Archive for January, 2005

Ares Galaxy e Warez Client

Il nome di uno dei programmi peer-to-peer che cresce più velocemente di questi tempi è tutto un programma: Warez Client.

Il network è lo stesso cui si può accedere con Ares Galaxy, KCeasy (senza adware) e FileCroc. Da quando Warez.com ha chiesto allo sviluppatore di Ares una versione con banner pubblicitari e ha cominciato a fare marketing aggressivo, gli utenti sono saliti da circa 100.000 a oltre 2.000.000 (dato di picco).

Giusto per non lasciare molti dubbi sullo scopo, le ultime versioni di Warez Client comprendono anche un plugin CD-Extractor. Presto ci sarà anche il CD-Burner.

[Via Slyck.com, che ha anche una intervista al team di sviluppo di Warez]

La guida EFF al DVR HDTV

Dal 1° luglio tutti gli apparati capaci di ricevere un segnale televisivo ad alta definizione negli Stati Uniti dovranno rispettare la Broadcast Flag, un segnale inviato dai broadcaster che dovrebbe stabilire se e come i materiali trasmessi possono essere registrati.

La broadcast flag è un tipico esempio di misura DRM che non farà nulla per limitare la pirateria, ma farà moltissimo per introdurre frustrazioni nella vita degli utenti normali, che si ritroveranno con videoregistratori digitali completamente alla mercè della “generosità” broadcaster.

Quello che prima era un diritto sanzionato dalla Corte Suprema nella famosa decisione Betamax, ora diventa un privilegio.

La Electronic Frontier Foundation ha quindi raccomandato a tutti coloro che desiderassero un DVR HDTV pienamente funzionante di procurarselo prima del 1° luglio, o meglio ancora, di assemblarselo prima del 1° luglio seguendo questa semplice guida.

E dopo il primo luglio ? I pirati continueranno a registrare quello che vogliono, grazie ad apparati acquistati prima, o costruiti illegalmente, gli altri dovranno decidere se rispettare un regolamento stupido, e potranno scegliere nell’ampia gamma di strumenti azzoppati in commercio.

MPAA e Parent file scan

La cattiva notizia è che la MPAA (associazione dei cinematografici Americani) è partita con un altra serie di denunce negli Stati Uniti. Non si sa quante.

La “buona notizia” è che i genitori che hanno paura che i propri figli indulgano nella pirateria ora possono scaricare Parent File Scan™ e ficcare il naso nel PC dei figli, per vedere se hanno scaricato materiale protetto da copyright.

E qui arriva la seconda cattiva notizia. Parent File Scan non è esattamente il massimo del discernimento. Quasi tutti i file audio-video e i programmi con qualche funzione di comunicazione vengono segnalati come a rischio di violazione di copyright.

Pazienza. Tanto immagino che per la MPAA le denunce e i software di facciata come Parent File Scan servano a giustificare le quote associative e lo stipendio degli impiegati. Certamente non aiutano molto nella lotta alla pirateria.

Intervista al mantainer di JHymn

[Questo post è pubblicato anche su Melablog.it]
Su OSDir una intervista a FutureProof, il mantainer di JHymn, una interfaccia in Java per Hymn, il software che consente di “liberare” i propri brani acquistati da iTunes.

Hymn sta per Hear Your Music aNywhere. E’ utile a tutti coloro che avendo acquistato un brano su iTunes desiderano gestirselo come meglio gli pare. O, come spiega meglio FutureProof:

Quello che dico è che sto cercando di ottenere la stessa flessibilità di usare la mia musica che si ottiene comprando un CD e “rippandolo”, e che i miei sforzi non aiutano la pirateria più di quanto l’esistenza dei CD aiuta la pirateria.
Si incontrano problemi quando si usano prodotti di terze parti come EyeHome e Squeezebox, e quando si perdono le autorizzazioni ogni volta che un computer va in crash oppure si rompe.
Tra gli schemi DRM, devo ammettere che quello di Apple è uno dei migliori per gli utenti. Ma è come dire “ahh, queste manette sono proprio comode.”

[Via Boing Boing]

Sottomarino a 30 nodi contro una scogliera

Da brivido pensare a sottomarini nucleari d’attacco lanciati a piena velocità (30 nodi e oltre) in immersione, con carte dei fondali non particolarmente aggiornate.

Gli effetti ? Ogni tanto problemi con scogliere inattese. La marina militare americana ha rilasciato alcune foto delle riparazioni in corso sul sottomarino USS San Francisco, che ha avuto un incidente all’inizio di quest’anno.

