Archive for June, 2005

ADSL a basso prezzo: Italia e Francia

Continua ad evolversi con grande rapidità il mercato delle ADSL in Francia. Ora si è infranta la barriera dei 20€ per l’offerta base.

Quindi abbiamo una offerta da 640/256 kbps a 19,95€ e una 4 Mbps a 29,95€.

Segnali molto incoraggianti: gli Italiani che usano Internet spendono in media 15€ al mese. Quando l’ADSL flat arriverà a quella cifra, l’adozione di massa della larga banda dovrebbe diventare molto più veloce.

Purtroppo, rimaniamo piuttosto indietro, rispetto a mercati in cui la competizione è più feroce. In Francia le offerte di LibertySurf (acquistata di recente da Telecom) l’offerta base è da 14,95€ (fino a 8 Mbps), quella “veloce” è da 29,95€ (fino a 20 Mbps). Vedere listino.

Il prezzo dell’ADSL dipende da quanto il regolatore incoraggia la competizione. Telecom, giustamente, lavora per i propri azionisti. Ergo, cerca di ottenere il massimo guadagno dalla propria rete. Sia per le ADSL al dettaglio che per quelle all’ingrosso. Dai prezzi è semplice dedurre una mano meno severa del regolatore …

Quindi, un applauso a Telecom per le nuove offerte e uno a Tiscali per le offerte in unbundling che spingono verso prestazioni sempre più alte.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, verso il basso (prezzi) e verso l’alto (prestazioni).

Google Wallet

Kottke parla di Google Wallet, un nuovo elemento nel piano di Google per dominare il mondo.

Google Wallet dovrebbe essere un sistema per pagamenti online di piccolo taglio, cioè un competitore per PayPal. Molti, come Yahoo! e eBay hanno già provato a fare concorrenza a PayPal, senza molto successo.

Un sistema di pagamenti online di Google partirebbe con una grande base di utenti potenziali: tutti coloro che usano AdSense. Anche chi vuole usare Google Video per vendere propri filmati sarebbe un potenziale cliente di Google Wallet. Inoltre, Google Wallet potrebbe avvantaggiarsi del single sign-on che Google sta sviluppando per tutti i suoi servizi (GMail, Blogger, Google Groups, ecc).

Il fatto che Google debba sviluppare tutta la parte di rapporti con le banche non è un grosso ostacolo: lo sta comunque facendo per la gestione dei pagamenti di AdSense, i pagamenti del nuovo Google Store e per i futuri servizi a pagamento di Gmail.

Update: conferme anche da John Battelle su Google Wallet, che riporta un link alla versione free dell’articolo del WSJ, segnalata dal solito Carl Bialik (che deve essere abbonato a qualche ricerca di Feedster per fare le PR nella blogosfera del WSJ). Seach Engine Watch ha i dettagli della payment compay creata da Google in California.

Oltre 600.000 download di Beethoven dalla BBC

Sono state scaricate oltre 600.000 copie delle incisioni delle prime 5 sinfonie di Beethoven trasmesse dalla BBC e disponibili come mp3.

Purtroppo, in questo momento sul sito dei download le prime 5 sinfonie non sono più disponibili, mentre le sinfonie 6-9 saranno disponibili solo tra una decina di giorni.

Se qualcuno le desiderasse, si metta in contatto tramite i commenti. Immagino che renderle disponibili non sia un reato troppo grave, visto che lo sono state finora (gratuitamente).Purtroppo, noto ora che la licenza BBC è molto restrittiva riguardo alla ritrasmissione. Sorry.

Un commento del direttore d’orchestra Gianandrea Noseda dalla press release BBC:

“Sono felicissimo che le nostre esecuzioni abbiano raggiunto una nuova audience così grande e spero che questa prova incoraggi più persone a provare ad ascoltare la musica orchestrale dal vivo”.

Complimenti alla BBC e grazie per un ottima esecuzione di Beethoven al maestro Noseda. Spero che molti altri seguano il loro esempio.

