I guadagni della musica digitale

Secondo un articolo dell’Independent le case discografiche riescono a prendersi una percentuale del prezzo finale quasi doppia per i brani venduti online rispetto a quelli venduti su CD.

Per un brano venduto da iTunes negli USA per 0,99$, Apple si tiene circa 4 centesimi, la casa discografica si prende 62 centesimi (o anche più), mentre l’editore del brano si prende circa 8 centesimi.

Il fatto di essersi riusciti ad appropriare quasi per intero del calo dei costi di distribuzione è una dimostrazione di forza contrattuale non indifferente.

Ovviamente, questo non è sufficiente per l’industria discografica: si sentono lamentele sulla “morte degli album” (dopo anni di lamentele sulla “morte dei single”), si vedono tentativi di introdurre una price discrimination (solo verso l’alto?) per i brani più popolari o in alternativa di ri-introdurre il bundling (se no come si vendono i filler, quelle canzoni che nessuno vuole ma che riempiono gli album ?).

Chi vende musica online vede i suoi margini ridotti all’osso. A parte Apple, che ha forti sinergie tra iTunes e iPod, le prospettive per gli altri store musicali online sono molto grige. E le prospettive per una genuina concorrenza sui prezzi per la musica online sono ancora più fosche.

Concerto Creative Commons / Wired

Questa sera alle 8 EST (penso alle 2 di notte Italiane …) ci sarà il webcast del concerto di beneficenza Creative Commons / Wired di New York, con Gilberto Gil, David Byrne ed altri. Lo show non sarà archiviato, ma solamente trasmesso live.

Come non provate invidia di un paese come il Brasile che ha un ministro della cultura come Gilberto Gil, che oltre ad essere un grande musicista è illuminato:

La sfida è di risolvere la questione dei diritti d’autore senza trattenere il processo di condivisione, scambio ed evoluzione artistica associato ai media digitali.

Quote di David Byrne:

Perchè tutti sanno che nulla proviene dal nulla. Tutto è costruito su qualcosa che esisteva già.

Una compilation su CD sarà distribuita durante il concerto e con l’edizione di novembre di Wired. Il titolo ? “The Wired CD. Rip. Sample. Mash. Share”. I contenuti:

  • Beastie Boys, ‘Now Get Busy’
  • David Byrne, My Fair Lady’
  • Zap Mama, ‘Wadidyusay?’
  • My Morning Jacket, ‘One Big Holiday’
  • Spoon, ‘Revenge!’
  • Gilberto Gil, ‘Oslodum’
  • Dan the Automator, ‘Relaxation Spa Treatment’
  • Le Tigre, ‘Fake French’
  • Paul Westerberg, ‘Looking Up in Heaven’
  • Cornelius, ‘Wataridori 2′
  • Matmos, ‘Action at a Distance’

Licenza Creative Commons, quindi i brani potranno essere ri-distribuiti, ri-elaborati o campionati liberamente.

Complimenti a Lessig, a Wired e a tutti gli artisti che partecipano.

Aggiornamenti se il concerto viene inserito in qualche rete peer-to-peer.

[via A Copyfighter's Musings]

GBrowser ?

E’ molto tempo che si parla di un browser marchiato Google. Da quando Google ha ospitato il Mozilla Developer Day 2004 lo scorso Agosto i sospetti si sono infittiti.

La recente ondata di reclutamenti ad alto profilo sembra confermare il sospetto. Ultimo piccolo dettaglio, Google ha registrato GBrowser.com (che può anche essere una mossa soltanto precauzionale).

Come Apple ha dimostrato con Safari una volta che Microsoft ha cessato lo sviluppo di IE per Macintosh, la disponibilità di ottime piattaforme di partenza Open Source permette di realizzare eccellenti browser “di marca” in tempi brevi e con investimenti contenuti.

Le ragioni per cui Google potrebbe voler realizzare un proprio browser sono molte.

Microsoft ha dimostrato di recente, con il glaciale passo di sviluppo di Interne Explorer, quanto poco gli interessi la rete come piattaforma per lo sviluppo di applicazioni Internet ricche (RIA, rich Internet apps).

Google invece probabilmente vivrà sempre più di applicazioni internet ricche, come Blogger e ancora di più GMail, con il loro aggressivo uso di Javascript per minimizzare i tempi di risposta dell’interfaccia utente e i trasferimenti di dati tra il client e il server.

Google ha quindi tutto l’interesse ad aiutare la creazione di una massa critica di browser non-Microsoft, in maniera da stimolare un nuovo round di competizione sulle funzionalità dei browser e di impedire a Microsoft di appropriarsi degli standard di sviluppo delle applicazioni in rete.

Infine un browser sarebbe l’evoluzione naturale della toolbar: consentirebbe a Google di proporre agli utenti sistemi di personalizzazione delle ricerche e di raccomandazione simili a quelle offerte dalla toolbar di A9, ma ancora più potenti.