Riparazioni USS San Francisco

[Via Boing Boing]

A9 local

Pensavate che fare un motore di ricerca fosse questione di programmazione e di avere macchine potenti a sufficienza da mandare in giro lo spider abbastanza velocemente ?

Sbagliato.

Nel caso di Google, i nuovi servizi Google Print richiedono la scansione una pagina per volta di intere librerie universitarie.

Nel caso di Amazon, per il nuovo servizio delle pagine gialle di A9 ci sono voluti un pò di SUV, con videocamere digitali sul tetto e server con terabyte di spazio su disco all’interno. Questi SUV sono andati in giro per le maggiori aree metropolitane Americane a fotografare un indirizzo stradale per volta. Per ora hanno accumulato qualche milione di chilometri e più di 20 milioni di immagini di 14 milioni di esercizi commerciali in dieci città. E hanno solo iniziato. Il risultato è visibile sulle pagine di ricerca di A9.

Provate a digitare qualcosa tipo “Armani” o “Apple Store”, selezionate Yellow Pages sulla destra e poi scegliete una città tipo New York o Boston. Verrà fuori un elenco degli esercizi commerciali che corrispondono ai criteri di ricerca, con una pianta della città e sotto i link che rimandano a maggiori informazioni.
A9 Yellow pages map

Molto interessante anche il concetto di “camminare lungo la via”: sulla pagina relativa all’esercizio commerciale compare una foto della via, ed è possibile camminare lungo la via e guardare cosa c’è dall’altra parte.

Maggiori informazioni da John Battelle su Business 2.0 e da Techdirt.

Sincronizzazione bookmark su Firefox

Plugin indispensabile per chi usa Firefox su più di un PC: Firefox Bookmark Synchronizer. Necessita di un server ftp o webdav [via Photomatt]

Sun dà libero accesso a 1.600 brevetti

Sun vede la mossa di IBM e rilancia: 1.600 brevetti concessi royalty-free a chiunque scriva software open-source.

La press release di Sun parla di stabilire un “patent commons” che aiuti l’innovazione. Lodevole.

[Via Slashdot]

Modifiche Urbani, Cap. XXXII

Sarà la volta buona ? Si riparla di modifiche riconducano ad un minimo di sensatezza la Legge Urbani: carcere solo se si scambia con fini di lucro, possibilità di estinguere il reato con una multa. Speriamo …

Il blogger fantasma di Google

Interessante questa storia sulla comparsa e poi sparizione dei post da un weblog su Blogger apparentemente scritto da un impiegato di Google (99zeros).

E’ tutto da verificare che Mark Jen fosse effettivamente un impiegato di Google. E se lo è, probabilmente ha scritto cose in disaccordo con la company policy e, quando avvisato, ha ritenuto di cancellare i contenuti “inadatti”. E fin qui, non ci sono particolari problemi.

Il mistero salta fuori quando ci si chiede come mai i post incriminati si trovino nella cache di Yahoo! e non nella cache di Google. Visto che Googlebot sembra marginalmente più assiduo di Yahoo! Slurp nell’indicizzare le pagine, mi sorprenderebbe se i dati non fossero mai entrati nel database di Google. E se così è, ma i risultati non compaiono nella cache, Google avrebbe tolto manualmente le pagine dal DB, cosa che afferma di non fare mai.

Sono curioso degli sviluppi …

Update: che arrivano puntali, di nuovo da John Battelle in un update del post originale. Sintetizzando:

  1. Google conferma che era un dipendente “novello” che ha violato regole di disclosure interne;
  2. Quando il management glielo ha fatto notare, ha reagito togliendo tutto;
  3. Dopo averci dormito su, si sono seduti attorno ad un tavolo e si sono accordati sul rimettere i post dopo aver tolto le cose più “sensibili”;
  4. Google nega con decisione di aver tolto i contenuti dal DB, sostiene semplicemente che il bot non era ancora arrivato ad indicizzare … imbarazzante se vero visto che Yahoo ci era arrivato, grave se falso … Immagino che non sarà facile essere sicuri della verità.

La cosa che verrà dopo il browser

John Battelle sul passaggio di Ben Goodger a Google:

Sono sicuro che questo farà ripartire le congetture sul gbrowser, ma penso che sia molto più interessante congetturare sulla cosa che verrà dopo il browser, qualunque essa sia.

La cosa che verrà dopo il browser suona minacciosa e interessante al tempo stesso. Mettiamo insieme il distributed data-center, internet come piattaforma, gli sviluppi nel browser (content rendering, rich client programming, ecc) e la messaggistica, e viene fuori qualcosa che sta agli antipodi di Longhorn.

