Hit Song Science

Vi ricordate come mai le case discografiche trattengono una grossa fetta dei profitti provenienti dalla vendita di musica ?

Quel denaro sarebbe giustificato dai costi di produzione degli album, dai costi di talent scouting, dai rischi finanziari che esse sosterrebbero per lanciare nuovi artisti e nuovi album.

Di fronte al calo dei costi causato dalla digitalizzazione di produzione e distribuzione, resta il dubbio che la crescita della quota dei ricavi che le case discografiche trattengono sia giustificata da altri fattori. Ma il numero di nuovi album cala. Sarà aumentato il rischio ? O avrà qualcosa a che fare con un oligopolio sempre più ristretto ?

La risposta: per minimizzare il rischio, molte case discografiche decidono se e quanto investire in un brano usando un programma chiamato Hit Song Science della spagnola Polyphonic Human Media Interface, che determina le probabilità di successo di un brano confrontandone le caratteristiche musicali (melodia, armonia, ritmo, ecc.) con 3,5 milioni di canzoni degli ultimi 30 presenti nel database, in base al successo che hanno avuto.

Il costo per far giudicare un CD a Hit Song Science ? Solo 4.000€.

Al lettore l’arduo compito di determinare quanto spazio rimanga per la fantasia e l’innovazione in questo approccio. Lo slogan potrebbe essere:

Vi guidiamo verso il futuro della musica con gli occhi incollati allo specchietto retrovisore.

[Via Plasticbag]

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