Le doppie royalties dei CD DRM

Su Wikilab si è già parlato della perfetta inutilità delle protezioni anticopia dei CD: se un CD si può riprodurre, si può “rippare” su PC e se ne possono fare MP3.

Tentare di renderlo impossibile vuol dire buttar via soldi (per le case discografiche), rendere la vita più complicata per le persone oneste e creare (al più) un passeggero fastidio ai pirati.

Siccome le protezioni DRM servono a (tentare di) impedire il trasferimento dei brani in forma non protetta sul PC, molti CD protetti contengono una versione per ascolto su PC in formati protetti tipo Windows Media Audio, visto che finora si considerava legittimo il desiderio di ascoltare anche su PC la musica acquistata.

E qui, oltre al danno, arriva la beffa : i detentori del copyright sui brani sostengono di aver diritto a doppie royalties per i CD che contengono i brani in due formati. Affermano che il secondo set di brani è un opera derivata. Ennesima perversione del diritto d’autore.

Il problema non è limitato ai CD-DRM: le richieste di doppie royalties sono presenti anche nel caso dei supporti più recenti che contengono brani in diversi formati, come DualDisc (DVD + CD sullo stesso disco) e Super Audio CD.

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