Archive for November, 2004

P2P, firewall e BitTorrent trasparente

Interessanti segnalazioni da un articolo di Slashdot sullo sforzo per aiutare le applicazioni peer-to-peer a soffrire di meno la presenza di firewall e NAT (Network Address Translation, un modo per usare lo stesso indirizzo IP pubblico per molti computer).

Chi sta dietro ad un firewall o un NAT ha difficoltà (o è impossibilitato) a comunicare direttamente con altri utenti nelle stesse condizioni, ma è deve utilizzare un proxy o rassegnarsi a comunicare solo con chi ha un indirizzo IP vero (nel caso del NAT) e le cui connessioni provenienti dall’esterno non vengono filtrate da un firewall.

Ad esempio, tutti gli utenti FastWeb sono “dietro” ad un NAT, e per questa ragione molte applicazioni p2p funzionano molto bene tra utenti FastWeb ma meno bene con l’esterno.

Fin dall’inizio si sono cercati modi per aggirare queste limitazioni, sfruttando il meccanismo di funzionamento e le limitazioni dei NAT e dei firewall. L’arrivo delle applicazioni p2p di telefonia Voice over IP tipo Skype ha dato un nuovo impulso alla ricerca in questo campo (esempio di lunga discussione al proposito sulla mailing list p2p-hackers).

La nuova versione di Limewire (4.2) permette in teoria di fare trasferimenti tra due utenti anche se sono entrambi dietro un firewall (dettagli sulle tecniche di “creazione di buchi con UDP” sono disponibili nei sorgenti di Limewire).

Ian Clarke, il creatore di Freenet, sta lavorando invece a Dijjer, una cache peer-to-peer Open Source anch’essa in grado di utilizzare tecniche di “UDP hole punching”per passare attraverso i firewall.

Interessante anche questo post sulla mailing list Decentralization, in cui Brian Behlendorf della Apache Software Foundation parla di persone interessate a sostenere finanziariamente lo sviluppo di un modulo per Apache e modifiche a Mozilla che consentano una gestione completamente trasparente di BitTorrent, sia lato server che lato client.

Blog Attacks redux

Poche settimane fa si discuteva di Blog Attacks e della pericolosità che possono avere gli attacchi personali che partono da un blog popolare, vista l’alta rilevanza che i motori di ricerca danno ai blog.

Ora qualcuno ha deciso di mettere in pratica quello che Tim Bray aveva solo paventato: un blogger ha cominciato ad attaccare personalmente in maniera pesante Russell Beattie, persona che può non piacere o con cui si può non andare d’accordo, ma che non merita di vedersi versato addosso tanto veleno in pubblico.

Il problema (grosso) è che il sito del blogger attaccante è indicizzato anche da Google News. Russell Beattie ha fatto un appello pubblico perchè il weblog venga escluso dall’indice di Google News, esponendo la sua versione dei fatti.

Froogle Wish List

Peccato che Froogle, il servizio per trovare i migliori prezzi online, non funzioni ancora in Italia. Infatti, giusto in tempo per natale Google ha creato la Froogle Wish List, che permette di aggiungere gli oggetti cercati alla propria lista dei desideri e mandare la lista ad amici e parenti.

Technorati Favelet

Technorati Favelet, un bottone da trascinare sulla barra degli strumenti del browser che permette di cercare in tutti i weblog indicizzati da Technorati quello che si dice del testo selezionato (o della pagina attualmente aperta).

I pagamenti ai critici di Microsoft

Per molti anni la CCIA (Computer & Communications Industry Association) è stata una spina nel fianco di Microsoft, incoraggiando le azioni antitrust in Europa e negli Stati Uniti e inviando dettagliati studi sugli effetti dei comportamenti anticompetitivi di cui Microsoft è accusata.

Di recente, però, Microsoft e la CCIA hanno fatto la pace, e Microsoft è diventato un membro dell’associazione e la CCIA ha ritirato tutte le accuse. Quando c’è stato l’annuncio, Nokia è uscita dalla CCIA per protestare la gestione ritenuta improria dell’accordo.

