Yahoo! e Google, la ricerca diventa personale

Google Personalized Search: ordina i risultati in base alle ricerche fatte in passato. La FAQ racconta come funziona.

Per non essere da meno, Yahoo! apre la beta di My Web 2.0. Ricerche “sociali”, con la possibilità di salvare le pagine, aggiungere tags (“etichettarle”), condividerle con i propri contatti entro due gradi di separazione. cerca di spiegare come mai è uno strumento interessante. Il caldo mi impedisce di dilungarmi sull’importanza della “ricerca sociale”. Fortunatamente, Many-to-Many fa un ottimo lavoro (come al solito). Da leggere anche i commenti di Andy Baio.

A Google non piace Greasemonkey

Il più grave difetto di GMail è, a mio parere, la mancanza del tasto “delete”.

Visto che Google si rifiuta di aggiungerlo, alcuni hanno realizzato un tasto delete per GMail usando Greasemonkey. Attenzione, però: chi lo usa rischia di trovarsi chiuso fuori dal suo account GMail per un tempo variabile da 1 minuto a 24 ore, a causa di un “uso insolito dell’account“.

Ora, capisco che Google voglia conservare un certo controllo sulla “user experience di GMail” ma non capisco perchè debba essere così fastidioso cancellare definitivamente la propria posta. Tasto delete, shortcut “d”. Per favore.

[Via John Battelle]

Jon Johansen “apre” il Google Video Player in 24 ore

Curioso: la versione di VLC usata in Google Video è modificata per leggere file solo dai server di Google.. Jon Johansen ha individuato la modifica e offre una patch per eliminare questa restrizione, che a prima vista è inutile, ma probabilmente è “giustificata” dal fatto che Google paga le royalties per alcuni codec MP4, e una limitazione dell’ambito di utilizzo del player forse consente a Google di pagare qualcosa di meno.

Poco importa: il sorgente è aperto e le modifiche necessarie sono pubbliche.

[Via Boing Boing]

Presto aperta la stagione di caccia a BitTorrent

Post-Grokster, gran parte dell’attenzione è puntata su Bittorrent.

Ernest Miller analizza i pronunciamenti di Bram Cohen riguardo a Bittorrent, per capire se possano dare adito ad una accusa di incoraggiamento alla violazione dei diritti d’autore. Sembra che non ci siano particolari tracce di incoraggiamento ad usi non leciti da parte di Bram Cohen, e lo riscontra anche Edward Felten, che però è sicuro che questo non fermerà le industrie discografiche e cinematografiche dal provarci: faranno di tutto per convincere i tribunali USA ad interpretare a loro favore la sentenza della Corte Suprema.

L’obiettivo sarà quello di guidare l’interpretazione della legge verso la condanna di tecnologie che hanno importanti usi illeciti, a prescindere dagli usi leciti o dalle intenzioni degli autori.

Ci sarà un grande scartabellare tra mailing list di sviluppo e di supporto di tecnologie p2p.

D’ora in poi, chi sviluppa qualunque software che possa essere usato per lo scambio di file dovrà stare molto attento a quello che dice riguardo potenziali usi illeciti ….

Google Video – Reazioni

Il giorno dopo il lancio di Google Video e il mondo sembra uguale. Continuerà a sembrare uguale per qualche tempo. Infatti, mancano ancora molti pezzi, prima che Google Video raggiunga le sue potenzialità.

Un esempio di quanto manchi a Google per diventare una media company è un commento su ./, da parte di un utente che sostiene di riportare fedelmente il dialogo da lui avuto con un rappresentante di Google riguardo al caricamento su Google Video dei loro contenuti:

Io: Come proteggerete dalla copia il materiale protetto da diritto d’autore ?
Google: Ci stiamo lavorando.

Io: Dite che i video possono essere gratis o a pagamento. Come funziona ?
Google: Preferiamo il contenuto gratis, ma potete anche richiedere un pagamento [per i video]. Presto avremo in funzione un meccanismo [per i pagamenti].

Io: Che percentuale vuole Google per i video a pagamento ?
Google: Non abbiamo ancora deciso.

Io: Cosa succede se carico del contenuto gratis e TANTISSIMA gente vuole vederlo ? Come fa Google a guadagnarci ?
Google: Ci riserviamo il diritto di far pagare l’uploader [errore, la FAQ dice che a pagare sarà l'utente che scarica] se il contenuto diventa “molto popolare”.

Io: Definisca “molto popolare”.
Google: Non sappiamo ancora.

Io: Perchè dovremmo caricare i nostri contenuti, se non sapete neanche rispondere a queste domande basilari ?
Google: Dovreste e basta.

Quanto meno è un dialogo plausibile. Tutti aspetti che dovranno essere risolti, prima che Google diventi un intermediario credibile per video commerciali.

