Yahoo! Music: ancora più unlimited

Ogni tanto mi dimentico: le offerte di musica online su abbonamento sono basate sul corretto funzionamento delle tecnologie DRM (gestione delle restrizioni sui contenuti). Quindi, non solo sono poco bene accette dai consumatori (che preferiscono “possedere” la musica, anzichè affittarla), ma sono viste con preoccupazione dai discografici, che devono pregare nel perfetto funzionamento delle protezioni.

Ad esempio, Yahoo! Music Unlimited costa 5$ al mese se non si caricano i brani su un lettore. Il servizio costa qualche dollaro in più se si vuole ascoltare la musica non solo sul PC. Infine, “acquistare” un brano in maniera da poterlo trasferire su CD costa 0,79$.

Conoscendo la fallibilità delle tecnologie DRM, nessuno si stupirà del fatto che sia possibile aggirare le protezioni e scaricare i brani da Yahoo! Music senza protezioni e senza pagare i 0,79$.

I CD sterili di Sony

Sarà, ma a me questo dei cd sterili di Sony pare uno sforzo sterile.

Complimenti alla First4Internet inglese, che si è inventata questo concetto dello “sterile burning”, che (in teoria) dovrebbe permettere ai CD protetti dalla propria tecnologia XCP di essere copiato un certo numero di volte. Queste copie dovrebbero essere “sterili”, ovvero incapaci di generare nuove copie.

Ripeto: sforzo sterile ovvero incapace di dar frutto. Si può ascoltare ? Si può copiare. Prima accetteranno la realtà, prima i discografici smetteranno di gettar soldi dietro alla chimera DRM. Prima accetteranno la realtà, prima presteranno più attenzione a far funzionare meglio i nuovi modelli di business che mostrano una qualche promessa (Yahoo! Music Unlimited, ecc).

In attesa di maggiori dettagli, mi chiedo anche come possa essere vero il vanto di compatibilità di XCP con lo standard Redbook dei CD audio. Un barlume di onestà in questa dichiarazione: [XCP offre] “un ragionevole livello di protezione con la pirateria casuale”. Appunto.

Per le persone che comprano sistemi anti-copia servono dei corsi di recupero tenuti dal professor Felten o dal professor Anderson, finchè non gli entra in testa che “i sistemi anti-copia non garantiscono alcuna protezione contro un attaccante informato e determinato”. E non c’è scarsità di attaccanti informati e determinati, per quanto riguarda i contenuti musicali.

DRM nei nuovi chip Intel

Intel ha deciso di rendere decisamente meno interessante la propria offerta commerciale: i nuovi chip Pentium D e i nuovi chipset 945g includono il supporto per le tecnologie DRM di Microsoft.

La domanda che mi sorge spontanea è: perchè Intel spreca circuiti per aggiungere funzioni ai suoi chip e chipset che sottraggono valore per l’utente finale ? Come può aiutare le vendite, l’aggiunta di funzioni che permettono (in teoria) di avvicinarsi alla distopia del “computer fidato“, funzioni che sottraggono all’utente ancora più controllo sul proprio PC ?

[La domanda è retorica: è una mossa rischiosa, ma potenzialmente dai larghi benefici, predicata sull'ignoranza dei consumatori, sulla continuazione del monopolio MSFT sui sistemi operativi e sul fatto che le decisione di acquisto su microprocessori e chipset venogono prese per lo più dai responsabili acquisti dei produttori di PC, non dai consumatori finali]

Gli unici beneficiari delle funzionalità DRM in questi chip sono Microsoft e l’industria dei contenuti (musica, cinema, ecc.). Microsoft vede aumentare le proprie chance di perpetuare la propria presa soffocante sul mercato PC, l’industria dei contenuti vede aumentare le chance di realizzare il proprio sogno: decretare come e quando gli utenti possano consumare i loro contenuti, e quanto far pagare per ogni uso supplementare.

E gli utenti di PC ? Vedono aumentare le chance di finire come gli utenti di iPod/iTunes: comprare un apparecchio capace di infinite funzioni, poterne usare solo una parte per il capriccio dell’industria dei contenuti, e rischiare di vedersi progressivamente ridurre le funzioni “permesse”.

Intel Pentium D & 945g: officially not supported by this blog.

Sarei più ottimista se anche AMD non facesse parte della Trusted Computing Platform Alliance ….

DRM: se lo conosci lo eviti ….

