Archive for June, 2005

Le doppie royalties dei CD DRM

Su Wikilab si è già parlato della perfetta inutilità delle protezioni anticopia dei CD: se un CD si può riprodurre, si può “rippare” su PC e se ne possono fare MP3.

Tentare di renderlo impossibile vuol dire buttar via soldi (per le case discografiche), rendere la vita più complicata per le persone oneste e creare (al più) un passeggero fastidio ai pirati.

Siccome le protezioni DRM servono a (tentare di) impedire il trasferimento dei brani in forma non protetta sul PC, molti CD protetti contengono una versione per ascolto su PC in formati protetti tipo Windows Media Audio, visto che finora si considerava legittimo il desiderio di ascoltare anche su PC la musica acquistata.

E qui, oltre al danno, arriva la beffa : i detentori del copyright sui brani sostengono di aver diritto a doppie royalties per i CD che contengono i brani in due formati. Affermano che il secondo set di brani è un opera derivata. Ennesima perversione del diritto d’autore.

Il problema non è limitato ai CD-DRM: le richieste di doppie royalties sono presenti anche nel caso dei supporti più recenti che contengono brani in diversi formati, come DualDisc (DVD + CD sullo stesso disco) e Super Audio CD.

Il criovulcano di Titano

Scoperto un crio-vulcano sulla superficie di Titano, la più grande delle lune di Saturno. L’eruzione consisterebbe di ghiaccio, metano ed altri idrocarburi. Abbastanza alieno come concetto …

iTunes e P2P: chi è più popolare ?

Circola in questi giorni un sondaggio bacato di NPD Group, che sostiene che iTunes ha più utenti negli Stati Uniti rispetto a quasi tutte le reti peer-to-peer (a parte WinMX).

Penso che qualcuno non abbia fatto bene i conti: iTunes vanta 1,7 milioni di utenti nel mese di marzo. Le maggiori reti p2p hanno oltre 6 milioni di utenti collegati contemporaneamente negli US …

eDonkey/eMule, secondo Slyck.com è di gran lunga la rete più popolare al mondo (spesso ha oltre 5 milioni di utenti contemporanei), ma non compare tra le prime 5 di NPD. O ha pochissimi utenti USA, oppure a NPD manca qualcosa (sospetto rinforzato dall’assenza di Bittorrent).

[Altri sfottò dello studio NPD sono disponibili su Techdirt, p2pnet e Zeropaid]

Homeland Security ma niente backup

Il Department of Homeland Security è l’organizzazione del governo Statunitense incaricata di garantire la sicurezza nazionale in caso di attacchi terroristici o disastri. L’assenza di backup dei dati e di piani di emergenza per il ripristino dei sistemi informatici del dipartimento sembra cozzare con il mission statement: “Rendere sicura la Patria“.

Spiegazione dell’estensione del copyright

Ottima spiegazione da parte di un autore del meccanismo che porta alle continue estensioni del copyright:

L’unica ragione per cui continuano a passare leggi che estendono il copyright è perchè le persone e le aziende che sono diventate favolosamente ricche sfruttando le idee di qualcun’altro continuano ad usare quella ricchezza per fare pressioni sui governi e ottenere più protezione.

Riguardo alla giusta durata della protezione per incentivare:

10 anni è un incentivo, 100 anni è ingordigia.

[Via Boing Boing]

I furgoni laser di Google

Se Amazon.com ha realizzato le pagine gialle di A9 Local usando alcuni SUV con videocamere digitali e server con terabyte di spazio, Google intende rilanciare, mappando prima San Francisco e poi altre città americane con sistemi di telemetria laser montati su furgoni (assieme alle normali videocamere digitali).

L’obiettivo è creare un modello tridimensionale delle città, su cui “innestare” le immagini delle città, da integrare poi con il database di immagini satellitari di Keyhole.

Alcuni furgoni hanno già fatto dei giri di prova. Il maggior problema è come rilevare i dati in caso di ostacoli (tipo persone o auto parcheggiate), evitando di dover fare due passaggi per sicurezza.
[Via Boing Boing]

Politica dell’adozione del Software Libero

Un interessante progetto: Politics of Open Source Adoption è un wiki sulla storia “politica” dell’adozione del software libero / open source. L’obiettivo è analizzare gli argomenti e i dibattiti politici che circondano l’adozione di software FOSS, mappando i vincoli sociali e politici che la rendono complicata.

E’ disponibile una “versione 1.0″ in PDF come base di partenza.

