Archive for March, 2005

Top 100 delle ricerche video

Davvero poco sorprendente, apprendere che uno dei motori di ricerca storici ha compilato una lista delle 100 ricerche più frequenti di materiale video e ha scoperto che tutte riguardavano contenuti per adulti … [Via John Battelle].

Google Desktop Search

Google ha annunciato la versione finale di Google Desktop Search. Diversi cambiamenti importanti, tra i quali l’aggiunta per la ricerca nei file PDF, nelle mail di Thunderbird e nei dati di Firefox.

Un altro cambiamento rimedia ad uno dei difetti più grossi della versione beta. GDS ora include una interfaccia di programmazione che permette a sviluppatori esterni di creare plugin di ricerca, cioè di aggiungere a GDS il supporto per cercare all’interno di nuovi formati di file. GDS offre anche un interfaccia per aggiungere funzionalità di ricerca alle proprie applicazioni (non solo quelle di GDS, quelle di Google in genere).

Un ultima modifica: la possibilità di usare una casella di ricerca che galleggia al di sopra della scrivania, indipendente dalle finestre del browser.

Come osserva John Battelle:

Google comincia a fare a Windows quello che Windows fece a DOS.

E’ attesa a giorni la risposta di Yahoo!, Microsoft, ecc. Purtroppo, GDS continua ad essere disponibile solo per Windows XP o Windows 2000 SP3+.

Congelati i beni di Kazaa in Australia

Un tribunale Australiano ha congelato i beni di Sharman Networks. Un altro passo verso la fine di Kazaa, un altro passo verso l’affermarsi di reti alternative.

Decoder Open Source per il formato lossless di Apple

E’ disponibile ALAC, un decoder open source per ascoltare il formato lossless di Apple senza iTunes.

Problemi per la libertà di parola dei blogger USA

Due sviluppi scoraggianti per la libertà di parola dei blogger USA:

  • Un giudice ha stabilito che Apple può obbligare alcuni blog / siti di news a svelare le fonti delle indiscrezioni che questi siti hanno pubblicato su futuri prodotti Apple.
  • La discussione politica su Internet potrebbe essere presto soggetta a vincoli a causa dei regolamenti sulla propaganda elettorale.
  • Europarlamento e Bill Gates

    Due non novità:

    1. A Microsoft piacciono molto i brevetti software, e Bill Gates si sta spendendo molto in Europa per far approvare la direttiva sui brevetti software;
    2. Nella commissione Europea alcuni sono disposti a far molto per far piacere a Bill Gates. In particolare, il commissario Irlandese, che ha bene in mente il fatto che Microsoft ha la sua base fiscale Europea in Irlanda ed è uno dei maggiori contribuenti nel suo paese.

    La novità: ad alcuni nell’Europarlamento ha cominciato a dare molto fastidio il fatto che le sue decisioni vengano bellamente ignorate dalla Commissione Europea. E questo fastidio verso la commissione si traduce anche in fastidio verso chi la incoraggia ad ignorare il volere del parlamento in fatto di brevetti (e.g. verso Microsoft e Bill Gates).

    Il patto di Sanremo

    Interessante articolo di Punto Informatico sul Patto di Sanremo. Una prima parte scellerata del patto è il tentativo di far passare come risolta tutta la querelle sulla Legge Urbani e sull’inopportunità di considerare un reato penale il file-sharing.

    Ancora più scellerato è il tentativo di cooptare gli Internet Provider in un regime di auto-regolamentazione che li vincola a definire clausole di risoluzione o sospensione del contratto la cui applicazione è subordinata all’accertata violazione del diritto d’autore l’una:

    1. La sospensione/rescissione del contratto avviene quando è stata effettivamente accertata la violazione del diritto d’autore, ovvero, secondo la legislazione Italiana, quando una eventuale condanna per file-sharing è passata in giudicato. Trovo un regime di auto-regolamentazione del genere perfettamente inutile, visti i tempi della giustizia, e visto anche che una volta condannato, l’essere senza connessione Internet sarà l’ultimo dei problemi del malcapitato “pirata”;
    2. gli standard di prova per la sospensione/rescissione del contratto sono molto meno stringenti di quanto richiesto dalla giustizia Italiana, e si apre quindi regime di “giustizia privata”, con un ampio panorama di possibili abusi da parte dei detentori dei diritti (o di chi voglia fingere di detenerli, vista l’esperienza estera). E qui dovrebbero bastare alcuni volontari “disobbedienti della rete” che mettano in condivisione file civetta, con contenuti random ma contententi nomi di canzoni e artisti noti nel filename, per mettere in luce l’ingiustizia di un regime del genere.

    Non mi addentro, invece, sulla vuota retorica dell’incoraggiare il mercato dei contenuti digitali. Ci dirà il tempo se, come sospetto, sono vuote chiacchiere ministeriali.

    Interessante la scelta della Commissione Europea di negare la richiesta del Parlamento Europeo di far ripartire l’iter per la direttiva sui brevetti software. Chissà, magari è la volta che il parlamento (eletto dai cittadini) si arrabbia, e mette al suo posto la Commissione (burocrati nominati dai paesi membri).