Archive for April, 2005

Participatory Culture, altra spallata alla TV

Un nuovo interessantissimo progetto di Downhill Battle: Participatory Culture.

Un set di programmi Open Source che rappresenta un approccio a tenaglia alla televisione via Internet:

  • DTV, un desktop video player che integra gestione dei “canali” (abbonamento a feed RSS), download (via BitTorrent), notifica dell’arrivo dei materiali;
  • Broadcast Machine (bel nome!), uno strumento per pubblicare video basato su Blog Torrent. Semplice da installare, semplice da usare.

Volete la vostra stazione televisiva via Internet ? E’ semplice:

  1. Digitalizzate i vostri file video;
  2. Installate Broadcast Machine;
  3. Create un “Canale” (basta scegliere un nome, impostate dei parametri);
  4. Pubblicate i video.

Ovviamente, mancano i due step più difficili:
0. Create del contenuto video interessante;
5. Fate conoscere il vostro “canale” agli interessati.

E’ interessante almeno quanto Google Video Upload, con dei grossi vantaggi: è Open Source, il processo è completamente sotto il vostro controllo e può innestarsi di default nel ricco ecosistema di filtraggio collaborativo della blogosfera.

Plugin interessanti per Firefox

Plugin per Firefox. Indispensabili Scrapbook, per salvare pagine web o porzioni di pagine (oppure si può usare Furl, per salvarle in rete) e Bookmarks Synchronizer, per chi usa più di un PC. Google Pagerank è invece “solo” utile.

AACS, il successore di CSS

E’ stata rilasciata una versione preliminare della specifica di AACS (Advanced Access Content System), l’erede di CSS (Content Scrambling System), il sistema di protezione dei contenuti dei DVD. La parte criptografica è realizzata meglio rispetto a CSS, la curiosità sta tutta nel sapere quanto tempo ci vorrà dopo la sua comparsa sul mercato prima venga “rotto” dall’erede di Jon Johansen.

La cosa più importante è che in caso di violazione, sarà possibile revocare le chiavi di accesso del lettore HD-DVD dal quale le chiavi sono state estratte. Provate a immaginare che piacere: spendete un po’ di soldi per comprare un lettore HD-DVD, dopo un po’ di tempo qualcuno riesce ad estrarre le chiavi di accesso da quel DVD, la MPA se ne accorge, e “revoca” le chiavi di quel lettore. Il vostro lettore non potrà più leggere i DVD prodotti da quel momento in poi. Che gioia.

Mi chiedo se i termini di licenza di AACS prevedano che il produttore di un lettore insicuro debba accollarsi i costi di sostituzione o se siano ca**i dei clienti.

In entrambi i casi: buone ragioni per non produrre/comprare lettori HD-DVD. Per l’alta definizione dovrebbero essere più che sufficienti Internet e DivX 6

[Via ./]

La sicurezza delle elezioni Papali

Bruce Scheier analizza la sicurezza del protocollo usato nelle elezioni Papali. La conclusione: “quando un processo elettorale è il risultato di uno sviluppo durato un paio di migliaia di anni, alla fine viene fuori qualcosa di sorprendentemente ben fatto”.

Skype verso i 100 milioni

Ore 10:41: 99,854,376 copie di Skype scaricate. Entro oggi il counter dovrebbe superare i 100 milioni.

NVU 1.0 Preview Release

Si avvicina la release 1.0 anche per NVU, l’editor HTML open source basato su Mozilla. Principali cambiamenti: supporto per XHTML 1.0 Strict e una guida utente.

Cresce veloce il consumo di banda

Oh! Che sorpresa! Il traffico Internet cresce velocemente, e il principale responsabile è lo scambio di file sulle reti p2p. Crescono le dimensioni dei file, cresce la percentuale di video sui file scambiati.

IBM e Firefox

Hmmm. Molta domanda per sviluppatori Firefox, di questi tempi. Ora IBM ne cerca uno. Google ne ha assunti un paio. Altri hanno fondato attività imprenditoriali Firefox-centered. Piacevole vedere che si sta creando una piccola Firefox-economy.

Google Video Upload - si avvicina la fine della TV

Google Video Upload: un programma per caricare i propri filmati su Google Video.

La spiegazione che Google dà del suo funzionamento:

Google Video Uploader

A. Seleziona Login e immetti le informazioni sul tuo account.
B. Seleziona Add per caricare uno o più filmati.
C. Spunta il box per accettare le condizioni del servizio.
D. Seleziona Upload now per inviare i tuoi video a Google.