Ora, grazie al Financial Times, si scopre qual’era l’improprietà protestata da Nokia: Microsoft ha versato 19,75 milioni di dollari all’associazione (15 milioni di €). La metà di questi è finita nelle tasche del presidente della CCIA.

Poca cosa, per silenziare un critico che aveva avuto un ruolo importante nell’investigazione della Unione Europea, che aveva portato ad una multa di 497 milioni di €.

[via Groklaw]

L’identificativo delle stampanti laser a colori

Secondo Boing Boing, le stampanti laser a colori includono in ogni stampa il loro numero di serie (immagino nascosto in un watermark).

L’identificativo viene inserito in modo che possano essere identificate le stampanti usate per stampare banconote false. Lo svantaggio (piuttosto grosso) è che l’identificativo può essere usato anche per rintracciare la stampante usata per qualsiasi tipo di stampa.

Update: la presenza di un sistema di identificazione che stampa minuscoli punti gialli nel background della pagina è confermata da un ricercatore di Xerox. Ed Felten aggiunge alcune considerazioni sul fatto che il sistema usato potrebbe essere meno invasivo della privacy, e che funziona solo se esiste un database che tiene traccia di chi acquista le stampanti laser a colori.

IE e Firefox

Onestat.com: Internet Explorer sotto quota 90%, la famiglia Mozilla cresce dal 2,1% di Maggio al 7,3% di Novembre [via PI]

Buddy Buzz e Captology

Buddy Buzz è una applicazione per telefonini che svolge due funzioni:

  1. permette la scoperta di letture interessanti grazie ad un sistema di rating sociale, che dà più importanza ai punteggi assegnati da persone “vicine”)
  2. permette la lettura veloce, mostrando una parola per volta ad un ritmo rapido sotto il controllo dell’utente (che permette di leggere molto velocemente, fino a 300-800 parole al minuto sullo schermo di un telefonino.
  3. Il fondatore di Buddy Buzz è BJ Fogg, che espone idee inquietanti sulla teoria della persuasione su Captology:

    Il Laboratorio sulle Tecnologie Persuasive di Stanford studia come i prodotti e servizi informatici — dai siti web al software per telefonini — possono essere disegnati per cambiare quello che la gente crede e quello che fa.

    In sostanza un servizio per lettura veloce su telefonino che mostra parole a velocità quasi sub-liminale, gestito dalla società fondata da una persona che studia come cambiare il comportamento della gente usando telefonini e siti web. Penso di non essere ancora del tutto persuaso. Magari ci vorrà un pò più di lettura su Buddy Buzz …

    [via Many-2-many]

Kazaa 3.0 integra Skype

Interessante: Kazaa lancia la versione 3.0 e integra Skype.

La versione 3.0 di Kazaa migliora le funzioni di ricerca e integra protezione dai virus e sistemi per verificare l’integrità dei file.

La cosa interessante che Kazaa fa per fermare il declino rispetto a eMule e BitTorrent è l’integrazione della telefonia VoIP di Skype.

Una volta si diceva che ogni programma si espande fino che non può leggere la posta elettronica. Adesso sarà una corsa tra Skype, Popular Telephony ed altri per offrire componenti software che permetteranno di integrare telefonia VoIP peer-to-peer in qualsiasi programma o apparecchio.

Il futuro è appena diventato un pò più buio per i fornitori di telefonia su rete fissa.

Fiona Apple

Il Corriere di oggi (link introvabile sul sito) parla del caso di Extraordinary, il terzo album di Fiona Apple, che è pronto da un anno e mezzo, ma la cui pubblicazione è bloccata da Sony/Epic perchè “non c’è un single” e l’album non sarebbe abbastanza commerciale.

Per chi avesse bisogno di altri segnali per capire quanto funziona male l’industria discografica, questo mi sembra abbastanza evidente. L’album è pronto, su Internet c’è una forte comunità di fan che organizza petizioni, mette in piedi siti (Free Fiona) e forum di protesta.

