Skype dà molti segni di essere, insieme all’iPod, una delle tecnologie più calde del momento.
I ritmi di crescita sono da vertigine: sono ormai quasi 2.500.000 gli utenti collegati contemporaneamente. Da ref=”http://www.skypejournal.com/blog/”>Skype Journal, un grafico della crescita del loro numero.
Oltre ai numeri, un altro modo per capire quando una nuova tecnologia comincia ad affermarsi in maniera decisiva è vedere quante aziende/sviluppatori sono disposti ad investirci sopra.
La API per sviluppare servizi collegati a Skype ha generato molto interesse (ne parla News.com). Al punto che Skype non riesce a fornire supporto a sufficienza per gli sviluppatori, soprattutto a causa dello staff ancora (giustamente) poco numeroso. Sono comunque nati siti di supporto per gli sviluppatori (tipo Summit Circle).
Dopo l’introduzione di SkypeOut, SkypeIn e Voice Mail, adesso il buzz si è trasferito su due temi:
- SkypeCasting, ovvero modi semplici e/o automatici per creare podcast con Skype;
- Video-telefonia con Skype. Il teaser di iChat per Mac OS X Tiger ha creato aspettative molto alte riguardo a ciò che è possibile in questo campo.
Ciò che manca, e di cui Skype sentirà fortemente la mancanza quando cercherà di entrare in contesti aziendali, sono garanzie riguardo alla sicurezza delle comunicazioni. E’ disponibile un paper in cui Simson Garfinkel cerca di analizzare la sicurezza di Skype.
L’opacità dei protocolli usati e la mancanza di informazioni sulla maniera in cui Skype cripta i dati sono gravi mancanze, che non permettono di avere particolare confidenza nella segretezza delle comunicazioni. D’altronde, chiunque segua il tema, sa perfettamente che la sicurezza/confidenzialità delle comunicazioni in Italia non è certo assoluta (basti vedere la colossale quantità di intercettazioni eseguite ogni anno). Si spera che Skype fornisca maggiori informazioni al riguardo.
0 Responses to “The Skype Economy”