I finti buchi di Schwarzenneger

Potemkin Pothole - SchwarzennegerUn po’ di sano populismo non guasta mai. Il governatore-operaio della California, Arnold Shwarzenneger, ha fatto scavare un buco in una strada di San Jose, in maniera da poter poi creare un evento in cui venisse filmato e fotografato mentre ne cominciava le riparazioni. Wow. Uno si potrebbe aspettare che non ci siano particolari difficoltà a trovare un buco riparare in una strada fotogenica … Attendiamo con fiducia imitatori Italiani [via Boing Boing]

Giudici illuminati in Francia

Interessanti sviluppi sulle leggi anti-p2p in Francia. In marzo, il giudice Dominique Barella, presidente del maggiore sindacato dei magistrati francesi, aveva scritto un editoriale per Liberation in cui aveva osato invocare la depenalizzazione del file-sharing individuale senza scopi di lucro (Dépénaliser la musique téléchargée), parlando della riluttanza dei magistrati francesi a confermare le pene di reclusione previste dalla legge per alcuni giovani condannati per aver condiviso brani musicali in rete.

Il ragionamento espresso dal magistrato non differisce molto dagli argomenti già visti in molti blog negli ultimi anni (compreso questo):

«Quand une pratique infractionnelle devient généralisée pour toute une génération, c’est la preuve que l’application d’un texte à un domaine particulier est inepte.»

Provo a tradurre: “Quando un reato penale diventa generalizzato per tutta una generazione, è la prova della applicazione inetta di una legge ad un particolare problema”.

Prosegue, dicendo che è preferibile anticipare la piena espressione dell’incomprensione generazionale tra le generazioni pre-p2p e i giovani attuali, evitando di regolare penalmente ciò che deve essere regolato tecnicamente ed economicamente. E rincara, sostenendo che è più opportuno che lo stato utilizzi polizia e magistratura per dar la caccia e punire i delinquenti più pericolosi, piuttosto che “per proteggere alcune multinazionali del disco”.

L’industria discografica Francese si è (ovviamente) scagliata contro il giudice Barella, scrivendo una lettera al ministro della giustizia per protestare contro le sue parole, e ringraziandolo in anticipo per le “azioni disciplinari che riterrà opportuno prendere”.

Possiamo sperare che i magistrati Italiani seguano l’esempio dei colleghi transalpini, e che si possa sviluppare un dibattito che porti ad invertire il trend verso legislazioni inutilimente severe sul file-sharing.

[Via Wired]

Recensioni su Bittorrent.com

Interessantissima aggiunta al motore di ricerca su Bittorrent.com: le recensioni per i torrent (punteggi da 1-5):
Recensioni Bittorrent

Prendendo come esempio il primo risultato della ricerca “sith” (ora è il torrent dell’ep. 3 di Pyratebyran), ci sono già alcune recensioni, ma c’è un pò di confusione su come usarle: alcuni recensiscono il film, alcuni commentano la qualità video del materiale e alcuni commentano la rischiosità di usare Bittorrent.

Data la facilità di commentare, potrebbero venirne fuori dati molto interessanti.

[Via Prodigem]

Ricerca su Bittorrent.com

Nel post di alcuni giorni fa su Bittorrent Trackerless avevo fatto alcune congetture sul probabile sviluppo di funzioni di ricerca per Bittorrent. Le previsioni sono state confermate e smentite: secondo Wired, il lavoro su un sistema di ricerca per materiali su Bittorrent è cominciato, e sarà lo stesso Bram Cohen (assieme ad altri) ad occuparsene.

Come Techdirt, trovo che sia una scelta coraggiosa e pericolosa insieme. L’industria cinematografica vede Bittorrent come il fumo negli occhi, ma sa perfettamente che un attacco legale ad un “semplice” sistema di content-delivery non darebbe alcun risultato. C’è stata molta attività, invece, per far chiudere directory e motori di ricerca (vedere ad esempio il carteggio MPAA-Isohunt).

Immagino che, come Isohunt, Cohen verrà bersagliato da richieste di togliere materiali dal catalogo del motore di ricerca, visto che sarà il bersaglio più in vista. Poco importa che i materiali non saranno in alcun modo ospitati dal motore di ricerca, e poco importa che è semplice cercare gli stessi materiali su Google, con “filetype:torrent”. Mi auguro che, se la MPAA denuncerà Bram Cohen per il motore di ricerca, piuttosto che i responsabili “primi” della diffusione del materiale, vada incontro ad una secca sconfitta, che stabilisca finalmente un precedente al riguardo.

