La censura di Apple

iCon Steve Jobs: The Greatest Second Act in the History of Business. E’ il titolo della biografia di Steve Jobs che Apple non vuole farvi leggere. Non ve la vuole far leggere al punto che è disposta a togliere tutti i libri di John Wiley dagli scaffali di tutti gli Apple Store.

Nessun commento pubblico di Apple sulla faccenda. Apple non è nuova ad una eccessiva suscettibilità sui segreti propri e del proprio fondatore. Per arrivare ad una mossa così drastica, il libro deve essere proprio interessante. La descrizione dice che è “basato su centinaia di interviste altamente non autorizzate con le persone più vicine e più care a Steve Jobs”.

[Via Ars Technica, postato anche su Melablog.it]

Les Blogs: Blog Aziendali

Halley
Tutti a mangiare, quindi c’è un pò di segnale e una presa libera. Il Senato Francese è un pò manchevole in termini di connettività wireless e prese elettriche.

Secondo panel del giorno, con Halley Suitt che modera. Argomento è il “corporate blogging”. Link utili sul suo blog.

Chiunque segua da un pò i blog sul tema, sarà familiare con molto di quello che viene detto: l’importanza di una “true voice”, l’importanza dei blog nel rapporto con il pubblico e così via.

Una cosa mi ha fatto riflettere un pò. Darren Barefoot ha detto: non coinvolgere la divisione PR nei blog aziendali. In seguito ha ritrattato parte del diktat.

Alcune note. I blogger Corporate diventeranno parte della divisione PR. Che lo vogliano o no, subiranno le stesse pressioni che che hanno causato la bassa (issima) statura che viene attribuita dai blogger a chi si occupa di PR. Si troveranno a cercare di mettere le cose sotto la migliore luce (spin). I corporate blogger bravi saranno quelli che riusciranno a dare il miglior spin, o a dare spin senza essere scoperti.

Immagino che i toni trionfalistici sul “trionfo della verità” grazie ai blog siano stati sentiti in mille altre occasioni, dall’invenzione della stampa in poi.

Certo, i blogger corporate dovranno riuscire ad ingannare o a convincere un maggior numero di persone, non più solo i media. Ci sarà più gente disposta a chiamarli bugiardi, gente che magari non avrà una voce molto forte, ma che avrà un pubblico gigantesco a due link di distanza. Basta attirare l’attenzione di un paio di “alfa-blogger”.

Quindi, sarà più facile scoprire le bugie delle aziende, ma ciò non vuol dire che le aziende smetteranno di provare a mentire. E i blogger aziendali non diventeranno strumenti della verità solo perchè sono blogger.

En Attendant Les Blogs

Sta finalmente cominciando la conferenza. Un pò di lentezza nel far passare tutti i partecipanti attraverso le misure di sicurezza del Senato Francese.

Una rapresentante del Club Senat sta introducendo e vantando the French Prowess dans la Blogosphere: il Francese sarebbe la seconda lingua parlata nella blogosfera.

Tattiche sporche nella guerra alla pirateria

Molti sono convinti che la guerra alla pirateria spesso causi più danni alla società rispetto ai benefici che dà ai detentori dei diritti delle opere piratate.

Sembra che i responsabili facciano di tutto per confermare questo modo di vedere le cose. Solo negli ultimi giorni:

Two wrongs don’t make a right …

L’evangelista di Microsoft si converte a Skype

Lenn Pryor era fino a pochi giorni fa il Direttore dell’Evangelismo di Piattaforma Microsoft (il capo di Scoble). Poi la conversione a Skype:

Ho deciso di cambiare da un insieme di problemi che non mi appassionano più a uno che mi appassiona davvero. Non potevo più fare l’evangelista per qualcosa in cui non credevo. Ritorno a concentrarmi su quello che mi diverte di più, costruire cose meravigliose che rendono la gente felice, cambiano la loro vita e fanno fare soldi.

Wow. Un manifesto notevole. Come è notevole il fatto che Pryor pensi di non poter “costruire cose meravigliose che rendono la gente felice” nella azienda più ricca del mondo, e scelga di farlo con Skype, una azienda appena nata, con poche decine di impiegati e pochissimi introiti, ma che sta “appena iniziando a cambiare il modo in cui il mondo comunica”.

Se questo è il programma di Pryor, non posso che dire “Auguri Lenn”.