Per i curiosi, ecco la patch di Google a VLC (grazie, Antonio). Chris di Bona commenta che i cambiamenti riguardano principalmente l’avvio “in-browser” e le beghe legali relative ai codec. Queste sono irrilevanti per Google, in quanto ha il controllo completo sul formato dei materiali di Google Video, quindi basta un set di codec ristretti che eviti quelli di status legale incerto.

Le novità di Yahoo! Mail

E’ finalmente in arrivo la nuova versione di Yahoo! Mail, parecchi mesi dopo l’acquisto di Oddpost. Sono molto curioso di vedere la risposta di Yahoo! a GMail. Mi auguro caldamente che sia all’altezza di GMail. Presto inizierà una fase di beta-test.

Si parla di una buona integrazione con RSS e di una interfaccia di programmazione per accedere alle funzionalità del backend. che renderà facile la creazione di nuove interfacce utente per Yahoo! Mail (non si sa se queste API saranno aperte al pubblico o solo ai programmatori Yahoo!).

[Via Om Malik]

Grokster perde

Grokster ha perso la sua causa davanti alla corte suprema:

Chiunque distribuisca uno strumento con lo scopo di promuoverne l’uso per violare il diritto d’autore … è correo nei risultanti atti di violazione da parte di terze parti che usino lo strumento, a prescindere dagli usi legali dello strumento.

Aggiornamenti, man mano che arrivano commenti.

Update: Ernest Miller con note dalla conferenza stampa pro-Grokster e dalla conferenza MPAA/RIAA.

Google Video e VLC

Oggi Google dovrebbe finalmente aprire la sezione dei video caricati tramite Google Video Upload, con una interessante funzione di playback in-browser dei video, realizzata usando il media player Open Source VLC.

La notizia interessante su più fronti, primo di tutti quello delle prospettive dirompenti di lungo periodo sull’esistenza stessa della televisione nella sua forma attuale.

Nel frattempo, Google Video sarà un enabler di nuovi business basati sul video per tutti coloro che hanno progetti ambiziosi e ai quali sono finora mancati l’accesso ad una infrastruttura distributiva o i fondi per crearne una nuova.

La notizia è eccezionalmente buona per l’involvement di Google nello sviluppo di VLC, che potrà finalmente diventare una alternativa credibile a Windows Media Player per il grande pubblico (si, lo so che VLC è già una eccellente alternativa, per il ristretto pubblico di noi zeloti del software libero).

Interessante la notizia che tutto il materiale video caricato nella categoria “free” su Google Video Upload è stato controllato da occhi “umani” per verificare l’assenza di materiale “adulto” o coperto da copyright di terzi.

Corriere Birichino sui segreti militari

Ieri , la questione dei “segreti militari” svelati da Google ha fatto rapidamente il giro della rete, in Italia.

Oggi, con grande tempestività se ne occupa il Corriere. Mutuando in gran parte i link presenti nell’articolo di approfondimento di Luca De Nardo, ma guardandosi bene dal citare Alessandro Ronchi, Luca Conti o De Nardo stesso.

No attribution = No follow. D’ora in poi tutti i link al Corriere su Wikilab saranno del tipo rel=”nofollow”, per evitare non dare pagerank a chi si comporta in maniera poco trasparente. Non c’è niente di cui vergognarsi nel citare le fonti, molto nel non farlo.

Update: Il Corriere ha aggiornato l’articolo, citando la fonte. Ottimi tempi di reazione, si cita una dimenticanza in buona fede. Spero che si diffonda in tutta la stampa Italiana, l’abitudine dell’attribution. Forse è vero quello che dice Ludo: l’attitudine ad Internet della “istituzione” Corriere sembra positiva.

Bram Cohen e Avalanche

Antonio mi segnala che Bram Cohen fa a pezzi Avalanche, il progetto di rete p2p di Microsoft che dovrebbe essere il 20-30% più veloce di Bittorrent.

Secondo Cohen, Avalanche è solo vapourware. Interamente basato su simulazioni, senza testing nel mondo reale. I miglioramenti delle prestazioni sarebbero ottenuti usando tecniche che in Bittorrent sono state scartate perchè malfunzionanti in situazioni reali (il sistema tit-for-tat) oppure perchè non garantiscono miglioramenti a fronte di un grosso incremento del “peso” delle elaborazioni necessarie (il sistema di forward error correction).

Tags: Bittorrent

Mobilitazione anti-broadcast flag

Chi cerca di proteggere una rendita di posizione, non riposa mai. Ne sono prova i reiterati tentativi di imporre la Broadcast Flag negli Stati Uniti.

Dopo la bocciatura da parte di un tribunale, l’ultimo tentativo è stato l’inserimento di soppiatto di un emendamento ad un disegno di legge finanziario.

La vigilanza della EFF, insieme alle segnalazioni di Slashdot, Boing Boing e Instapundit, hanno causato un diluvio di mail, fax e telefonate ai senatori che dovevano esaminare il disegno di legge.

Risultato: emendamento rimandato.