Non notizie: Star Wars ep. 3 in rete

Non notizia di oggi: è comparsa in rete una versione di Star Wars ep. 3 tratta da una work-print (copia di lavoro). Andy Baio ha un sample di qualche secondo.

Come ci si poteva immaginare (vedere qui il perchè), l’incentivo a far “scappare” una versione migliore delle mille tele-cine già disponibili era troppo alto. Poco importa che la copia di lavoro sia farcita di watermark che porteranno (probabilmente) all’arresto del responsabile tra qualche settimana (altra non-notizia che avrà molto risalto).

Come già osservato da altri in rete, è una non-notizia perchè:

  • Era scontato che succedesse;
  • DRM ? Quale DRM ?
  • Conseguenze ? Quali conseguenze ? Ep. 3 sarà visto ugualmente da decine di milioni di persone, George Lucas diventerà ugualmente ancora più incomprensibilmente ricco, le copie vendute in DVD dell’ep. 3 saranno comunque un numero gigantesco;
  • La reazione sarà prevedibile: richieste di pene più severe per il file-sharing, DRM più draconiani, ecc.

Il commento ? Il diritto d’autore deve essere protetto, in maniera che gli autori abbiano l’incentivo a produrre opere dell’ingegno. Non ho il minimo dubbio che Star Wars ep. 3 sarà proficuo per gli investitori che l’hanno finanziato e per chi ci ha lavorato, nonostante il fatto che sarà probabilmente uno dei film più piratati della storia. Morale: piangere miseria e chiedere (nuovamente) di azzoppare tutti i PC e le connessioni del mondo per evitare fatti simili è inutile e controproducente.

P.S. Non ho un link alla copia e non mi interessa particolarmente scaricarla, ma un giro su Isohunt, TorrentSpy e PirateBay non dà segni di una carestia di torrent.

Bittorrent senza tracker

Qualche giorno fa si è visto l’ultimo episodio dell’attacco alle torrent directories: sono cadute sotto l’attacco della MPAA alcune delle più popolari directories per scaricare programmi televisivi.

Non sorprenderà nessuno, quindi, che pochi mesi dopo l’inizio dell’attacco alle directories, continuino rapidissimi gli sviluppi verso un Bittorrent senza tracker.

All’inizio di maggio, Azureus aveva aggiunto il supporto per tracker distribuiti. Ieri Bram Cohen ha aggiunto funzionalità trackerless alla versione 4.1 beta di Bittorrent.

Bittorrent trackerless funziona utilizzando l’algoritmo Kademlia, già usato per la rete senza server di eMule.

Bittorrent trackerless abbatte ancor di più le barriere alla distribuzione di materiale video (o comunque “voluminoso”), riducendo i problemi relativi alla gestione dei tracker e rendendo ogni cliente un “tracker leggero”: basta pubblicare il torrent su un sito web, e i client fanno il resto. A prescindere dalla pirateria, questo è uno sviluppo molto positivo, che rende un pò meno necessari sforzi come Prodigem o Blog Torrent.

Una volta messa a punto la gestione distribuita dei tracker, non ho dubbi che lo sforzo si sposterà sul lato della ricerca dei materiali disponibili, anche se, probabilmente, non sarà Cohen ad occuparsi di questo.

[Via Slashdot]

Yahoo! Music e il valore della musica

Uno non può neanche starsene via un paio di settimane senza che succedano cose (quasi) epocali: Yahoo! lancia Yahoo! Music, un servizio ad abbonamento che permette di ascoltare tutta la musica che si vuole a 4,99$/mese.

Questo lancio ispira una provocazione di Mark Cuban: come può l’industria discografica sostenere che un pirata debba pagare danni per migliaia di €, quando è disposta a mettere un valore commerciale di 5$/mese sulla possibilità di ascoltare musica senza limite ?

Un prezzo di questo genere potrebbe quasi convicermi ad usare un servizio ad abbonamento, anche se la “proprietà” della musica continua ad avere enormi vantaggi …

Matrimonio

E’ fatta. Grazie a Chiara, ai testimoni, ai parenti e agli amici per i momenti fantastici.

Matrimonio

In attesa delle foto “ufficiali”, trovate su Flickr con tag luca_e_chiara le foto scattate da Luca con la mia macchina fotografica, che potete vedere riflesso nella foto seguente. Grazie Luca! Ovviamente, quelle venute bene sono merito di Luca, quelle venute male colpa della mia macchina!
Luca Riflesso

Grazie anche a Ludo per le sue foto (sempre su Flickr).