La morte della broadcast flag

La Broadcast Flag incontra una meritata morte: anche il suo più efferato sponsor (la Motion Picture Association of America) rinuncia a sostenerne una reincarnazione sotto forma di legge.

Breve ricapitolazione di cos’era la Broadcast Flag:

La FCC, omologa americana della nostra AGCom sembra essersi arrogata questo potere con la famigerata Broadcast Flag Rule, in cui decretava che tutti i sistemi che possono ricevere segnali televisivi ad alta definizione devono garantire il rispetto del volere dei produttori di contenuti in termini della possibilità di fare copie del segnale. Tra questi sistemi ci sono ovviamente i PC con schede per la ricezione televisiva.

Come detto in prcedenza, questo avrebbe comportato severe limitazioni per tutti gli apparecchi in grado di ricevere segnali HDTV. Fortunatamente, nel congresso americano si sono accorti di una cosa:

Il fine della broadcast flag non era di impedire ai consumatori di fare copie legalmente in casa, nè quello di impedire l’uso di Internet per inviare contenuti digitali broadcast nei casi in cui essi possano essere adeguatamente protetti.

Il problema era l’impossibilità di evitare che la Broadcast Flag avesse questi effetti, insieme ad altri, pesanti, effetti sull’innovazione nel campo della HDTV. Di conseguenza, il presidente della commissione parlamentare che si occupa di televisione, Joe Barton, ha rifiutato di inserire regole simili alla broadcast flag nelle prossime leggi sulla televisione digitale. Sicuramente, Barton è conscio di ciò che ha osservato Edward Felten riguardo alla BF: “Il posto più pericoloso a Washingon è quello tra gli americani e i loro televisori”.

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