Lickr, Flickr senza Flash

Va di moda usare Greasemonkey per modificare all’interno del browser,prima che sia visto dall’utente, quello che non piace dei siti web. Dopo Butler di Mark Pilgrim (modifica le pagine di Google), arriva Lickr, che rimpiazza le parti in Flash dell’interfaccia di Flickr con una interfaccia in HTML+Javascript. Come buzzword bonus, Lickr usa anche Ajax. Grazie, Antonio.

La strada verso Firefox 1.1

Update da Asa Dotzler sulla roadmap per Firefox/Thunderbird 1.1:

  • Nel giro di una decina di giorni dovrebbe arrivare una developer preview, che servirà a dare un idea agli sviluppatori di plugin, estensioni e di pagine web di come sarà Firefox 1.1;
  • Circa 5 settimane dopo, verrà rilasciata una general preview,  che dovrebbe contenere tutte le nuove funzionalità di Firefox 1.1 ed è destinata a tutti coloro che sono interessati a testare la nuova versione di Firefox;
  • Da lì in poi non verranno accettate aggiunte di funzionalità al codice (feature freeze), mentre si lavorerà a risolvere i maggiori problemi. Verso l’inizio di giugno dovrebbe cominciare il ciclo delle Release Candidates.

 A proposito di release candidates, ne è disponibile un nuovo set per Firefox 1.0.3.

[Via Mozillazine]

Encarta emula la Wikipedia

Il destino delle enciclopedie tradizionali (anche online o su CD) è segnato.

L’ennesimo segno: Encarta permetterà ai propri utenti di proporre cambiamenti agli articoli dell’enciclopedia. Solo un palliativo, per l’enciclopedia di Microsoft: i cambiamenti proposti dovranno passare al vaglio degli editor (pagati) di Encarta, i cui ranghi sono stati arricchiti per l’occasione. In questa frase le due debolezze rispetto alla Wikipedia:

  1. Il vaglio preventivo dei cambiamenti. Viene meno la gratificazione di vedere incluso immediatamente il proprio contributo;
  2. Gli editor pagati di Encarta costano un bel po’ di più rispetto ai volontari di Wikipedia;

RImane una soddisfazione per la comunità Wikipedia: l’imitazione è la più sincera forma di adulazione.

P.S. Curioso come questo annuncio segua a ruota la finalizzazione del contributo di Yahoo! al funzionamento della Wikipedia

Update: Un commento su ./, mi ispira una ottima illustrazione della differenza tra Wikipedia ed Encarta.

Prima, quello che Encarta ha da dire sulla Wikipedia:
Screenshot Encarta su Wikipedia
Oggi nulla. Chissà, magari in futuro cambierà. E non è possibile rimediare scrivendo un articolo …

Poi, l’articolo della Wikipedia su Encarta:
Screenshot Wikipedia su Encarta

Update 2: Il fondatore della Wikipedia commenta in maniera perfetta:

Hmm, ora la gente ha una scelta. Possono donare il loro tempo e la loro energia a uno sforzo noprofit per rendere il mondo un posto migliore donando una enciclopedia sotto una licenza libera. Oppure, possono lavorare gratis per arricchire Microsoft.
Mi chiedo che scelta faranno le persone più impegnate e di maggior talento. :-) .

Internet Anxiety Disorder

Om Malik parla di Internet Anxiety Disorder. Riconosco i sintomi: troppi tab aperti nel browser, troppi post marcati to-read nell’aggregatore, troppi link salvati su del.icio.us su cui tornare, troppi post in bozza, troppe finestre di Skype aperte.

E ogni refresh dell’aggregatore, ogni “ping” dal client di posta o dall’instant messenger, ogni link in un post, sono richiami insistenti, sirene irresistibili: nuova informazione, forse è ancora più urgente di quello che stai leggendo/scrivendo adesso.

Om Malik conlude così:

La larga banda è una gran cosa, ma ha i suoi effetti collaterali. Penso che la continua rincorsa e la vita a sei megabit/secondo saranno uno dei grandi malanni psicologici del 21esimo secolo: il disturbo da ansietà Internet. Ne state vedendo i sintomi ? Io si.

Ogni generazione vede ostacoli (quasi) insormontabili sul suo cammino. E devo essere sincero: cercare di bere da quell’idrante di informazioni che è Internet è difficile. Ma è una sfida sicuramente più facile da affrontare rispetto a passare indenne attraverso una (o un paio) di guerre mondiali. Oppure chiedersi cos’è quel rumore nella foresta, mentre si cerca disperatamente il cibo per il giorno dopo … L’essere umano è flessibile, ma ci sarà chi riuscirà ad adattarsi meglio al nuovo stile di vita, e chi avrà maggiori difficoltà.

Adesso, però, ho 10 tag aperti nel browser da leggere, devo scrivere almeno un altro post e rispondere a qualche mail, tutto prima che si scarichi la batteria del portatile (alimentatore dimenticato in ufficio!).

View Source per Flash

Ogni tanto l’evangelismo di Larry Lessig dà i suoi frutti.