La FAQ spiega come funziona il servizio.

Particolarmente interessante:

7. Posso farmi pagare per la visione dei miei filmati ?

Si. Oppure può essere gratuita. Dipende solo da te e dai fini per cui distribuisci il tuo video. Come proprietario del contenuto, sei tu a decidere se distribuire gratuitamente il tuo video o far pagare quello che vuoi. Se ti fai pagare, Google prenderà una piccola fetta degli introiti per coprire parte dei nostri costi.

Questo. Cambia. Tutto. Parafrasando una famosa frase di Apocalypse Now: “Adoro l’odore di Business Model che bruciano alla mattina”.

Il potenziale dirompente di Google Video Upload non va sottostimato. E’ la realizzazione del concetto di Google Personal Video di cui si parlava poco tempo fa.

Seconda cosa:

6. [...] Ci sono limitazioni di dimensioni ?Un numero massimo di video che posso caricare ?

Puoi caricare quanti video vuoi, senza alcuna limitazione di dimensioni o di lunghezza.

Il costo upfront della distribuzione di video è appena sceso a zero.

In più, sarà possibile aggiungere meta-dati sul film. Google Video permette di cercare nel testo dei dialoghi dei video, se gli autori inviano anche i sottotitoli.

Se Google fornirà una interfaccia di accesso abbastanza ricca da permettere l’innesto di sistemi di filtraggio collaborativo, il potenziale dirompente si ingigantisce.

[Via Boing Boing]

Continua il rapporto difficile tra Sony e MP3

Continua a stupirmi l’incapacità di Sony di arrendersi al diffuso desiderio di lettori MP3.

I nuovi lettori flash di Sony sono “compatibili” con il formato MP3. Ma con un guizzo di orgoglio, Sony ha deciso di non arrendersi del tutto, e di obbligare gli utenti a caricare i brani MP3 nel lettore usando un programma che li “offusca”, rendendo impossibile usare il lettore come mezzo di scambio per MP3.

Alcuni messaggi di servizio per il Controllo di Missione Sony:

  • Gli utenti che vogliono scambiare file hanno già gli MP3. Non offuscati. Se vogliono scambiarli, useranno un cd, useranno una penna USB, useranno eMule, useranno quello che #**%! gli pare. E probabilmente non compreranno un lettore Sony.
  • Chi comprerà questo lettore e non lo vorrà usare per scambiare i file, verrà inutilmente irritato dal dover usare qualche stupido software di offuscamento, dalla sua inutile lentezza, dagli inevitabili problemi che ogni complicazione e ogni schema DRM comporta.
  • Ciliegina sulla torta: gli schemi DRM aggiungono un costo. Chiedete ai vostri clienti di pagare di più per sottrarre funzioni desiderabili al lettore flash. Con uno schema di offuscazione che è già stato violato, dimostrando la legge prima del DRM (”non funziona”).

[Via Slashdot]

Brevetti a doppio taglio

Microsoft è forse l’azienda che più spinge per una espansione del ruolo dei brevetti software, in Europa, come in America.

Chi mi legge sa come la penso sui brevetti software e al loro deleterio impatto sull’innovazione. Non sorprenderà quindi, se penso che sia all’opera una sorta di giustizia poetica, quando piccole aziende creano grossi problemi a Microsoft con i loro brevetti.

Una azienda chiamata Alacritech ha ottenuto una ingiunzione preliminare che potrebbe impedire a Microsoft di commercializzare Longhorn. L’accusa a Microsoft è di aver usato tecnologie protette da brevetto che le erano state mostrate nel corso di negoziati di incontri riservati.

Purtroppo, è inutile sperare che Microsoft si ravveda. I brevetti software sono interpretati da Microsoft come una sorta di “arsenale nucleare”: bisogna averne a sufficienza da poter garantire la distruzione dell’avversario. Quando si hanno abbastanza brevetti, è probabile trovarne uno che possa servire da contromisura in caso di denuncia di un grosso concorrente. Per quanto riguarda i piccoli concorrenti, basta fare ammenda con qualche decina/centinaia di milioni di dollari. Ne vale la pena, nell’ottica di Microsoft.