C’è il prodotto, c’è la domanda, cosa manca ? Manca “singolo” che possa far da traino alla macchina promozionale, che altrimenti non si mette in moto. Ma di questo non c’è più bisogno.

Se l’album fosse messo in vendita su Amazon e iTunes, si vedrebbero subito le potenzialità di vendita, senza dover investire nell’invio di CD alla struttura distributiva tradizionale, e con qualche possibilità di poter recuperare gli investimenti già effettuati sull’album.

Evidentemente per Sony/Epic è più importante affermare il proprio controllo editoriale e sul processo di marketing che non recuperare l’investimento e mantenere un buon rapporto con la cantante.

Sembra ripetersi la storia di Yankee Hotel Foxtrot dei Wilco, che dopo aver registrato il disco si sono sentiti dire da Warner Music che non avrebbe pubbicato l’album senza grossi cambiamenti perchè nella forma originale l’album “gli avrebbe spezzato la carriera”.

I Wilco si sono rifiutati di cambiare una virgola e alla fine sono riusciti a ricomprare i diritti alla loro creazione da Warner Music. Hanno messo l’album sul loro sito e l’hanno lasciato ascoltare al pubblico per mesi, fino a che Nonesuch non ha proposto loro un contratto, e ha distribuito l’album. Due le grosse ironie della conclusione:

  1. L’album debuttò tra i 20 album più venduti (di gran lunga il migliore del grupppo)
  2. Nonesuch è una divisione di Warner Music, che aveva rifiutato inizialmente l’album.

Si può solo sperare in un lieto fine anche per Fiona. I curiosi possono scaricare dalle reti peer-to-peer due brani rilasciati da qualche talpa: Extraordinary Machine e Better Version of Me.

Brevetti software come un arsenale nucleare

Qualche tempo fa, L’amministratore delegato di MySQL, aveva scritto un articolo in cui parlava dei brevetti software come l’equivalente di un arsenale nucleare: le grandi aziende ne accumulano a più non posso perchè sanno che anche la competizione lo sta facendo, e i brevetti saranno necessari come possibile arma di ritorsione.

In questa maniera si crea un alto muro di recinzione attorno alle aziende che possiedono brevetti, escludendo le aziende fuori dal muro di recinzione dalla possibilità di fare concorrenza basando i propri prodotti su tecnologie brevettate (che spesso sono assai poco originali, vedere qui e qui).

Probabilmente Microsoft pensa che è ora di spiegare che il software Open Source vive in un mondo pericoloso e non dispone di brevetti: Ballmer avvisa gli utenti di Linux che rischiano grosso. Ovviamente il rischio è rappresentato da tutti i brevetti potenzialmente violati dal kernel di Linux (283, tra i quali 27 posseduti da Microsoft, secondo uno studio di Open Source Risk Management [pdf]).

Strumenti per rimuovere spyware

Prova comparativa degli strumenti per rimuovere Spyware su Ars Technica. Spybot + Ad Aware Personal Edition sembrano un ottima combinazione, con il grosso vantaggio della gratuità.

Suprnova e il piccolo elefante

Ho notato un ondata di ricerche per SuprNova nelle ultime 24 ore. Solito periodico allarme per una sospetta chiusura che si rivela un problema di server. Molti comunque avranno recuperato la loro dose quotidiana di torrent grazie alle 10 migliori alternative a SuprNova.

E’ sorprendente quanto a lungo riesca a stare in piedi il più grande e popolare catalogo di file da scaricare con BitTorrent, e come riesca a star dietro all’incredibile crescita di popolarità di BitTorrent. Gestito da un 18enne Sloveno dal nickname Slonček (piccolo elefante in Sloveno, pare), SuprNova aveva oltre 400.000 visitatori al giorno a maggio 2004 (o oltre un milone, a seconda delle fonti), quando Slyck.com lo ha intervistato.

Sono sempre curioso di vedere quanto resisterà Suprnova. Il sito cammina sul filo del rasio per quanto riguarda la legalità, in quanto non distribuisce direttamente file protetti da copyright, ma solo i file .torrent, che contengono solo informazioni sui file da scaricare e su come collegarsi ai tracker, che darà poi informazioni su come connettersi agli altri client che stanno scaricando il file.