[Via Plasticbag.org]

DivX 6

Ho un po’ trascurato DivX 6, ma vedo che molti cercano notizie al riguardo. Novità:

  • Possibilità di creare menu, tracce audio multiple, sottotitoli, ecc;
  • Miglioramenti di qualità e di rapporto di compressione;
  • DivX Converter, una semplice interfaccia grafica drag & drop per la conversione di file video;
  • In arrivo nel prossimo futuro un nuovo codec (Helium, ora in beta) e supporto per surround sound.

Nel forum di Doom9.org maggiori particolari e commenti su DivX 6.

Avalanche, la rete p2p di Microsoft

Microsoft avrebbe sviluppato una rete peer-to-peer chiamata Avalanche, che vanterebbe una velocità del 20-30% superiore a Bittorrent.

Come per Bittorrent e eMule, i file vengono divisi in spezzoni. La variante di Avalanche è che gli spezzoni inviati sono una combinazione lineare degli spezzoni originali del file. Quando un client ha ricevuto un numero sufficiente di spezzoni, può cominciare a ricostruire pezzi del file originale e ricreare spezzoni non ancora ricevuti. Il vantaggio è dato da una distribuzione più uniforme dei frammenti del file tra lo swarm degli scaricatori, e un minore pericolo di rallentamenti verso il termine del download (magari a causa di qualche spezzone poco diffuso).

Il funzionamento è descritto in un research paper. Nella discussione su Slashdot c’è un po’ di scetticismo riguardo a quali fattori contribuiscano ad una effettiva velocizzazione del download.

Naturalemente, Microsoft pone molta enfasi sul fatto che Avalanche sarà destinato alla distribuzione di materiale legale. Stranamente, non sembra ci saranno meccanismi per impedire la trasmissione di materiali protetti. Sono scettico, ma se è vero, è una ottima notizia: Microsoft “legittimerebbe” software come Bittorrent e darebbe un grosso incoraggiamento a migliorarne le prestazioni.

Anche se Avalanche fosse farcito di limitazioni, il meccanismo sembra descritto abbastanza dettagliatamente da poterlo riprodurre e migliorare le prestazioni delle reti p2p esistenti.

Denunce di Macrovision

Finirà mai la lotta contro la realtà dei produttori di protezioni anticopia ?

Macrovision annuncia con grande battere di tamburi un paio di denunce contro aziende che producono “image enhancers”, che permettono di aggirare le protezioni contro la copia analogica dei DVD.

Riporto il ragionamento fintamente ingenuo al riguardo di Mark Cuban:

L’amministratore delegato di Macrovision dice che “Sima e Interburn violano i brevetti di Macrovision offrendo prodotti che permettono agli utenti di fare copie non autorizzate di contenuti protetti da diritto d’autore, rimuovendo il nostro sistema di protezione dalla copia”.
Forse sto leggendo questa cosa nella maniera sbagliata, ma mi sembra che il CEO di Macrovision, una compagnia che vende sistemi di protezione anticopia, stia annunciando in giro che …. “Il nostro software non funziona. Fa schifo. Non riusciamo neanche a fermare un gruppetto di aziendine dallo scrivere software che fa a pezzi le nostre protezioni, protezioni che vendiamo a caro prezzi a chi produce DVD.”
Ma, se questo è il caso, come mai gli editotori di DVD pagano Macrovision ? Le protezioni non servono ad impedire la copia dei DVD e la produzione di DVD contraffatti.

La ragione è molto semplice, e la spiega Ernest Miller. Insieme, i produttori di DVD e Macrovision hanno ottenuto una legge che rendeva obbligatoria la presenza delle protezioni Macrovision all’interno di videoregistratori, DVD recorders e schede di acquisizione per PC. Adesso, l’industria cinematografica è costretta a far finta di niente, a far finta che il sistema Macrovision funzioni. Se per caso volesse smettere di pagare Macrovision per un sistema di protezione che non protegge da nulla, Hollywood dovrebbe affrontare l’imbarazzo di ammettere che i sistemi DRM non funzionano e che le leggi che le rendono obbligatorie servono solo a danneggiare i consumatori. La stessa ragione per cui si continuano a pagare le royalties il sistema CSS di protezione reso inutile ormai da anni.