[Via Om Malik]

Individual-I, un simbolo per le libertà personali

Individual-I logo
Individual-I è una lodevole iniziativa di Bruce Schneier:

Un simbolo delle libertà personali [individuali].
Oggi, i diritti degli individui vengono continuamente erosi: dai governi, dalle aziende, dalla società stessa. Questa icona – la Individual-I – rappresenta i diritti degli individui.
Rappresenta il diritto alla privacy e all’anonimato nell’era dell’informazione. Rappresenta il diritto ad un governo aperto, al giusto processo, e all’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Rappresenta il diritto a viveri liberi da sorveglianza, e di non essere marchiati come “sospetti” solo per aspirare a questi diritti.
Questo simbolo significa che una società libera è una società sicura, e che la libertà è fondata sui diritti dell’individuo.

Queste sono le libertà rappresentate dal logo:

  • Libertà dalla sorveglianza
  • Privacy personale
  • Anonimato
  • Giusto processo
  • Uguaglianza di fronte alla legge
  • Libertà di lettura, di scrittura, di pensiero, di parola, di associazione e di movimento
  • I diritti di scelta per il sesso, la riproduzione, il matrimonio e la morte
  • Il diritto di dissentire

Wikilab sottoscrive per intero il manifesto di Individual-I.

Indy di Ian Clarke

Indy è il nuovo progetto di Ian Clarke (autore di FreeNet), un programma per ascoltare e scoprire musica.

Il funzionamento è semplice (in teoria): si scarica Indy, si comincia ad ascoltare musica e si dà un punteggio alla musica che si ascolta. Più si ascolta musica e si danno punteggi, più Indy dovrebbe essere in grado di fare raccomandazioni azzeccate, soprattutto se un numero sufficiente di persone usa il sistema di filtraggio collaborativo.

Purtroppo, solo Windows, per ora. Comincio a provarlo.

[Via Boing Boing]

La debolezza intrinseca di AACS

Settimana scorsa è stato annunciata la specifica di AACS, il sistema di protezione per i DVD di prossima generazione. Il sempre prezioso Ed Felten ne analizza l’inutilità come strumento di protezione dal file-sharing, e la sua grande utilità come strumento di protezione dalla concorrenza.

AACS funzionerà meglio di CSS perchè permetterà una maggiore granularità nella revoca delle chiavi di decodifica dei lettori. Quando da un lettore viene estratta la chiave, è possibile revocarla, in maniera che non possa leggere i dischi di nuova commercializzazione, senza però impedire il funzionamento di un numero troppo grande di “lettori innocenti”.

Il sistema funziona molto bene, quindi, nel caso qualcuno abbia la faccia tosta di produrre un lettore senza chiedere il permesso al consorzio HD-DVD (in breve “monopolista”, o rappresentante del cartello): se il lettore non autorizzato viene commercializzato, basta inserirlo nella lista nera, e il gioco è fatto.

Per quanto riguarda il file-sharing, ovviamente, il gioco è più complicato. In questo caso, basta che l’aspirante pirata estragga la chiave di decodifica da un lettore, ma non dica in giro qual’è la chiave, e potrà crearsi un lettore software e usare la sua chiave per “rippare” tutti gli HD-DVD che vorrà.

E chi non avrà la capacità di estrarre la chiave da un lettore, potrà sempre usare il “buco analogico” (una scheda di acquisizione video con Macrovision disabilitato …).

Felten conclude:

Ancora una volta, DRM limiterà la competizione senza ridurre le violazioni del diritto d’autore. Le aziende possono tranquillamente provare ad usare tattiche come queste. Ma perchè devoo avere il supporto dello stato nel farlo ?

Già. Perchè ?

ESS si inchina alla MPAA

ESS ha patteggiato con la MPAA (ass. cinematografici americani) per evitare un processo. L’accusa era “aver venduto chip decodificatori per DVD ad aziende non autorizzate”.

Non si conoscono i dettagli economici dell’accordo, ma ESS ha dichiarato di essersi impegnata con la MPAA a

a combattere la pirateria ed a vendere i chip solo ai licenziatari della DVD Copy Control Association (DVD CCA).

Non si capisce bene come un produttore di chip per lettori DVD possa impegnarsi a combattere la pirateria. A meno che non sia uno dei maggiori produttori di chipset per lettori DVD compatibili DivX, molto usati per riprodurre filmati su schermo TV i filmati scaricati da Internet. ESS è anche uno dei partner di lancio per DivX 6 (formato che darà molto fastidio alla MPAA). Mi chiedo se nell’accordo extra-giudiziale sia contemplata qualche restrizione alla vendita di chipset DivX ….

