Fino a poco tempo fa, il Wall Street Journal era molto restrittivo con i propri contenuti. Era praticamente tutto era a pagamento. Ora, qualche vocina deve aver bisbigliato le parole giuste negli orecchi giusti. Tra quelle parole doveva esserci “muro del pagamento”, motori di ricerca, blog e RSS.
Adesso il WSJ pubblica diversi articoli free al giorno, con permalink e relativo feed RSS. E non si ferma lì: ci deve essere qualcuno che è incaricato di segnalare gli articoli ai blog e siti di notizie più importanti. L’esempio che ho visto oggi è l’articolo su una prova comparativa di refill per inkjet su Slashdot, che rimanda ad un articolo del wsj segnalato da “Carl Bialik from the WSJ”.
Complimenti al WSJ: è una delle poche pubblicazioni mainstream la cui divisione Internet è in utile. Con questa operazione dimostra di aver capito qual’è il più grosso problema delle pubblicazioni a pagamento: l’incapacità di attrarre link esterni e la decrescente rilevanza nei motori di ricerca.
E’ una sinergia che può funzionare: i giornali hanno materiale di qualità, costantemente aggiornato e soggetto a buon livello di verifica (con tutte le eccezioni che conosciamo), la rete - come comunità eterogenea di persone che la popolano - ha una capacità di diffusione del messaggio senza eguali.
In particolare le qualità dei primi sono state fin’ora piuttosto sminuite, preferendo sottolinearne la crisi, ma in realtà sono merce pregiata e che diventerà molto richiesta con il crescere della rete.
ciao