Longhorn vuole rendere irrilevante il browser.

La cosa che verrà dopo il browser serve, ovviamente, a rendere irrilevante il sistema operativo.

Sun apre OpenSolaris.org

Sun ha cominciato a mettere del codice su OpenSolaris.org, il repository per il software Open Source relativo a Solaris. Si inizia con il codice per il Dynamic Tracing (DTrace). Il resto seguirà man-mano che viene completata la due-diligence.

[Via Slashdot]

Update: Via Tim Bray, un eccellente e super-tecnico post su quello che c’è ora e quello che verrà in OpenSolaris.org. Sun sembra fare sul serio …

Hosting semplice per BitTorrent

Si stanno moltiplicando rapidamente i sistemi per semplificare al massimo la distribuzione di file tramite BitTorrent.

Blog Torrent, Prodigem, Permaseed e le nuove funzioni di hosting di Hurricane Electric sono i principali esempi.

Una volta che la creazione semplice di torrent e tracker sarà universalmente disponibile, e che i client saranno sufficientemente diffusi e semplici da utilizzare (o addirittura integrati nei browser), il costo di distribuire contenuti multimediali di grandi dimensioni diventerà molto più abbordabile.

Soprattutto, il costo della distribuzione di video non sarà più legato alla popolarità. Ad esempio, Hurricane Electric non includerà il traffico relativo a tracking e seeding dei torrent, nel calcolo del traffico complessivo. Non sarà più necessario avere paura della troppa popolarità: finora mettere in rete un video che diventava popolare era una sicura ricetta per affrontare costi di hosting salatissimi.

Ottima notizia per chi fa podcasting, ottima notizia per chi vuole fare l’equivalente video del podcasting, ottima notizia chi è stufo del mercato televisivo. Che fioriscano mille stazioni video via Internet. Ci saranno molti dilettanti che riusciranno a far peggio della peggior televisione. Ci saranno altrettanti dilettanti o piccoli professionisti che produrrano perle.

[Via Torrentocracy & Slashdot]

Il “proprietario” di Firefox passa a Google

Si preannuncia un altro round di pettegolezzi riguardo al GBrowser.

Ben Goodger è il “module owner” di Firefox, ovvero la persona che in ultima istanza è responsabile di tutto quello che va dentro il browser open source di Mozilla.

E’ quindi una notizia importante il fatto che da ora in poi Goodger sarà stipendiato da Google, pur restando responsabile dello sviluppo di Firefox (Grazie Antonio!). La buona notizia è che Goodger continuerà a dedicarsi a tempo pieno allo sviluppo di Firefox, concentrandosi sulle future release 1.1, 1.5 e 2.0.

La cattiva notizia è che questo fato potrebbe provocare incertezza sul destino di Firefox e dietrologie sul fatto che Google voglia guidarne lo sviluppo. Goodger stesso e Mitchell Baker cercano di chiarificare la posizione di Goodger, di Mozilla e di Google al riguardo, principalmente facendo notare che Ben non è la prima persona che lavora a Mozilla ma è stipendiato da un altra azienda (anche IBM, Novell, Sun, Red Hat, Oracle pagano persone che contribuiscono a progetti Mozilla).

Mi fa piacere che Google cominci a fare qualcosa di “alto profilo” per smentire le accuse ricevute di essere un utente di software Open Source che non contribuisce nulla alla comunità.

Gli abbagli del Times sulla telefonia di Google

Ormai la caccia al prossimo servizio di Google ha contagiato anche la stampa generalista. La qualità dei risultati è quella che ci si può aspettare: Il Times, una volta autorevole giornale di Londra fantastica di una possibile offerta VoIP da parte di Google. Unica prova, la ricerca di un negoziatore per l’acquisto di fibra scura, e le domande a qualche analista. Ovviamente Google ha smentito.

Luca di Pandemia è giustamente scettico, mentre Om MalikTechdirt usa la metafora giusta: sembra il vecchio gioco del del telefono senza fili. Un gruppo di bambini si mette in cerchio, uno inizia sussurrando una frase nell’orecchio del vicino, si procede a passare la frase lungo il cerchio e si vede come è cambiata alla fine. Sostituite la rete al cerchio e bloggers e giornalisti ai bambini, et voilà lo scoop sulla telefonia VoIP di Google del Times.

John Battelle, forse il più acuto Google-watcher dice che si terrà lontano da questa ridicola supposizione, citando il fatto di essersi sbagliato clamorosamente su GMail.