Chissà, magari riusciremo anche in Italia ad organizzare gruppi di pressione sufficientemente efficaci. Magari in tempo per la prossima volta che verranno presentati orrori tipo la Legge Urbani.

Prodigem – Bittorrent hosting

Apre al pubblico Prodigem, il servizio di hosting per distribuire o vendere contenuti tramite Bittorrent. Costi molto ragionevoli per il servizio, con un offerta di base gratuita.

Documentazione e commenti sul ProdigemWiki.

Il servizio è molto interessante, ma avrà vita non facile, se e quando decollerà Google Video Upload (per quanto riguarda la vendita di contenuti). La necessità di un servizio come Prodigem è in dubbio anche a causa dello sviluppo di versioni trackerless di Bittorrent e della crescente diffusione di servizi di hosting che comprendono la gestione gratuita di tracker.

Google Maps e le basi militari

Probabilmente ci saranno teste che rotoleranno e militari molto incazzati nei prossimi giorni: Google Maps Italia mostra foto via satellite dettagliate di buona parte delle installazioni militari più sensibili in Italia: Decimomannu, Aviano, etc. Con tanto di aerei militari visibili sulle piste.

Manca la base dei sottomarini nucleari a S.to Stefano, ma sembra perchè non ci sono foto dettagliate dell’Arcipelago della Maddalena. C’è la base della Marina a Taranto. Basta cercare un po’ e si trovano.

Sono abbastanza incuriosito da quello che succederà: è una chiara violazione del codice sul segreto militare. Sia Italiano che USA. Per quanto obsoleto.

Update - Link per i curiosi: L’articolo originale di Alessandro Ronchi e gli approfondimenti di i-Dome,

[Via Motori di Ricerca].

Continua la crescita della pirateria online

Sul NYTimes ci sono alcuni dati provenienti da uno studio Bigchampagne sui numeri delle reti p2p.

In termini di numero di file, i brani musicali sono di gran lunga vincenti (74% del totale dei file scaricati). Seguono “altri video” (immagino un misto di telefilm, sitcom, anime e video pornografici) con il 9%, poi le immagini (2,3%) e i film (2%).
Grafico %files scaricati
Considerando che i brani mp3 hanno grandezze sui 5 MB, i film tipicamente sono distribuiti in tre tagli (700 MB, 1400 MB oppure 4,7 GB) mentre i telefilm vanno sui 350 MB, è facile immaginare che il traffico generato dai file video sia quello dominante (un film “vale” almeno 100 canzoni, come dimensioni).

Come è possibile vedere, il numero di file che contengono film sulle reti p2p continua a crescere, nonostante la campagna legale della MPAA: dai grafico si nota una crescita intorno al 30% nei primi mesi del 2005.
Grafico #film disponibili

[Via Slyck.com]

Google Maps sbarca in Italia – Quasi

Grazie alla segnalazione di Luca di Motori di Ricerca, vedo che finalmente le foto da satellite di Google Maps coprono anche l’Italia (e.g. Duomo di Milano).

Ci sarà sicuramente una spiegazione, per il fatto che la cartografia mostra solo i corsi d’acqua. Non le strade. Non i nomi dei luoghi. Non le aree verdi. Solo fiumi e laghi. Nell’immagine, l’affascinante bacino idrografico del Po.

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Wikitorials uccisi da Goatse

Brevissima vita per il tentativo del LA Times di creare una pagina wiki degli editoriali.

La pagina wiki che permetteva di lavorare collaborativamente agli editoriali è stata aperta al pubblico la mattina di venerdì scorso, per essere improvvisamente chiusa la mattina di domenica. Il fattore scatenante per la chiusura è stata un ondata di wiki-vandalismo con l’inserzione di immagini oscene nei wikitorials. In particolare, l’immagine che ha fatto perdere il gusto per i wikitorials ai gestori (insieme all’appettito, probabilmente è stata la famigerata Goatse.cx [link a wikipedia, non l'originale].

Ernest Miller fa notare che la copertura di stampa si è concentrata interamente sul vandalismo (prevenibile adottando meccanismi tipo Wikipedia), piuttosto che sulla riuscita o meno dell’esperimento.

Ho l’impressione che l’editoriale è una forma poco adatta ad essere wikified. Un editoriale è interessante se esprime in maniera convincente un punto di vista “di parte”. Serve a proporre una certa interpretazione dei fatti. La Wikipedia funziona “socialmente” sugli argomenti sui quali ci sono opinioni largamente condivise.

Per portare un esempio dall’attualità Italiana, posso immaginare la rapidità con cui un editoriale sui temi della fecondazione artificiale verrebbe a svilupparsi in due o più versioni in netto conflitto tra di loro, se fosse aperto alle modifiche da parte del pubblico.

La mia opinione: se un giornale o un opinionista vogliono feedback sugli editoriali, che li aprano ai commenti e ai trackback …