Tuttavia, queste distinzioni non hanno mai fermato uno sforzo determinato da parte delle forze dell’ordine (basta un MP3 pirata …), e sarà interessante vedere cosa succederà quando l’Unione Europea farà pressioni sulla Slovenia riguardo alla protezione del diritto d’autore.

Il trattato Broadcast

Cory Doctorow racconta da Ginevra il vertice WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) su Deep Links della EFF.

La proposta di un Trattato Broadcast (Broadcast Treaty) è il solito tentativo di aumentare le protezioni sulla proprietà intellettuale e ridurre i diritti di cittadini e consumatori tramite un trattati internazionali, in forum lontani dai processi di deliberazione democratica. In questo caso si vogliono aumentare le protezioni delle trasmissioni televisive broadcast in tutto il mondo, rendendo obbligatorie a livello internazionale misure come la Broadcast Flag Americana (di effetti e pericolosità della quale ho già scritto qui e qui).

Interessante il trattamento riservato da “ignoti sabotatori” al materiale distribuito dalle organizzazioni non governative che si oppongono al trattato: preso dai tavoli e cestinato nei bagni.

Cory Doctorow racconta delle forti obiezioni al trattato, soprattutto da parte dei paesi in via di sviluppo e di Brasile ed India, e di come presidente e segretario dell’assemblea fanno di tutto per spingere l’adozione del trattato.

Google Deskbar API

Google offre agli sviluppatori esterni una interfaccia di programmazione per sviluppare plugin per Google Deskbar Che aggiungono nuove funzioni di ricerca. Se ora lo facesse anche per permettere a Google Desktop Search di cercare all’interno di nuovi formati di file …

Modifiche Urbani, Cap. XXXI

Anche l’inguaribile ottimista Cortiana perde la pazienza sulla saga delle modifiche alla legge Urbani.

La Polonia blocca i brevetti software UE

Primi effetti positivi dell’allargamento UE sulle libertà digitali: la Polonia blocca i brevetti software UE.

Google Scholar

Arrivo tardi a Google Scholar, il motore di ricerca accademico di Google [via Pandemia].

ResourceShelf sembra avere la critica più articolata a Google Scholar.

Alcuni dati su Google Scholar:

  • Pesca quelli che pensa siano materiali accademici/scientifici dalla rete. L’algoritmo usato per determinare quale materiale debba essere incluso non è identificato
  • Nei risultati di ricerca, per ogni articolo c’è un un link con l’elenco degli articoli dove è stato citato.
  • Non si conosce la lista completa degli editori di pubblicazioni scientifiche che hanno collaborato con Google per rendere disponibili i loro materiali.
  • Non tutti gli articoli indicizzati saranno accessibili gratuitamente. In alcuni casi sarà necessario essere abbonati alla fonte da cui proviene l’articolo.
  • Sarà interessante vedere l’impatto di Google Scholar sui costi proibitivi di molte pubblicazioni scientifiche e sui tentativi di mettere in piedi riviste accademiche alternative a quelle gestite dai giganti del publishing scientifico, che abbiano costi minori e permettano agli autori di mantenere il copyright sugli articoli che pubblicano.

Exabot e Exalead

Guardando i log del server ho trovato le tracce lasciate da un nuovo spider: Exabot. Mi è piaciuto subito, perchè al contrario degli altri mette nel campo referer la url da cui proviene.

Cercando informazioni su Exabot, ho scoperto che è lo spider di Exalead, un motore di ricerca in beta, con funzioni di categorizzazione dei risultati (anche geografica), suggerimenti di termini e categorie correlate, screenshot dei siti e, per ogni sito, è possibile visualizzare in un frame delle pagine contenenti i termini di ricerca senza lasciare la pagina di ricerca.

Interessante e da tenere sott’occhio.

Orkut Media

Orkut Media, la piattaforma per creare simil-blog e photo-log in Orkut.