Come era prevedibile, quando gli ISP si mettono a vendere non solo connettività, ma bundle di prodotti (tipo triple play, voce+dati+video), diventa forte la tentazione di impedire agli utenti di procurarsi gratuitamente i servizi che vendono.
Techdirt racconta di molti ISP negli Stati Uniti che vogliono la possibilità di bloccare/differenziare i flussi di traffico. La tentazione di bloccare Skype & similia è forte, quando si offrono servizi VoIP a pagamento …
Ci vorrebbe una semplice legge/un semplice regolamento: chi trasporta pacchetti IP può ispezionare solo lo header dei pacchetti (indirizzo IP, porta TCP/UDP, ecc) e al solo scopo di instradare i pacchetti. La scusa standard per usare questi dati per altri scopi è quella del garantire il QoS (quality of service), ma ho l’impressione che sotto la bandiera del QoS si nascondano troppe opportunità/tentazioni per discriminare flussi di traffico secondo gli interessi del provider. Se proprio ci deve essere QoS, che sia fatto agli end-point, su esplicita richiesta dell’utente. Il provider si occupi di trasportare i bit il più velocemente ed economicamente possibile da un capo all’altro della rete.