Finanze dei provider italiani

Visto che Mantellini lamentava l’altro giorno la mancanza di interpretazioni serie in Italia sugli affari delle società tecnologiche italiane, proviamo a sfruttare chi all’estero queste cose le fa bene.

Ad esempio, EuroTelcoblog di James Enck.

Un post di oggi fa alcune considerazioni interessanti su Tiscali e Fastweb. Premessa: triple play è l’offerta congiunta di telefonia, voce e video.

Su Tiscali:

Oggi fervore di attività in rete sulle speculazioni che a Tiscali potrebbero mancare circa 50-100 milioni di € per finanziare i propri investimenti (ricordiamoci che ha aspirazioni triple play nei suoi maggiori mercati) dopo che (presumibilmente) rimborserà i 250 milioni di € di debito in scadenza a Luglio. Questo suggerisce che all’azienda serviranno: 1) Altre vendite di rami d’azienda; 2) un cambio di strategia; 3) Un aumento di capitale; oppure 4) Un acquirente.

Su Fastweb

Fastweb ieri ha sganciato una bomba sul mercato, annunciando un aumento di capitale di 800 milioni di € per finanziare il suo cambio di strategia, che ora è focalizzato sulla commercializzazione di linee ADSL “single-play” su un mercato più esteso da migrare verso il Triple Play in futuro. Ci si aspetta che l’impatto di breve termine sia un aumento significativo del fatturato (40% di crescita annua nei prossimi due anni, anzichè il 24% del vecchio piano), una lieve compressione dei margini e quasi un raddoppio degli spese per investimenti nei prossimi due anni. Tutto questo punta ad un aumento del fatturato (20% più del precedente piano) e dell’EBITDA [utili prima degli interessi, tasse e ammortamenti] nel lungo termine. La proposta è addolcita dal fatto che i dividendi previsti con il nuovo piano sono 1,5 miliardi di € entro il 2010 contro 1,0 miliardi di € in precedenza.

Dopo aver seguito in maniera disciplinata una strategia triple play per 4 anni, Fastweb ora cambia marcia e sembra che vada per l’espansione a tutti i costi, che potrebbe anche essere la risposta giusta, ma gli investitori sarebbero giustificati nel pensare che tutto questo suoni molto simile alla formula familiare dei tempi della bolla (1999-2000).

James termina con la considerazione che la mossa ha senso se i prezzi della larga banda rimangono stabili e se non compaiono nuove tecnologie che fanno saltare il collo di bottiglia sul local-loop.

E qual’è la novità a cui FW risponde con il suo annuncio ? La partenza dello shared access anche in Italia. Per mettere a fuoco il problema, lo shared access ha fatto saltare in aria il mercato in Francia: quasi raddoppiata la penetrazione di ADSL, Free offre a 30€ più di quello che FW offre a 60€.

In Italia succederà la stessa cosa, magari più lentamente. Se davvero arrivano le ADSL a 4 Mbps per 30€/mese, è grigia, per Fastweb.

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, forse WiMax promette troppo, ma non è escluso che arrivi e sparigli anch’essa le carte.

L’unica cosa che potrebbe salvare FW ? Wind che non trova un acquirente e Tiscali che non trova altri fondi.

3 Responses to “Finanze dei provider italiani”


  1. 1 Luca - Pandemia

    se ho capito bene single play e’ solo internet, triple play e’ internet, telefonia voce e tv, e cosi’?

  2. 2 Luca Lizzeri

    Si. Il sacro graal che dovrebbe salvare le Telco dalla tempesta VoIP …

  1. 1 Wikilab » TI acquista LibertySurf da Tiscali

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