Nel fantastico mondo del DRM, Macrovision può permettersi di affermare che il sistema “Macrovision ACP riduce drammaticamente la condivisione digitale di questi contenuti, compresa la condivisione tra PC, DVR e reti peer-to-peer”. Sono curioso di sapere quali opere protette da Macrovision ADP siano assenti dalle reti p2p. Immagino che ce ne siano, per il semplice motivo che sono protette anche opere che non interessano a nessuno …

Referrer spam

Negli ultimi due giorni ho notato dai log di accesso un esplosione di tentativi di referrer spam. Diversi grabber provenienti da indirizzi IP molto vari scaricano una gran quantità di pagine, impostando ad arte il campo referrer, nel tentativo di comparire tra le pagine che inviano il maggior numero di accessi.

Sono tentativi completamente alla cieca ed inutili (non pubblico una lista dei referrer), ma sono abbastanza numerosi da scocciare. Siccome non ho voglia di implementare un filtro dei referrer, preferisco dar fastidio agli spammer aumentando il ranking delle pagine di Wikipedia per i termini spammati:

Perfettamente inutile, più che altro uno sfogo.

Misteri dell’iPod

Per ogni iPod venduto, iTunes ha venduto una media di 21 canzoni. E il restante 99,7% dello spazio sugli iPod come è stato riempito ?
iTunes per iPod chart
[Via Boing Boing]

vSkype

vSkype, video-conferenze multiutente per Skype (solo Windows). Non voglio neanche immaginare il traffico di rete generato da una videoconferenza a 200 utenti (il max). Devo ritrovare la mia antica webcam … [via Skype Journal]

Yahoo vs Skype

Yahoo! ha acquistato Dialpad. In tempi brevi Yahoo! Messenger ed altri prodotti di Yahoo! dovrebbero acquistare funzionalità Skype-like (telefonia pc-pc, pc-telefono e telefono-pc). Considerazioni di Jim Enck e Andy Abramson.

Un altro passo verso la commoditization della telefonia.

Ora tocca a Microsoft e AOL. Come reagiranno con MSN Messenger e AIM ? E non dimentichiamoci Google, che Jim Enck vede come il più probabile acquirente per Skype.

Penso che il telefono (o le cuffie ?) di Niklas Zennstrom siano roventi di questi tempi, tra offerte di acquisto e di alleanze.

L’Economist e le imprecisioni della BSA

Ogni anno esce un nuovo studio sulla pirateria del software della BSA (Business Software Alliance). E ogni anno il rapporto si rivela più imbarazzante. E’ interessante vedere (finalmente!) su una rivista del livello dell’Economist gli stessi argomenti usati dai “copyfighter” (vedere ad es. la differenza tra perdite e “perdite), ma con un twist tipicamente inglese: “BSA or just BS ?” è il titolo (per chi non lo sapesse, BS è acronimo per bullshit).

La risposta della BSA non si è fatta attendere, in una lettera piuttosto acida al direttore:

Signore - il vostro articolo sulla pirateria del software era estremo, ingannevole e irresponsabile (“BSA or just BS?”, 21 Maggio). Il titolo era particolarmente offensivo. L’accusa che una industria possa ingrandire di proposito il tasso di pirateria e il suo impatto per aiutare i propri fini politici è ridicola. Il problema è reale e non ha bisogno di esagerazione.

Peccato che anche chi è pagato per realizzare lo studio BSA si sia dissociato dal modo iperbolico in cui ne sono pubblicizzati i risultati …
[Via Copyfight]

Il disco rotto del p2p e della flat

Un po’ di discussione in rete sull’interessante rapporto OECD sulla musica digitale in rete (pdf, 132 pagine).

Oggi Punto Informatico riporta i punti di vista dell’IFPI e della FIMI al riguardo. Li ho letti ma avrei potuto sintetizzarli anche senza leggerli. Parafrasando: “Il rapporto dice alcune cose giuste dove ci dà ragione, tratta gli argomenti in maniera superficiale o sbagliata dove non ci dà ragione”.

