Continua lo svilimento del termine hacker

Triste vedere a cosa si è ridotto il termine hacker nell’uso dei media Italiani.

Una volta il significato di “hacker” era la definizione data da Wikipedia:

una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che le vengono imposte, in primo luogo nei suoi ambienti di interesse, che solitamente comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica.

Progressivamente lo hacker è diventato quello che una volta si diceva “cracker”, ovvero chiunque usasse la propria perizia per compiere “malefatte tecnologiche”.

Ora è scomparso pure il requisito della perizia tecnologica. Si definiscono hacker gli ignoti che da una azienda della Regione Lazio sono entrati nei computer dell’anagrafe comunale di Roma per smascherare le firme false della lista Mussolini. Ma che razza di “hack” è ? Hanno usato una tessera contenente le password del database per accedervi al di fuori dei termini contrattuali e di legge. E’ un mezzuccio. Una violazione della privacy. Non è un hack. Non è neanche un “crack”. Avessero usato un “root-kit” … avessero mascherato le proprie tracce usando un Internet cafè o un proxy … Ma no, ormai, un hacker è diventato un ladro di dati di mezza tacca.

One thought on “Continua lo svilimento del termine hacker

  1. Rispecchia in maniera fedele lo stato del giornalismo italiano. Ormai la parola “fare informazione” si è persa.

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