Isohunt è un motore di ricerca per Bittorrent, che funziona piuttosto bene. Già un paio di settimane fa Antonio mi segnalava che avevano già ricevuto una lettera “cease & desist” (invito a cessare e desistere) dalla MPAA (l’associazione delle imprese cinematografiche americane).
Fortunatamente il gestore di Isohunt ci tiene informati riguardo alla sua corrispondenza con i legali della MPAA. Nell’ultimo update c’è la sua risposta alla più recente lettera minatoria, in cui sembra cavarsela molto meglio con la comprensione della legge e di come funziona la rete rispetto alla sua controparte legale.
Quello che mi stupisce è che la MPAA non usa Isohunt per trovare torrents che violino il copyright dei suoi associati, e per rintracciare chi davvero ospita i torrents e i tracker. No, la MPAA vuole che il gestore di Isohunt analizzi uno per uno i torrents trovati dal suo spider per decidere se sono legali o meno.
Non ci sono dubbi che buona parte del materiale indicizzato da Isohunt non sia autorizzato dai detentori del diritto d’autore, e che grazie ad Isohunt avvengano molte violazioni di questo diritto.
Ciò non toglie che una rete che opera secondo i metodi che la MPAA vuole imporre al gestore di Isohunt è una rete inutile.
Trovo ridicola la pretesa della MPAA che Isohunt smetta di inserire tra i risultati di ricerca materiali appartenenti ai suoi associati, quando non è neanche disposta a fornire un elenco di quali siano questi materiali, e le prove che questi materiali appartengano davvero ai suoi associati.
La MPAA vuole che gli operatori dei motori di ricerca facciano il lavoro sporco al posto suo. Troppo comodo. Gli unici che realmente violano i diritti degli associati della MPAA sono coloro che ospitano i tracker, e coloro che caricano e scaricano il materiale. Non gli operatori di directory. Non gli operatori di motori di ricerca.
l’hanno chiuso ?