Gli avvocati necessari a questo regime di mutua distruzione assicurata brevettistica ? Sono una sovratassa su tutte le licenze Windows/Office. Il fatto che siano un costo insostenibile per i piccoli imprenditori del software o per gli sviluppatori Open Source è un beneficio aggiuntivo, per MSFT.

Parte il Creative Archive della BBC

Parte il Creative Archive della BBC.

Licenza simil-Creative Commons. Purtroppo valida solo in UK. Molto materiale, senza DRM, libertà di ri-usare, remixare, ridistribuire.

Cara RAI, ecco un modo semplice per cominciare a dare agli Italiani qualcosa di tutto quello che è stato pagato con il canone in questi anni.

Denunce P2P Cap. XI

Denunciati quasi 1.000 “grandi condivisori” di musica in tutta Europa dalla IFPI. Commento della FIMI:

Sono stati colpiti duramente i pusher delle musica illegale.

La funzione di deterrente di queste azioni resta relativa. Nell’ultimo anno (circa) le denunce in Italia sono state 26 (ora) + 37 (marzo e ottobre 2004).

Dalla nostra ricerca (Febbraio 2005), risulta che per 500.000 famiglie (con 800.000 utenti Internet), scaricare video e musica è la motivazione principale per cui hanno preso una connessione a larga banda. Le famiglie per cui il download è una delle prime tre motivazioni di uso di Internet dovrebbero essere circa il doppio.

1.600.000 di utenti assidui di reti peer-to-peer. Meno di una chance su 30.000 di essere denunciati in un anno. Quelli che sono stati denunciati finora (grandi condivisori) hanno pagato un ammenda media di 3.000€, e sono in attesa (per quanti anni ?!?) di procedimento penale, che non si sa se arriverà prima della prescrizione, di un condono, di una amnistia.

Temo proprio che il sistema giudiziario Italiano non sia attrezzato per affrontare una massa di milioni di disobbedienti civili del diritto d’autore. Non dubito che qualcuno ne trarrà la conclusione che questo dimostra che sono necessarie pene più severe. La conclusione che ne traggo io è: è ora di venire a patti con la realtà. Vanno trovate altre soluzioni: schemi di compensazione alternativi, una flat, o modelli di business alternativi.

Non è possibile continuare a dare ai cittadini il segnale che l’illegalità è pane per tutti e (quasi) senza conseguenze.

Skype Doom

Due post di ieri del sempre interessante James Enck mettono in luce la dimensione che sta assumendo il fenomeno Skype. Il primo riguada le percentuali di utenti Skype dell diverse nazionalità:

[1] Stati Uniti - 9.13%
[2] Polonia - 7.87%
[3] Taiwan - 7.80%
[4] Cina - 6.75%
[5] Germania - 6.06%
[6] Brasile - 5.85%
[7] Francia - 5.62%
[8] Gran Bretagna - 3.50%
[9] Olanda - 3.47%
….
[15] Italia - 1.91%
[16] Danimarca - 1.73%
[17] Svezia - 1.62%
[18] Turchia - 1.59%

Il secondo post riguarda le percentuali di utenti broadband che usano Skype nei vari paesi. Queste cifre riguardano gli “actual users” di Skype. Se assumiamo che vadano bene anche per gi utenti registrati (oltre 31 milioni), vengono fuori dei numeri interessanti (è sufficiente comunque tenere conto che gli utenti attivi nel corso di una giornata sono circa 1/5 di quelli registrati).

Prendiamo alcuni esempi. La Danimarca ha circa 1 milione di connessioni broadband e approssimativamente mezzo milione di utenti registrati Skype. Uno ogni due connessioni broadband. Un Danese su 10.

In Olanda, ci sono circa 3 milioni di connessioni Broadband. Gli utenti Skype sono circa uno ogni tre connessioni Broadband (oltre 1 milione di utenti Skype). Un olandese su 15.

In Italia, gli utenti Skype sono circa 600.000, su 5 milioni di connessioni broadband. Un Italiano su 100.

I numeri diventano molto allarmanti per le telecom in paesi come Polonia, Taiwan, Turchia e Brasile. In Polonia e Turchia, probabilmente contribuisce il numero di emigrati residenti in paesi come la Germania, un cattivo segnale per la telefonia a lunga distanza.

I giornali sostengono i blogger accusati da Apple

Nonostante la retorica di concorrenza, alcuni dei maggiori quotidiani americani si sono schierati a fianco dei blogger che Apple ha portato in tribunale per sapere i nomi delle fonti di indiscrezioni sui suoi futuri prodotti.

