solo un esempio, e almeno alcune persone hanno annuito. Per me basta).
Ho detto che capisco che la rete a loro sembra un mezzo attraverso cui passa contenuto, parte del quale la gente non paga. Ma (gli ho detto) i loro consumatori non stanno “consumando” contenuto. Non consumiamo niente. Ascoltiamo la musica, vediamo filmati video, parliamo con i nostri amici. Chiamare queste attività contenuto vuol dire perdere di vista il perchè interessano ai consumatori del Grande Contenuto.
Il Grande Contenuto, ho detto, è speciale. E’ pubblicato. Ciò significa che è dato al pubblico perchè ce ne appropriamo, lo facciamo nostro. Lo canticchiamo, lo citiamo, creiamo barzellete con esso come battuta finale, lo sbagliamo anche. Lo facciamo perchè ci interessa ed è così che i lavori della creatività hanno successo. Diventano nostri, in un certo senso.
Inoltre, la cultura avanza grazie al fatto che abbiamo abbastanza spazio di manovra per costruire sopra lavori già pubblicati ed incorporarli in altri lavori. Dall’inno nazionale, alla maggior parte dei film a cartoni animati di Disney, è questo ciò che facciamo.
Quindi, abbiamo bisogno dello spazio di manovra, sia perpoter continuare come una cultura, e - più importante dal loro punto di vista - per poter estrarre valore da ciò la gente del Grande Contenuto produce. E’ la nostra capacità di assorbire e riutilizzare che dà valore al loro prodotto.
Ho finito dicendo, forse con troppa forza, “Sono qui per sostenere l’uso di questa straordinaria connettività globale per permettere la fioritura della cultura che Internet sembra essere nata per rendere possibile … e voi chiamate me barbaro?”. Penso di averli soltanto alienati.