A seguito di una presentazione tenuta presso Macromedia e chiamata “The cost of copyright”, Lessig ha parlato della necessità di creare una cultura di condivisione all’interno della comunità di sviluppatori Flash.

In risposta, Mike Chambers di Macromedia ha sviluppato una semplice libreria Flash che permette agli sviluppatori di aggiungere al menu contestuale le voci “View Source” e “View License”:
Flash View Source

Per di più, come complimento a Lessig, la libreria è rilasciata sotto una licenza Creative Commons.

[Via Boing Boing]

La minaccia dei brevetti su VLC

VLC è uno dei lettori software di video più graditi a chi non vuole avere problemi di incompatibilità con i codec, o installare mille player che si insinuano in tutte le pieghe del sistema e chiedono “Register Now” ad ogni piè sospinto, oppure si impadroniscono di tutte le associazioni con i tipi di file video.

Purtroppo, c’è il concreto rischio che VLC scompaia, man mano che i detentori di brevetti sui formati video si accorgono della sua esistenza. Ad esempio, nella versione 0.8 è stato tolto il supporto per i formati DTS, su richiesta di DTS Inc, in attesa di verificare la plausibilità del claim …

[Via ./]

La casella GMail aumenta di 3,5 MB al giorno

Google è davvero decisa a non far buttare via niente della posta che arriva su GMail: pensavo che, arrivato a 2.000 MB (o a 2.048), il counter dello spazio disponibile si sarebbe fermato. E invece no: dopo alcuni giorni è salito a 2.067 MB, e continua. Su Google Blogoscoped una stima del ritmo di aumento: 3,5 megabyte al giorno, cioè 1,25 GB all’anno.

TI acquista LibertySurf da Tiscali

Telecom Italia ha acquistato LibertySurf, la succursale Francese di Tiscali per 266 milioni di €. Sviluppo positivo per la concorrenza in Italia: TI toglie le castagne dal fuoco a Tiscali che era in difficoltà piuttosto serie con i flussi di cassa.

Alla vendita di LibertySurf e al riuscito aumento di capitale di FastWeb manca solo la dismissione di Wind da parte di Enel, per dare una nuova botta di vita al mercato della larga in Italia: i tre maggiori concorrenti di TI dovrebbero tutti avere denaro a sufficienza per continuare lo sviluppo dell’offerta e mantenere le promesse fatte con le recenti offerte di ADSL da 4/6 megabit al secondo per 30€/mese.

E magari (magari!) arriveranno anche in Italia le ADSL da 15€/mese.

Il brevetto di Sony: suoni e sensazioni direttamente nella mente

Spesso si incontrano nuove tecnologie che sono al contempo affascinanti e inquietanti. Questo brevetto di Sony sulla manipolazione remota del cervello è molto più inquietante che affascinante: un segnale ultrasonico ad impulsi "altera la temporizzazione neuronale nella corteccia" per "trasmettere direttamente nella mente immagini, sensazioni e suoni" La quantità di possibili usi negativi di questa tecnologia è limitata solo dalla fantasia perversa del lettore.

Non capisco bene come mai a Sony sia stato concesso un brevetto nonostante: Un portavoce di Sony ha dichiarato che non è stato condotto alcun esperimento, e che il brevetto "è basato su una ispirazione che questa possa essere la direzione in cui la tecnologia ci porterà".

Un classico brevetto "strategico" ? Sony brevetta una cosa che si crede possa funzionare, in maniera che se anche se Sony non riesce a farla funzionare, sia poi in posizione di chiedere royalties a chi ci riuscisse ?

Così, ad intuito, direi che dovrebbe servire qualcosa di più di un "ispirazione che questa possa essere la direzione" per ricevere un brevetto. Quello è solo il punto di partenza per fare le ricerche e gli esperimenti che porteranno allo sviluppo di una invenzione brevettabile.

Detto questo, spero che la tecnologia venga sviluppata al più presto per quanto riguarda le grandi potenzialità che ha di aiutare le persone con problemi sensoriali, ma spero anche che qualcuno sviluppi al più presto una tecnologia che permetta a chi non lo voglia di essere al sicuro da eventuali manipolazioni. O forse basterà il sempreverde "tinfoil hat" ?

[Via Ars Technica]

Giornalismo annotato

Oggi tutti parlano di Annotated New York Times: perchè leggere il NYTimes, quando potete leggere quello che i blogger dicono riguardo al NYTimes ?

Servizio prezioso, soprattutto per chi lavora al NYTimes. Link diretti a chi fa riferimento ai vari articoli, con il numero di citazioni a fianco di ogni articolo:

Annotated NYTimes
.

Un interessante servizio. Spero che presto diventi inutile, quando tutti i siti dei quotidiani metteranno un bel link con il numero di citazioni degli articoli. Bastano Technorati e qualche linea di codice …

Google Personal Video e Current

Molta attenzione al video di questi tempi, per Google.

