Un anno dopo l’annuncio arriva TiVoToGo, il sistema per trasferire le registrazioni fatte con un videoregistratore digitale TiVo sul proprio PC.
Il lungo ritardo è probabilmente dovuto al numero di forche caudine sotto cui TiVo è dovuta passare per realizzare un sistema DRM che soddisfacesse i fornitori di contenuti, dei cui attacchi legali TiVo deve essere particolarmente timorosa, come dimostra la seguente avvertenza:
Nota: Non tutti i programmi possono essere trasferiti dal vostro TiVo al vostro PC. I fornitori di contenuti potrebbero impedire o limitare la vostra capacità di registrare, visualizzare, riprodurre o trasferire qualsiasi programma usando una varietà di meccanismi di protezione dalla copia.
Ho alcune domande da fare ai produttori di apparecchi di elettronica di consumo, a legislatori assortiti e ai fornitori di contenuti.
Quando mai si è affermata questa idea che è cosa buona e giusta permettere ai fornitori di contenuto di decidere cosa noi utenti/clienti/consumatori/cittadini possiamo fare con i contenuti digitali in casa nostra ?
A chi mai è saltato in testa che è giusto impedirci di vedere sul nostro PC ciò che abbiamo pagato per vedere sulla tv a pagamento, o che gli inserzionisti hanno pagato per farci vedere gratuitamente ?
Dove si fermerà questa farsa ? Un casello daziario sul nervo ottico e quello acustico per bloccare i contenuti per cui non si è pagato ? Una neurotossina per far dimenticare i contenuti pay-per-view ?
Forse è ora di rivendicare alcune libertà digitali. La prima: Il diritto di usare come desidero i bit di cui sono entrato in possesso legittimamente. Se compro della musica, che io voglia sentirla su un PC di casa, su un PC portatile, su un iPod, su un autoradio o sul mio telefonino, non sono certo affari di chi me l’ha venduta. Ho comprato la musica e il diritto di ascoltarla, non uno stupido disco argentato, non una stringa di bit legata ad un singolo apparecchio.
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