La proposta oscena dell’IFPI agli ISP

Una faccia tosta da brivido, l’IFPI (associazione dei fonografici) e l’MPA (associazione delle industrie cinematografiche). Hanno proposto agli Internet Provider un codice di condotta “volontario”:

  • Rimuovere riferimenti e link ai siti di servizi che non rispettano i diritti d’autore;
  • Obbligare gli abbonati ad acconsentire in anticipo a svelare le loro identità in caso di “accuse ragionevoli” di violazione del diritto d’autore da parte di una organizzazione di difesa dei detentori di diritti, o da detentori di diritti la cui proprietà intellettuale venga violata;
  • Terminare i contratti dei recidivi;
  • Implementare tecnologie di instant messaging per comunicare con chi compie violazioni;
  • Implementare tecnologie di filtraggio per bloccare siti che sono “dedicati sostanzialmente al file sharing illegale o ai serivzi di download”;
  • Conservare volontariamente dati per “copyright enforcement”.

Per non parlare della proposta agli ISP di “imporre termini di contratto che proibiscono agli abbonati di consumare eccessive quantità di banda”, dove questo possa indicare attività illegali. Certo, impedire l’uso di eccessiva capacità di trasmissione non ha nulla a che fare con il mantenere in vita il cartello della distribuzione audio-visiva.

L’innovazione ? Collateral damage della guerra alla pirateria!

Privacy ? Un concetto superato.

Il concetto di prova ? Una cosa che vale per gli altri!

Mi spiace, ma preferisco che non siano gli Internet Provider e l’IFPI a decidere se un sito deve essere bloccato. Esiste un processo legale. Penso che sia molto minore il danno che potrebbe venire ai detentori dei diritti dal dover aspettare che il processo si svolga, rispetto al danno che potrebbe venire dal dare a loro un potere di sommaria censura.

Stufano in fretta, questi tentativi di abbassare gli standard della prova, questi approcci agli ISP con bastoni (minacce di rendere la vita difficile) e carote (impediamo insieme agli utenti di consumare troppa banda: risparmierete anche voi!).

Appello a GMail per la spazzatura

Jason Calacanis lancia un accurato appello a GMail:

PER FAVORE PER FAVORE PER FAVORE, mettete un bottone “Cestina” nella barra di GMail, e fate in modo che il tasto di scelta rapida “T” cestini un messaggio nello stesso modo che “Y” archivia un messaggio.

Mi unisco all’appello: PER FAVORE. Ammetto di non capire perchè GMail voglia rendere complicato cestinare la posta. Le spiegazioni classiche sono: più materiale su cui costruire il profilo, più materiale da cercare, ergo più page view, ma questi fini vanno bilanciati contro una ergonomia del servizio che ha questo fastidioso buco nero dei tre click per cancellare.

Quando si vuole che una mail sparisca, dovrebbe sparire. Non restare 30 giorni nel trash (e poi magari vivere una seconda vita in multiple repliche fantasma nel GooglePlex).

P.S. Dai commenti al post di JC scopro un alro uso di Greasemonkey: GMail Delete Button. Purtroppo funziona solo nell’inbox.

Fedora Core 4 test 2 e Ubuntu

E’ disponibile Fedora Core 4 Test 2. Consigliabile un mirror, o meglio ancora, scaricarla con Bittorrent.

Per quanto mi riguarda, ho appena installato Ubuntu 5.0.4, e per ora sono molto soddisfatto. Installazione quasi indolore, a parte essere stato inseguito da Parted con il coltello tra i denti, per avergli proposto una partizione estesa con un buco in mezzo, generato da qualche strumento di partizionamento “impuro” … L’installazione delle parti “non libere” del sistema è molto semplificata dall’esistenza della Unofficial Ubuntu 5.04 Starter Guide. Molto consigliata.

Technorati related tags

Dopo del.icio.us e Flickr, anche Technorati mette a disposizione un elenco di “related tags”:

Technorati related tags

Ogni tanto si trovano cose interessanti, anche se è utile quasi solo per argomenti “freschi” e molto discussi.

Cambio di Look II

Nuovo giorno, nuovo look. Alcuni bachi ancora da mettere a posto. Per qualche ragione, su Firefox vedo un flickr dei titoli dei post durante il caricamento, cosa che non vedo su IE. Domani troubleshooting.