Per molti anni la CCIA (Computer & Communications Industry Association) è stata una spina nel fianco di Microsoft, incoraggiando le azioni antitrust in Europa e negli Stati Uniti e inviando dettagliati studi sugli effetti dei comportamenti anticompetitivi di cui Microsoft è accusata.
Di recente, però, Microsoft e la CCIA hanno fatto la pace, e Microsoft è diventato un membro dell’associazione e la CCIA ha ritirato tutte le accuse. Quando c’è stato l’annuncio, Nokia è uscita dalla CCIA per protestare la gestione ritenuta improria dell’accordo.
Ora, grazie al Financial Times, si scopre qual’era l’improprietà protestata da Nokia: Microsoft ha versato 19,75 milioni di dollari all’associazione (15 milioni di €). La metà di questi è finita nelle tasche del presidente della CCIA.
Poca cosa, per silenziare un critico che aveva avuto un ruolo importante nell’investigazione della Unione Europea, che aveva portato ad una multa di 497 milioni di €.
[via Groklaw]
Grazie di parlarne Luca. Questa e la questione dei brevetti sono tristemente note a una minoranza, ma sono argomenti ignorati a livello mainstream.
Aggiungo che a molti – Apple, Novel, comunità sw libero – piacerebbe poter battere (cioè ridimensionare) Microsoft sul piano dell’innovazione e del confezionamento di sistemi migliori, ma è una posizione molto idealistica e che non tiene del tutto conto della realtà.
La nota amara perchè altrove (http://persone.softwarelibero.org/person/flexer&start=704) stamattina stavamo proprio parlando di Xul, Mozilla e Avalon.
ciao
Fare affidamento sugli sbagli di MSFT è sempre una strategia perdente.
Il tentativo di limitare a Longhorn le nuove funzionalità sarebbe stato tenibile se Firefox, Googe & c. fossero restati fermi. Visto che avanzano rapidamente, bisogna contenerli.
Il ripiegare di Microsoft è una mossa pericolosa ma anche una sconfitta: riduce l’attrattività di Longhorn rispetto agli OS legacy …