Mazzate di Mantellini

Bella risposta di Mantellini all’intervento di Caterina Caselli al recente convegno di Verona ripubblicato sul forum della FIMI.

Il dibattito sul diritto d’autore continua a rimanere in mano ai discografici e ai loro pupazzetti da ventriloquo. Ma forse, piano piano, si riuscirà ad ampliarlo.

A quando qualche provvedimento che consenta di accedere al grande patrimonio culturale rappresentato dalle opere orfane, libri, film e dischi ancora protetti da diritto d’autore ma che non sono pubblicate dai detentori dei diritti e rimangono inaccessibili al pubblico ?

E come pensa, la Caselli, che si possa scatenare la creatività degli artisti, se si continua a mettere sotto chiave tutto il materiale da cui possono prendere ispirazione ?

La Caselli chiede altri aiuti dal Governo. Di quali altri aiuti ha bisogno ?

Chiede maggior sicurezza del copyright ? L’ha avuta non molto tempo fa, le incisioni sono protette per ben 50 anni. Vuole ancora qualche anno di più ?

Chiede maggior protezione del copyright ? Il parlamento l’ha concessa con la legge Urbani. Spero che la Caselli non chieda pene peggiori della prigione per chi viola il diritto d’autore.

Chiede il diritto ad un equo compenso ? Sbaglio o questo le è già stato dato, poco tempo fa, sui supporti CD e DVD vergini, sui masterizzatori e sulle memory cards. Spero che se chiede l’equo compenso anche per le connessioni di rete e i PC, sia disponibile a seguire il principio che enuncia nell’ultima riga del suo intervento, e al tanto chiedere sia disposta ad associare il qualcosa concedere: non si può continuare a pretendere un compenso e chiamarlo Orwellianamente “equo” quando il comportamento che copre resta criminalizzato. Neanche il più sfacciato dei governi si permette di tenere comportamenti del genere quando propone condoni e i concordati. Invece, se qualcuno compra un DVD-R e fa una copia personale di un DVD di sua proprietà non solo ha pagato l’equo compenso, ha anche commesso il reato di aggirare le protezioni del DVD.

Fedora Core 3 test 2

E’ disponibile la seconda versione di test di Fedora Core 3, la distribuzione “d’avanguardia” e gratuita di Redhat.

Lista di mirror e torrent per i386 (o per x86-64). Il torrent non parte velocissimo, ma nel giro di pochi minuti supera i 200 KB/s su Fastweb.

Novità principali: Gnome 2.8RC, KDE 3.3, X.org 6.8.0, SElinux abilitato di default con settaggi che non dovrebbero rendere la vita impossibile agli utenti comuni.

Il blog di King Kong

KongIsKing.net è il blog di King Kong, il nuovo film di Peter Jackson (regista del Signore degli Anelli).

Bene: aggiornato di frequente, diari di produzione video (disponibili anche via BitTorrent), feed RSS.

Male: feed RSS con solo i titoli, niente permalink visibili, si scoprono solo tramite la feed RSS.

Un post di ieri è sui problemi causati dalla vicinanza tra gli studios e l’aeroporto internazionale di Wellington.

[via Kottke]

Wikipedia: un milione di articoli

Wikipedia, l’enciclopedia libera online, ha superato il milione di articoli (traduzione in Italiano).

Ogni giorno vengono aggiunti circa 2.500 articoli, mentre gli aggiornamenti ad articoli esistenti sono circa 25.000 al giorno.

La versione inglese ha 339.000 articoli, quella in italiano ne ha 24.000. Siamo indietro anche rispetto a tedeschi (137.000) e francesi (51.000)!

Un buon esempio dei problemi dei Wiki sugli argomenti controversi è l’articolo su Silvio Berlusoni. L’accesso al momento è consentito solo agli amministratori, causa inserimento di materiali “propagandistici” o comunque non conformi alla regola di utilizzare un NPOV (punto di vista neutrale). Vedere la pagina di discussione per capire le difficoltà di mantenere l’articolo “neutrale”.

Combattere la pirateria con la confusione

Grande evento a Verona contro la pirateria, dal titolo “Di chi è la musica nell’era digitale ?”.

Domanda semplice, risposta semplice: l’era digitale non cambia nulla riguardo alla proprietà della musica. Quindi nessun bisogno di tutta questa agitazione legislativa e congressistica. Prossima domanda ?

Rimangono da commentare alcune uscite curiose. Il Corriere ha fornito un spazio per un articolo di Celentano, riguardo al quale dice abbastanza Mantellini.

Forse impressionato dall’immagine dei “numeri binari dell’era digitale che barcollano”, Mazza della FIMI ha voluto rilanciare, ma nel proporre una concertazione anti-pirateria gli manca la prosa di Celentano:

[serve] un patto dove tutti i soggetti in gioco lavorino insieme per favorire lo sviluppo e la tutela dei contenuti, come risorsa strategica per il definitivo decollo dei contenitori in una proiezione congiunta ed omogenea e non disgiunta e conflittuale com’è oggi

.