India, WIPO e sviluppo

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad uno scandaloso uso dei trattati e delle organizzazioni internazionali per propagare il Massimalismo della Proprietà Intellettuale, sottraendolo per quanto possibile, al controllo di istituzioni democratiche e allo scrutinio dell’opinione pubblica.

Fortunatamente, nell’ultimo anno si sono uniti due sforzi per invertire questo processo. Da una parte, organizzazioni come la EFF e IP Justice hanno cominciato a puntare un riflessore su questa “fabbrica delle salsicce”, e hanno messo in azione abili “evangelisti” e copyfighter, come Cory Doctorow. Dall’altra parte, molti paesi in via di sviluppo hanno (finalmente!) smesso di accettare supinamente trattati che gli impongono politiche auto-lesionistiche di protezione della proprietà intellettuale.

L’anno scorso un blocco di paesi che include Brasile ed India è riuscito a vincere un importante voto che ha imposto una Agenda di Sviluppo alla WIPO (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). La risposta delle nazioni in cui maggiori sono le spinte alla protezione (come gli USA) hanno provato ad interpretare l’agenda allo sviluppo come una richiesta d’aiuto nello sviluppare protezioni dell’IP, e hanno proposto di assegnare “nazioni compagne” che aiutino a stendere leggi sufficientemente auto-lesioniste.

Nelle parole di Cory Doctorow:

I paesi in via di sviluppo hanno allegramente chiamato stronzate queste proposte.

La dichiarazione Indiana all’assemblea è la migliore spiegazione del perchè sia necessario trasformare la WIPO da una welfare agency per l’industria discografica e cinematografica ad una agenzia umanitaria che aiuti le nazioni in via di sviluppo a realizzare il potenziale umano in esse presente. Ne traduco un estratto:

“Sviluppo”, nella terminologia della WIPO, significa aumentare la capacità di un paese in via di sviluppo di fornire protezione ai detentori di diritti di proprietà intellettuale. Questo è esattamente l’opposto di quello che che i paesi in via di sviluppo intendono quando parlano di una “dimensione dello sviluppo”. Il documento presentato dal Gruppo degli Amici dello Sviluppo corregge questo errore concettuale – cioè che la dimensione dello sviluppo significhi assistenza tecnico.

Il vero imperativo dello “sviluppo” è assicurare che gli interessi dei detentori di Proprietà Intellettuale non siano protetti a scapito degli utenti di Proprietà intellettuale [IP], dei consumatori, e della politica pubblica in genere. Questa proposta, quindi, cerca di incorporare nella legge e nella pratica internazionale sulla Proprietà Intellettuale quello che i paesi in via di sviluppo hanno chiesto con forza fin da quando sono stati costretti ad accettare TRIPS nel 1994 [il trattato WTO sugli aspetti relativi al commercio della proprietà intellettuale].

La ragione primaria per cui vale la pena di proteggere la Proprietà Intellettuale è, innanzitutto, la promozione dello sviluppo della società incoraggiando l’innovazione tecnologica. Il monopolio legale che viene concesso ai detentori di IP è una eccezione al principio generale che vede i mercati competitivi come la miglior garanzia di assicurare gli interessi dell’intera società. La ragione dell’eccezione non è che l’estrazione di profitti di monopolio da parte degli innovatori sia di per se stessa un bene per la società e per questo debba essere promosso. Piuttosto, [la ragione dell'eccezione è che] propriamente controllato, un monopolio di questo tipo provvede un incentivo all’innovazione, che potrebbe produrre benefici sufficienti per compensare la società delle perdite immediate causate ai consumatori dall’esistenza di un mercato di monopolio piuttosto che di un mercato competitivo. I diritti di monopolio concessi ai detentori di IP sono un incentivo speciale che deve essere calibrato in ogni paese in luce delle proprie circostanze, tenendo conto dei costi complessivi e dei benefici di tale protezione.

[Via Boing Boing, 1 e 2]

Firefox 1.0.3 e XulRunner

Rilasciata (finalmente) la versione finale di Firefox 1.0.3. Security fixes e miglioramenti all’update process (sarebbe ora che si mettesse a funzionare bene …).

Disponibile anche la versione 1.7.7 di Mozilla, per chi ancora usa la suite (6,3% delle visite qui, quelle con Firefox sono il 32%).

Infine, come mi segnala Antonio in un commento ad un altro post, sono disponibili le nightly builds di XulRunner, il kit per lo sviluppo di applicazioni basate su componenti Mozilla (XUL+XPCOM). Trovate una descrizione di XulRunner sul Wiki di Mozilla.

[Via Mozillazine]