Region coding per cartucce d’inchiostro

Un sicuro segno che un mercato sta diventando non competitivo, o che si basi su fattori che non sono solo qualità e prezzo ? Quando si introducono barriere artificiali al commercio.

Il DVD è l’esempio principe, con il suo tentativo di rendere (quasi) impossibile l’utilizzo di dischi destinati ad una regione del mondo diversa da quella da cui proviene il lettore, in maniera da preservare il sistema delle “finestre” di rilascio in diverse zone del mondo, e poter meglio fare discriminazione sui prezzi (estrarre di più dai consumatori dei paesi ricchi).

Anche sui beni di marca tipo i capi d’abbigliamento, c’è sempre stato il tentativo di impedire il mercato “grigio”, cioè l’acquisto diretto da parte dei commercianti in paesi esteri per poi rivendere a prezzi più bassi rispetto a quelli “ufficiali”.

Adesso il region coding arriva per le cartucce d’inchiostro per le stampanti a getto. I produttori non sono più soddisfatti di ostacolare in tutte le maniere il refill delle cartucce, ma tentano di impedire l’uso di cartucce acquistate in paesi diversi da quello dove si è acquistata la stampante. Ovviamente, di fronte a forte differenze di prezzo tra un paese e l’altro, i produttori negano che il region coding serva a guadagnarci di più.

Immagino che sia la solità misura per “proteggere il consumatore” alleggerendogli il portafoglio, in maniera che non rischi di farsi del male, con tutti quei soldi.

Benvenuti al nuovo approccio alla libertà di commercio: libertà di vendere in tutti i paesi, ma non libertà di acquistare in tutti i paesi.

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