Un paio di osservazioni:

  1. I contenitori (la rete, i collegamenti broadband) sono già decollati, nonostante tutto quello che i partecipanti al congresso hanno fatto per evitare che decollassero, quello che occore fare ora è evitare che politiche miopi di protezione dei contenuti riescano ad interromperne il volo
  2. Gli interessi dei soggetti in gioco (consumatori, industria discografica, industria delle telecomunicazioni) sono conflittuali. Sarebbe ora che i soggetti in gioco lo accettassero e si venissero incontro. Evitando magari accordi a danni dei consumatori tra gli altri soggetti …

Infine il ministro Gasparri dà ragione a Mazza usando le parole di Celentano: “se tutti rubassero il pane nessuno lo produrrebbe più perchè non avrebbe nessun valore”.

Usare l’immagine del furto di pane collettivo porta alla memoria una lunga storia di sommosse per il pane, in tempi in cui i fornai erano considerati incettatori ed affamatori del popolo (come quella rievocata da Manzoni nei Promessi Sposi). Fortunatamente per tutti noi, la musica non è realmente pane, e chi la trova troppo cara non imbraccia forconi e armi, ma si accontenta di ascoltarla senza pagare. Ma a quanto pare, la gravità del reato deve essere considerata la stessa, ora come allora.

Trailer di The incredibles

Il trailer di The Incredibles, il prossimo film di Pixar è online. Come gli altri, un prodotto di grandissima qualità.

Potete passare attraverso le forche caudine Flash del sito ufficiale o seguire i link gentilmente offerti da Slashdot per scaricare direttamente la versione Quicktime: grande (20 MB) e tutto schermo (30 MB).

Se scaricare da Akamai è troppo lento, nell’articolo di Slashdot trovate un link ad un torrent.

Scaricare il trailer in formato WMV dal sito ufficiale per vederselo a pieno schermo anche offline sembra essere impossibile. Strano, uno penserebbe che più si diffondono le copie del trailer, più Disney e Pixar sono contente. E se non bastasse, le versioni in streaming vanno a singhiozzo stasera.

Lucchetti, blog e sicurezza

Alcuni giorni fa è comparso su Engadget un video su come sia possibile aprire un lucchetto Kryptonite con una penna Bic.

L’informazione su come aprire questo tipo di lucchetti pare giri da anni tra gli “addetti ai lavori”, ma i salti decisivi verso la diffusione universale sono stati:

A questo punto il post di Engadget è già diventato il quarto risultato per “kryptonite locks” su Google.

Tra l’altro, Kryptonite promette (almeno negli Stati Uniti) di risarcire le persone che si sono registrate e le cui biciclette siano state rubate, fino ad un totale di 3.500$.

Se è vero che l’informazione su come aprire questi lucchetti era disponibile da anni, questo è un disastro dal punto di vista delle public relations per Kryptonite, e la prima risposta data è piuttosto insoddisfacente.

Secondo Edward Felten questo evento sarà molto importante nel dibattito sull’opportunità di svelare le falle nella sicurezza o meno.

P.S. Pare che tutti i lucchetti del tipo a “barrell lock” siano vulnerabili, non solo quelli di Krpytonite.

Update: La seconda risposta di Kryptonite è molto più soddisfacente della prima: chiunque abbia comperato uno dei modelli vulnerabili (Evolution, KryptoLok, New York Chain, New York Noose, Evolution Disc Lock, KryptoDisco o DFS Disc Lock) negli ultimi due anni e abbia una prova d’acquisto ha diritto alla sostituzione gratuita. Per chi abbia comprato uno di questi modelli prima di due anni fa è previsto uno sconto sostanziale su acquisti sostitutivi.

A9: privacy o sconto ?

A9, il motore di ricerca di Amazon.com, offre già molti incentivi a farsi identificare (storia delle ricerche passate, raccomandazioni ed altro).

A queste si aggiunge lo sconto su Amazon.

Se avete un account con Amazon e fate ricerche con A9 senza aver fatto un log-out (che è una operazione piuttosto nascosta sul sito di Amazon, per dire la verità), A9 vi riconosce automaticamente e vi saluta per nome. Successivamente, se visitate Amazon.com compare il logo che vedete sotto, e vi viene automaticamente offerto uno sconto di π/2 (circa 1,57%).

Logo sconto A9

Amazon sostiene che lo sconto è una maniera di condividere con gli utenti le entrate pubblicitarie di A9 dovute alle Adwords di Google. Sicuramente non sono del tutto estranee considerazioni sulla miglior conoscenza che Amazon guadagna sui propri clienti e sul far sentire più tranquilli gli utenti che fanno ricerche sotto l’occhio vigile dei cookies di Amazon.

Non sembra che il programma funzioni su Amazon.co.uk.

[via Unofficial Google Weblog]