I CD sterili di Sony

Sarà, ma a me questo dei cd sterili di Sony pare uno sforzo sterile.

Complimenti alla First4Internet inglese, che si è inventata questo concetto dello “sterile burning”, che (in teoria) dovrebbe permettere ai CD protetti dalla propria tecnologia XCP di essere copiato un certo numero di volte. Queste copie dovrebbero essere “sterili”, ovvero incapaci di generare nuove copie.

Ripeto: sforzo sterile ovvero incapace di dar frutto. Si può ascoltare ? Si può copiare. Prima accetteranno la realtà, prima i discografici smetteranno di gettar soldi dietro alla chimera DRM. Prima accetteranno la realtà, prima presteranno più attenzione a far funzionare meglio i nuovi modelli di business che mostrano una qualche promessa (Yahoo! Music Unlimited, ecc).

In attesa di maggiori dettagli, mi chiedo anche come possa essere vero il vanto di compatibilità di XCP con lo standard Redbook dei CD audio. Un barlume di onestà in questa dichiarazione: [XCP offre] “un ragionevole livello di protezione con la pirateria casuale”. Appunto.

Per le persone che comprano sistemi anti-copia servono dei corsi di recupero tenuti dal professor Felten o dal professor Anderson, finchè non gli entra in testa che “i sistemi anti-copia non garantiscono alcuna protezione contro un attaccante informato e determinato”. E non c’è scarsità di attaccanti informati e determinati, per quanto riguarda i contenuti musicali.

1 Response to “I CD sterili di Sony”


  1. 1 Frangino

    Questa la commento perchè davvero stupenda! Io vorrei davvero conoscere il genio che in Sony ha pagato per una cosa del genere!!! Ma insomma anche il nome ti fa capire che si tratta di una cagata pazzesca! Ma non è che è un pesce d’aprile in ritardo???

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