Mi lasciano perplesso gli argomenti usati da Mazza per liquidare la proposta di un prelievo flat sulla connettività per compensare i titolari dei diritti d’autore. Il rapporto OECD sostiene che i sistemi di compensazione alternativa potrebbero essere non necessari (perchè il mercato online comincia a funzionare) o potrebbero violare alcuni trattati internazionali (tipo la convenzione di Berna, fortemente voluti dai detentori di copyright). Così Mazza:

EM: È infatti un sistema anacronistico, tenendo conto che oggi la tecnologia consente micropagamenti e micro royalty ai titolari dei diritti. Con il sistema del flat si sarebbe solo favorito l’artista più famoso o la casa discografica più grossa.

E’ un argomento capzioso per varie ragioni:

  • Non si affrontano i (possibili) meriti dei vari sistemi di compensazione alternativa,
  • si propone un sistema infinitamente più complicato predicato non su una ma su due tecnologie che devono ancora dimostrare di funzionare nel mondo reale (micropagamenti e DRM)
  • Si mette in piedi un uomo di paglia (un ipotetico sistema di compensazione alternativa che favorisce le grandi case discografiche e i grandi artisti) per poi definirlo inaccettabile a causa dei difetti che ci si è inventati.

Se si desidera un sistema di compensazione alternativa che favorisca i piccoli artisti, basterebbe inventarsene uno che pesi nella maniera giusta le rilevazioni statistiche dell’uso e dello scaricamento dei loro brani musicali.

E’ pacifico che una tariffa flat sulla connettività sarebbe ingiusta perchè colpirebbe in maniera indiscriminata chi consuma musica e chi non la consuma. Inoltre, sarebbe inefficiente economicamente. Ma il metro su cui bisogna misurarne i meriti è un altro. Bisogna chiedersi se una tariffa flat creerebbe maggiore danno all’economia rispetto a leggi e sistemi che limitano in maniera drastica l’innovazione nel mondo delle tecnologie di rete e di riproduzione della musica e limitano anche la competizione nella produzione e distribuzione di musica. Perchè sono questi gli effetti delle leggi anti-circonvenzione (DMCA e EUCD) e delle tecnologie DRM rese obbligatorie ed intoccabili per legge su cui si basa il funzionamento del sistema invocato dalle case discografiche (micropagamenti e microroyalty per ogni trasferimento, per ogni uso …).

Se poi siamo tutti d’accordo che i sistemi di compensazione alternativa sono obsoleti e ingiusti, cominciamo a toglierli dai supporti di riproduzione, dalle memorie di massa e audio e videocassette.

Slashdot e WSJ

Fino a poco tempo fa, il Wall Street Journal era molto restrittivo con i propri contenuti. Era praticamente tutto era a pagamento. Ora, qualche vocina deve aver bisbigliato le parole giuste negli orecchi giusti. Tra quelle parole doveva esserci “muro del pagamento”, motori di ricerca, blog e RSS.

Adesso il WSJ pubblica diversi articoli free al giorno, con permalink e relativo feed RSS. E non si ferma lì: ci deve essere qualcuno che è incaricato di segnalare gli articoli ai blog e siti di notizie più importanti. L’esempio che ho visto oggi è l’articolo su una prova comparativa di refill per inkjet su Slashdot, che rimanda ad un articolo del wsj segnalato da “Carl Bialik from the WSJ”.

Complimenti al WSJ: è una delle poche pubblicazioni mainstream la cui divisione Internet è in utile. Con questa operazione dimostra di aver capito qual’è il più grosso problema delle pubblicazioni a pagamento: l’incapacità di attrarre link esterni e la decrescente rilevanza nei motori di ricerca.

