La debolezza intrinseca di AACS

Settimana scorsa è stato annunciata la specifica di AACS, il sistema di protezione per i DVD di prossima generazione. Il sempre prezioso Ed Felten ne analizza l’inutilità come strumento di protezione dal file-sharing, e la sua grande utilità come strumento di protezione dalla concorrenza.

AACS funzionerà meglio di CSS perchè permetterà una maggiore granularità nella revoca delle chiavi di decodifica dei lettori. Quando da un lettore viene estratta la chiave, è possibile revocarla, in maniera che non possa leggere i dischi di nuova commercializzazione, senza però impedire il funzionamento di un numero troppo grande di “lettori innocenti”.

Il sistema funziona molto bene, quindi, nel caso qualcuno abbia la faccia tosta di produrre un lettore senza chiedere il permesso al consorzio HD-DVD (in breve “monopolista”, o rappresentante del cartello): se il lettore non autorizzato viene commercializzato, basta inserirlo nella lista nera, e il gioco è fatto.

Per quanto riguarda il file-sharing, ovviamente, il gioco è più complicato. In questo caso, basta che l’aspirante pirata estragga la chiave di decodifica da un lettore, ma non dica in giro qual’è la chiave, e potrà crearsi un lettore software e usare la sua chiave per “rippare” tutti gli HD-DVD che vorrà.

E chi non avrà la capacità di estrarre la chiave da un lettore, potrà sempre usare il “buco analogico” (una scheda di acquisizione video con Macrovision disabilitato …).

Felten conclude:

Ancora una volta, DRM limiterà la competizione senza ridurre le violazioni del diritto d’autore. Le aziende possono tranquillamente provare ad usare tattiche come queste. Ma perchè devoo avere il supporto dello stato nel farlo ?

Già. Perchè ?

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