Una faccia tosta da brivido, l’IFPI (associazione dei fonografici) e l’MPA (associazione delle industrie cinematografiche). Hanno proposto agli Internet Provider un codice di condotta “volontario”:
- Rimuovere riferimenti e link ai siti di servizi che non rispettano i diritti d’autore;
- Obbligare gli abbonati ad acconsentire in anticipo a svelare le loro identità in caso di “accuse ragionevoli” di violazione del diritto d’autore da parte di una organizzazione di difesa dei detentori di diritti, o da detentori di diritti la cui proprietà intellettuale venga violata;
- Terminare i contratti dei recidivi;
- Implementare tecnologie di instant messaging per comunicare con chi compie violazioni;
- Implementare tecnologie di filtraggio per bloccare siti che sono “dedicati sostanzialmente al file sharing illegale o ai serivzi di download”;
- Conservare volontariamente dati per “copyright enforcement”.
Per non parlare della proposta agli ISP di “imporre termini di contratto che proibiscono agli abbonati di consumare eccessive quantità di banda”, dove questo possa indicare attività illegali. Certo, impedire l’uso di eccessiva capacità di trasmissione non ha nulla a che fare con il mantenere in vita il cartello della distribuzione audio-visiva.
L’innovazione ? Collateral damage della guerra alla pirateria!
Privacy ? Un concetto superato.
Il concetto di prova ? Una cosa che vale per gli altri!
Mi spiace, ma preferisco che non siano gli Internet Provider e l’IFPI a decidere se un sito deve essere bloccato. Esiste un processo legale. Penso che sia molto minore il danno che potrebbe venire ai detentori dei diritti dal dover aspettare che il processo si svolga, rispetto al danno che potrebbe venire dal dare a loro un potere di sommaria censura.
Stufano in fretta, questi tentativi di abbassare gli standard della prova, questi approcci agli ISP con bastoni (minacce di rendere la vita difficile) e carote (impediamo insieme agli utenti di consumare troppa banda: risparmierete anche voi!).
2 Responses to “La proposta oscena dell’IFPI agli ISP”