Pirateria e pubblico dominio

Pensavo di aver già parlato male a sufficienza della recente proposta di estensione del copyright sulle incisioni musicali in UK.

Ma così non è. Stamattina mi tocca leggere su Punto Informatico un altro esempio dei ragionamenti senza capo ne coda usati per sostenere proposte di questo tipo:

Una mossa appoggiata dai discografici che hanno già detto di ritenere utile l’operazione anche per le operazioni di contrasto alla pirateria.

E’ per definizione impossibile che “l’operazione” possa essere utile per le operazioni di contrasto alla pirateria. Quando le prime incisioni dei Beatles passerano nel pubblico dominio tra pochi anni, diventerà legale copiarle, venderle, rielaborarle, ecc. Se un brano è nel pubblico dominio, chiunque può farci quello che vuole. Ergo, niente più pirateria su quel brano.

Volendo essere capziosi, la frase sopra riportata potrebbe essere vera. Se il fine è di massimizzare il numero di operazioni contro la pirateria, l’estensione del diritto d’autore potrebbe essere un buon mezzo. Ma non penso fosse questo il senso della frase.

Se pensiamo che dopo 50 anni i cantanti e le case discografiche abbiano guadagnato a sufficienza da quei brani e vogliamo che tutti ci possano giocare, please, lasciamo perdere questa storia dei 90-95-100 anni e concentriamoci sugli artisti giovani.

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