Basta solo il nome del blog per obbligarne la lettura: Like A Crusted Shipwreck Salvaged From The Deep (Come un relitto incrostato recuperato dal profondo).
Se non basta il nome, cito un brano che dovrebbe convincere a leggere almeno l’articolo in cui vengono messi in prospettiva i supposti pericoli anti-competitivi (citati da Dave Winer) del sistema di autolinking della nuova toolbar di Google:
“Il punto per autori ed editori è se i lettori sanno che stanno leggendo testo che è stato modificato“. Ed è così ambiguo! E’ vero, perchè la pagina sia modificata dalla Google Toolbar, il bottone “AutoLink” deve essere premuto ogni volta (non lo fa automaticamente), e la prima volta che si preme il bottone, viene fuori una finestra pop-up che spiega tutto. Per quanto mi riguarda, penso che sia di gran lunga insufficiente! Dovrebbe sentirsi un potente claxon, lo schermo dovrebbe lampeggiare, e l’utente dovrebbe ricevere una telefonata da un impiegato di Google che spieghi l’incredibilmente ambigua e possibilmente-accidentale premuta del bottone. Dopo tutto, l’utente potrebbe non accorgersi che aveva alterato il contenuto della pagina, se è incredibilmente smemorato o stupido.
L’autore prosegue in questa vena sulle altre 3 principali critiche, poi risponde di nuovo a Winer.
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