Grokster ha perso la sua causa davanti alla corte suprema:
Chiunque distribuisca uno strumento con lo scopo di promuoverne l’uso per violare il diritto d’autore … è correo nei risultanti atti di violazione da parte di terze parti che usino lo strumento, a prescindere dagli usi legali dello strumento.
Aggiornamenti, man mano che arrivano commenti.
Update: Ernest Miller con note dalla conferenza stampa pro-Grokster e dalla conferenza MPAA/RIAA.
Sostituendo “programmi per il file sharing” con “armi” e “violare il diritto d’autore” con “uccidere” la frase ha comunque un senso. Ma pare che alla corte suprema non interessi…
La sentenza e’ certo sfavorevole a Grokster, ma le interpretazioni dei giuristi piu’ attenti la descrivono in maniera assai differente da come sta venendo raccontata dai mass-media generalisti. Il massimo tribunale degli USA non ha considerato colpevoli i produttori di software P2P in quanto tali, ma ha spostato il centro della questione sull’attivo incoraggiamento all’uso illegale del programma da parte di chi lo diffonde.
Su http://www.copydown.org ho raccolto alcune osservazioni, cercando di evitare le interpretazioni piu’ superficiali, che pero’ stanno gia’ dando vita a titoli eclatanti come “sconfitta la pirateria” (…).