Commenti sul tabbed browsing di IE 7

Wow. Commenti feroci su IE 7 e sui suoi tabs. Secondo Asa Dotzler, i tabs di IE funzionano talmente male da essere imbarazzanti (li definisce “un ovvio hack basato su una nuova finestra per ogni tab, con tanto flicker da essere inutilizzabili”). Consumano anche una gran quantità di memoria e di spazio su schermo. C’è ancora un bel po’ di strada da fare, prima di fermare l’avanzata di Firefox (ora all’8% del mercato)… [Via Jeremy Zawodny]

Oltre 100 milioni di linee DSL

Secondo Point-topic sono oltre 107 milioni le linee DSL nel mondo. Un grafico con i numeri (in migliaia) per i principali paesi:

Mi sorprende il gran numero di linee DSL in Cina. Il grafico mostra anche la Gran Bretagna che sorpassa l’Italia tra il quarto trimestre ‘04 e il primo trimestre ‘05.

[Via GigaOm]

Skype 1.3 e voice mail

Annunciata la versione 1.3 di Skype per Windows.

Novità frivole (emoticons animati!) e meno frivole (miglioramenti dell’interfaccia utente, dell’importazione dei contatti, ritorna l’opzione per la risposta automatica).

Vedremo se risolve i miei problemi di connettività intermittente dietro un Nat … (nonostante un firewall impostato permissivamente)

Warner Music e vendita online di musica

Crescono molto velocemente le vendite di musica online. Warner Music Group ha appena annunciato i risultati del secondo trimestre 2005: le vendite online sono state di 35 milioni di $, il 4,6% del totale delle vendite. Più delle vendite online dell’intero anno passato. Considerando che i margini sulle vendite online sono molto più elevati che non quelli per le vendite di CD (soprattutto quando WMG ne detiene tutti i diritti), sembra che non tutto sia perduto per le case discografiche, nonostante la pirateria. Vedremo se riusciranno a rovinare il mercato grazie alla loro avidità.

[Via Eurotelcoblog]

Guida legale per blogger della EFF

La Electronic Frontier Foundation ha pubblicato una Legal Guide for Bloggers, indirizzata a tutti i blogger preoccupati per i modi in cui può essere protetto l’anonimato delle fonti di notizie, e per il il rischio di essere denunciati per diffamazione, per la violazione del copyright e per l’uso improprio dei marchi registrati.

EFF Legal Guide for Bloggers

Un progetto molto interessante. Purtroppo le differenza tra le leggi italiane e quelle USA e tra la cultura della libertà di parola Italiana (poca) e quella USA (molta, anche se in diminuizione), rendono quasi inutile la guida EFF in Italia. Forse è un progetto che merita di essere imitato.

[Via Boing Boing]

Fedora Core 4

E’ disponibile Fedora Core 4. I torrent per scaricarla sono già live. Principali novità: OpenOffice 2.0, Evince e Eclipse 3.1.

Gli indirizzi IP pubblici dei francesi

Ci pensa l’autorità garante per la Privacy francese a controbilanciare i barlumi di moderazione rispetto alla pirateria che arrivavano dalla Francia.

La Commission National de l’Informatique et des Libertés ha infatti stabilito che gli editori di videogiochi possano ottenere in maniera automatica dati relativi alle persone che utilizzano un determinato indirizzo IP per commettere reati relativi alla proprietà intellettual.

Mi sembra sensato che questi dati possano essere utilizzati per mandare “avvertimenti”. La CNIL si sarebbe assicurata che i dati verranno utilizzati “solo per inviare messaggi di avvertimento” e che l’invio “non darà luogo ad alcuna conservazione di dati sugli utenti”. Le buone intenzioni ci sono. La segnalazione alle autorità è prevista solo per reati particolarmente gravi. Solo in questo caso è previsto che si possano ottenere dati anagrafici.

Trovo inopportuno, comunque, il trattamento “automatico” dei dati, soprattutto se gestito da privati. Poco è detto riguardo agli standard di prova (non ci vuole molto a creare false prove digitali sulla condivisione di file da un determinato IP), alla gestione di eventuali abusi, ecc.

Nel frattempo, il SELL (Syndicat des Editeurs de Logiciels de Loisirs) ha già inviato oltre 30.000 messaggi di avvertimento