Da una parte, è in arrivo Google Personal Video, che permetterà l’upload di video personali e la loro indicizzazione da video.google.com. Pochi dettagli, anche perchè la questione è molto spinosa. Come evitare il copyright infringement ? Come evitare che vengano caricati contenuti vietati tipo pedo-pornografia ? Sono molto curioso di conoscere l’esatto funzionamento.

Un altro aspetto interessante è l’uso di una versione in tempo reale di Google Zeitgeist da parte di Current, il canale televisivo via cavo di Al Gore. L’idea, per dirla con Search Engine Journal, è:

Le notizie non sono quelle che la rete pensa dovreste sapere, ma quello che il mondo sta cercando di sapere.

Interessante e preoccupante al tempo stesso. Spero che usino i trend di crescita anzichè i numeri assoluti, altrimenti gli spettatori di Current si preparino ad infiniti approfondimenti su Madonna, Britney Spears e Paris Hilton …

[Via John Battelle]

Alla gente non piacciono i cookies ? Tracciamoli con Flash e PIE

Mi stupiscono i numeri diffusi da Jupiter Research: il 58% degli utenti Internet ha cancellato almeno una volta i cookies dal proprio browser, il 39%li cancella una volta al mese.

Anzichè vederlo come un desiderio di privacy da parte degli utenti, la crescente attenzione alla “igiene dei cookies” viene visto come un attacco senza precedenti alla capacità degli advertiser di fare il loro lavoro. Quindi, piuttosto che cercare modi di fare pubblicità su Internet che non richiedano di invadere la privacy degli utenti, si cercano modi più subdoli di invaderla.

Ecco a voi, quindi, PIE (persistent identification element), un modo per sfruttare Flash Player per immagazzinare le informazioni e recuperare eventuali cookie cancellati. Notevole questa frase nell’articolo:

United Virtualities’s PIE aiuta a combattere questo comportamento dei consumatori, usando una caratteristica di Flash MX.

Breve nota a chi pensa che la pubblicità su Internet vada fatta in questa maniera (pop-up, tracking, ecc): quando il tuo modello di business richiede di “combattere i comportamenti dei consumatori”, hai un grosso problema.

Fortunatamente, Macromedia mette a disposizione una pagina che spiega in maniera esauriente come gestire i privacy settings di Flash Player.

Prestate attenzione ai tab “Impostazioni della privacy dei siti web” e “Impostazioni della memorizzazione dei siti web“.

[Via Slashdot]

The Skype Economy

Skype dà molti segni di essere, insieme all’iPod, una delle tecnologie più calde del momento.

I ritmi di crescita sono da vertigine: sono ormai quasi 2.500.000 gli utenti collegati contemporaneamente. Da ref=”http://www.skypejournal.com/blog/”>Skype Journal, un grafico della crescita del loro numero.

Oltre ai numeri, un altro modo per capire quando una nuova tecnologia comincia ad affermarsi in maniera decisiva è vedere quante aziende/sviluppatori sono disposti ad investirci sopra.

La API per sviluppare servizi collegati a Skype ha generato molto interesse (ne parla News.com). Al punto che Skype non riesce a fornire supporto a sufficienza per gli sviluppatori, soprattutto a causa dello staff ancora (giustamente) poco numeroso. Sono comunque nati siti di supporto per gli sviluppatori (tipo Summit Circle).

Dopo l’introduzione di SkypeOut, SkypeIn e Voice Mail, adesso il buzz si è trasferito su due temi:

  • SkypeCasting, ovvero modi semplici e/o automatici per creare podcast con Skype;
  • Video-telefonia con Skype. Il teaser di iChat per Mac OS X Tiger ha creato aspettative molto alte riguardo a ciò che è possibile in questo campo.

Ciò che manca, e di cui Skype sentirà fortemente la mancanza quando cercherà di entrare in contesti aziendali, sono garanzie riguardo alla sicurezza delle comunicazioni. E’ disponibile un paper in cui Simson Garfinkel cerca di analizzare la sicurezza di Skype.

L’opacità dei protocolli usati e la mancanza di informazioni sulla maniera in cui Skype cripta i dati sono gravi mancanze, che non permettono di avere particolare confidenza nella segretezza delle comunicazioni. D’altronde, chiunque segua il tema, sa perfettamente che la sicurezza/confidenzialità delle comunicazioni in Italia non è certo assoluta (basti vedere la colossale quantità di intercettazioni eseguite ogni anno). Si spera che Skype fornisca maggiori informazioni al riguardo.

Risultati elezioni in rete

Forse sono io che non so dove cercare, sta di fatto, che la copertura in rete sugli exit-poll è insoddisfacente. Il sito di Repubblica è in ginocchio, quello del Corriere peggio, su Google News ancora non c’è niente. Yahoo! News ha il lancio Reuters.

Il sito di Rainews ha gli Exit Poll Nexus e sembra reggere alla pressione.

Rimane insoddisfacente la capacità della rete di dare informazioni in tempo reale su eventi di interesse universale.

Vedremo se questa volta gli exit-poll si confermano. Se così fosse, una notevole sconfitta per il Polo (da 8-5 a 2-11 ….).