Secondo me l’acquisto di fibra per fare telefonia via Internet sarebbe una specie di follia da parte di Google. I margini nella telefonia VoIP tendono a zero: troppi nuovi entranti, troppo basse le barriere all’ingresso. Se anche Google volesse offrire un GPhone, troverebbe decine (o centinaia) di compagnie di telefonia che camminerebbero sui carboni ardenti per fornire un backend di telefonia a Google.

La ragione per cui Google cerca fibra è più probabilmente dovuta alla necessità di garantire migliore connettività tra i propri datacenter spendendo meno, e avere meno rischi di trovare ostacoli nello sviluppo della piattaforma Web.

Update: corretto riferimento errato a Om Malik anzichè Techdirt …

Rimandati (ancora) i brevetti software EU

E’ già fallito (di nuovo grazie alla Polonia) il nuovo tentativo del Consiglio dei Ministri EU di far passare i brevetti software alla chetichella nel consiglio Pesca e Agricoltura. Rinvio di almeno una settimana. Si spera che il tempo basti all’europarlamento per far ripartire il tutto da zero.

Apple e melablog.it

Visto il lancio di Melablog da parte di Blogo, d’ora in poi i miei post su Apple li troverete su Melablog. Ovviamente, verranno postati anche su Wikilab i post sul tema della distribuzione musicale e sulle nefandezze Apple dal punto di vista legale/marketing/copyright.

Lo staff di Melablog è ottimo e abbondante (Michele, Marco e Ludovico di Qix.it e Daniel). Buona lettura.

eXeem open beta e Lite

E’ cominciata la open beta di eXeem (Ora alla versione 0.20). Si consiglia però di passare direttamente ad eXeem Lite, ora alla versione 0.19 (un paio di giorni per la 0.20), a causa della presenza di spyware e adware in eXeem (in particolare Cydoor), come riportato da Slashdot.

A che servono Blu-Ray e HD-DVD ? C’è DivX-6

Mentre i giganti dell’elettronica di consumo combattono tra di loro e cercano l’appoggio dei fornitori di contenuto per far affermare Blu-Ray o HD-DVD come supporto ottico per i film ad alta definizione, i fondatori di DivX Networks fanno una domanda innocente:

Che bisogno c’è di un disco da 50 gigabyte ? Con DivX-6 possiamo far stare un film ad alta definizione su un semplice DVD double layer.

Su Extreme-Tech c’è un articolo sui futuri sviluppi di DivX nell’alta definizione, e sulle caratteristiche di DivX-6.

Alcuni aspetti interessanti: con DivX-6 è possibile fare codificare video 1280×720 in 4 megabit/secondo, mentre un film con video HD, audio 5.1 Dolby Digital, una traccia video a definizione standard, parlato in più lingue e bonus features può starci tranquillamente in un DVD standard double-layer (8,5 gigabyte). DivX Networks ha cominciato a dare in licenza ai soliti produttori di DVD il suo nuovo codec, che nel giro di non molti mesi sarà disponibile su lettori da 100€.

Gli studi cinematografici hanno sempre rifiutato di distribuire il proprio contenuto su DivX, forse per vendicarsi del ruolo che i codec DivX hanno nella pirateria dei DVD. Sarà interessante vedere come finirà il prossimo round. Intanto DivX guadagna vendendo le licenze ai produttori e preparando il terreno alla pirateria video di prossima generazione.

Tutti coloro a cui non potrebbe fregare di meno della differenza tra Blu-Ray e HD-DVD potranno prendersi uno di questi lettori DivX-6, poi aspettare comodamente che le protezioni dei nuovi formati vengano crackate per ricominciare l’allegro girotondo del “download/burn/watch”, godendosi tutti i vantaggi dell’alta definizione.

Brevetti software, EU, agricoltura e pesca

Lunedì ci sarà un nuovo tentativo del Consiglio dei Ministri Europei di far passare la direttiva Europea sui brevetti software passando per il Consiglio Pesca e Agricoltura.

Il precedente tentativo (sempre alla commissione Pesca e Agricoltura) era stato bloccato dalla Polonia. Il consiglio dei ministri prova di nuovo a far passare la direttiva sui brevetti in un forum che certamente non è il più adatto per presentare un fatto compiuto al Parlamento Europeo quando si riunirà per discutere se far ripartire da capo l’iter della direttiva sui brevetti.

Non c’è che dire, la persistenza dei ministri è ammirevole quanto sono riprovevoli i loro tentativi di aggirare la volontà espressa dalla maggioranza del Parlamento Europeo sul tema dei brevetti software. I lobbysti pro-brevetti devono aver fatto bene il loro lavoro…