PR e paura dei weblog

Dan Gillmor pubblica il testo di una proposta ricevuta di recente:

(azienda di PR) una azienda che offre servizi di market intelligence e di analisi dei media. (azienda di PR) lavora con aziende appartenenti a Fortune 1000 [le 1.000 più grosse società americane n.d.t.], che usano i nostri servizi per Gestire e Controllare gli Influenzatori Digitali (come i blog, forum, gruppi di discussione, siti web per lamentele, ecc) come uno strumento di intelligence e di valutazione del livello di minaccia. (amministratore delegato) potrebbe parlarvi delle “Azioni che Aziende del Fortune 1000 stanno intraprendendo contro blogger” e “Cosa le aziende stanno facendo per proteggere la propria reputazione da blogger e influenzatori digitali”

Non vedo come un azienda che pensa di avere un problema di immagine a causa di blogger e gruppi di discussione possa migliorare le cose “intraprendendo azioni” contro di essi.

Se c’è un problema di immagine a causa di blog, gruppi di discussione e siti di lamentele, forse sarebbe meglio per le aziende ascoltare le lamentele e mettere a posto i problemi che stanno peggiorandone la reputazione, prima di “intraprendere azioni” contro gli “influenzatori digitali”.

Penso che in futuro le aziende farebbero meglio ad usare figure tipo “blog ambassador” e “blog listener” anzichè un “blog intimidator” …

1 Response to “PR e paura dei weblog”


  1. 1 Francesesco

    Scobleizer docet!

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