DRM nei nuovi chip Intel

Intel ha deciso di rendere decisamente meno interessante la propria offerta commerciale: i nuovi chip Pentium D e i nuovi chipset 945g includono il supporto per le tecnologie DRM di Microsoft.

La domanda che mi sorge spontanea è: perchè Intel spreca circuiti per aggiungere funzioni ai suoi chip e chipset che sottraggono valore per l’utente finale ? Come può aiutare le vendite, l’aggiunta di funzioni che permettono (in teoria) di avvicinarsi alla distopia del “computer fidato“, funzioni che sottraggono all’utente ancora più controllo sul proprio PC ?

[La domanda è retorica: è una mossa rischiosa, ma potenzialmente dai larghi benefici, predicata sull'ignoranza dei consumatori, sulla continuazione del monopolio MSFT sui sistemi operativi e sul fatto che le decisione di acquisto su microprocessori e chipset venogono prese per lo più dai responsabili acquisti dei produttori di PC, non dai consumatori finali]

Gli unici beneficiari delle funzionalità DRM in questi chip sono Microsoft e l’industria dei contenuti (musica, cinema, ecc.). Microsoft vede aumentare le proprie chance di perpetuare la propria presa soffocante sul mercato PC, l’industria dei contenuti vede aumentare le chance di realizzare il proprio sogno: decretare come e quando gli utenti possano consumare i loro contenuti, e quanto far pagare per ogni uso supplementare.

E gli utenti di PC ? Vedono aumentare le chance di finire come gli utenti di iPod/iTunes: comprare un apparecchio capace di infinite funzioni, poterne usare solo una parte per il capriccio dell’industria dei contenuti, e rischiare di vedersi progressivamente ridurre le funzioni “permesse”.

Intel Pentium D & 945g: officially not supported by this blog.

Sarei più ottimista se anche AMD non facesse parte della Trusted Computing Platform Alliance ….

DRM: se lo conosci lo eviti ….

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