Se ricordate, SunComm è quell’azienda che è riuscita a vendere all’industria discografica un sistema di protezione anti-copia per i CD che poteva essere sconfitto tenendo premuto il tasto “shift” all’inserimento del CD nel PC. E che aveva minacciato di denuncia Alex Halderman, lo studente che aveva giustamente esposto al pubblico ludibrio la pochezza del sistema DRM MediaMax CD3.
In qualsiasi mercato concorrenziale e non distorto da fattori esterni, se i venditori di SunComm si ripresentassero negli uffici delle aziende cui già una volta hanno venduto protezioni non funzionanti, sarebbero cacciati a pedate. Non aspettatevi che questo succeda nell’industria discografica, dove ancora si crede alla favola del DRM come “gobbette per rallentare il traffico”.
E infatti, ora SunComm torna all’assalto, con un nuovo sistema DRM “garantito 100% sicuro”. O almeno, più sicuro del precedente. O almeno, più sicuro del precedente, finchè qualche studente non ci mette le mani sopra e riesce a scoprirne le vulnerabilità. Insomma, un sistema DRM come tutti gli altri, che può impedire alcuni tipi di copia, ma che non ferma un attaccante determinato e non farà nulla per impedire la rapida diffusione del materiale sulle reti pirata e nel circuito della pirateria commerciale.
SunComm stessa ammette che la nuova versione non resisterà all’analisi di professionisti della sicurezza informatica. Ma sostiene che non è questo il punto. Per SunComm e per i suoi clienti non è importante se Ed Felten o un cracker Russo riescono a scoprire come si sconfiggono le protezioni. Ritengono che l’importante sia rendere la vita difficile a chi vuole fare copie in casa.
Dimenticandosi che la minaccia non sono i singoli clienti che comprano un cd e ne fanno un paio di copie per parenti o amici. La minaccia è il cracker Russo. La minaccia sono le persone che stanno in cima alla piramide della pirateria. Loro non pagano, e stanno in cima ad una efficentissima catena di distribuzione che risulterà in milioni di copie pirata venduti nei mercatini e in milioni di download sulle reti peer-to-peer. Nel frattempo, tutti i clienti paganti si ritrovano con prodotti tecnicamente inferiori.
Vedere le compagnie discografiche alle prese con i sistemi DRM fa venire in mente un cacciatore che spara bendato con un fucile caricato a salve. Non colpisce nessuna preda, ma in compenso fa scappare la selvaggina, e quando si toglierà la benda a caricherà a pallettoni non ci sarà più un animale in giro.
6 Responses to “SunComm, sconfitta dal tasto “maiuscola”, torna all’assalto”