Brevetti a doppio taglio

Microsoft è forse l’azienda che più spinge per una espansione del ruolo dei brevetti software, in Europa, come in America.

Chi mi legge sa come la penso sui brevetti software e al loro deleterio impatto sull’innovazione. Non sorprenderà quindi, se penso che sia all’opera una sorta di giustizia poetica, quando piccole aziende creano grossi problemi a Microsoft con i loro brevetti.

Una azienda chiamata Alacritech ha ottenuto una ingiunzione preliminare che potrebbe impedire a Microsoft di commercializzare Longhorn. L’accusa a Microsoft è di aver usato tecnologie protette da brevetto che le erano state mostrate nel corso di negoziati di incontri riservati.

Purtroppo, è inutile sperare che Microsoft si ravveda. I brevetti software sono interpretati da Microsoft come una sorta di “arsenale nucleare”: bisogna averne a sufficienza da poter garantire la distruzione dell’avversario. Quando si hanno abbastanza brevetti, è probabile trovarne uno che possa servire da contromisura in caso di denuncia di un grosso concorrente. Per quanto riguarda i piccoli concorrenti, basta fare ammenda con qualche decina/centinaia di milioni di dollari. Ne vale la pena, nell’ottica di Microsoft.

Gli avvocati necessari a questo regime di mutua distruzione assicurata brevettistica ? Sono una sovratassa su tutte le licenze Windows/Office. Il fatto che siano un costo insostenibile per i piccoli imprenditori del software o per gli sviluppatori Open Source è un beneficio aggiuntivo, per MSFT.

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