Per incoraggiare la partecipazione, ci sono due premi di 250$ per i migliori contributi. Nelle parole dei promotori, Read, contribute, win.
[Via Groklaw]

Bittorrent e il feroce scrutinio di Boing Boing

La vostra compagnia di hosting si comporta in modo prepotente o un po’ irrazionale riguardo alla distribuzione di file audio-video e al p2p ? Una segnalazione a Boing Boing può bastare a cambiare rapidamente la cosa.

Negli scorsi giorni sono state segnalate politiche un po’ troppo restrittive riguardo ai tracker Bittorrent di due grosse compagnie di hosting Americane (1and1 e Dreamhost).

In particolare, 1and1 aveva bloccato un tracker Bittorrent attraverso cui un suo cliente distribuiva filmati che aveva girato lui, citando il fatto che distribuiva materiale protetto da copyright (poco importa che il copyright fosse suo, pare!). Dopo l’interesse di Boing Boing (e le pressioni dei suoi lettori!), 1and1 ha cambiato i termini di servizio riguardo a Bittorrent.

Anche Dreamhost aveva una policy restrittiva riguardo a Bittorrent, che citava tra le altre cose l’eccessivo consumo di banda rispetto alla distribuzione tramite ftp/http, ignorando completamente la realtà dei fatti (BitTorrent riduce a meno di 1/100 il traffico generato distribuendo grossi file ad un gran numero di persone). E anche Dreamhost ha chiarificato la situazione e sembra avere una posizione ragionevole riguardo a Bittorrent.

P.S.
Disclosure di conflitto di interessi: Wikilab è su un server Dreamhost, non ho lamentele sul servizio (e soprattutto sui prezzi!). Ha pure un buon programma di referral: se acquistate qualcosa seguendo il link sopra mi danno pure dei soldi :-)

Google Maps Italia ancora assente

Per curiosità ho provato a dare un occhiata a Google Maps. Ho notato che adesso dispone dell’intera mappa del globo, compresa l’Italia. E’ possibile zoomare fino ad un certo punto, poi compare “We’re sorry, but we don’t have imagery at this zoom level for this region”. Il massimo di zoom permette di vedere Milano come una macchia sbiadita nella Pianura Padana. E maps.google.it è ancora inattivo…
Google Maps Italia

Pirateria e pubblico dominio

Pensavo di aver già parlato male a sufficienza della recente proposta di estensione del copyright sulle incisioni musicali in UK.

Ma così non è. Stamattina mi tocca leggere su Punto Informatico un altro esempio dei ragionamenti senza capo ne coda usati per sostenere proposte di questo tipo:

Una mossa appoggiata dai discografici che hanno già detto di ritenere utile l’operazione anche per le operazioni di contrasto alla pirateria.

E’ per definizione impossibile che “l’operazione” possa essere utile per le operazioni di contrasto alla pirateria. Quando le prime incisioni dei Beatles passerano nel pubblico dominio tra pochi anni, diventerà legale copiarle, venderle, rielaborarle, ecc. Se un brano è nel pubblico dominio, chiunque può farci quello che vuole. Ergo, niente più pirateria su quel brano.

Volendo essere capziosi, la frase sopra riportata potrebbe essere vera. Se il fine è di massimizzare il numero di operazioni contro la pirateria, l’estensione del diritto d’autore potrebbe essere un buon mezzo. Ma non penso fosse questo il senso della frase.

Se pensiamo che dopo 50 anni i cantanti e le case discografiche abbiano guadagnato a sufficienza da quei brani e vogliamo che tutti ci possano giocare, please, lasciamo perdere questa storia dei 90-95-100 anni e concentriamoci sugli artisti giovani.

Slegando il Wi-Fi

Oh, meraviglia!

Un ministro delle comunicazioni un po’ meno retrogrado del precedente. Insediato da poco, il ministro Landolfi ha messo (quasi) subito mano al pessimo regolamento sul Wi-Fi, che impediva lo sviluppo degli hotspot in Italia. Non avendo firmato lui il regolamento, non c’è alcun imbarazzo a modificarlo, ed è stato possibile constataree che “questa tecnologia mostra caratteristiche tali da essere utilizzata per fornire servizi di accesso alla rete Internet“. Wow! Sono bastati due anni. Meglio non commentare.

Rimangono lungaggini burocratiche tipo la richiesta di autorizzazione da parte degli operatori che vogliono (fortunatamente con il silenzio-assenso dopo 60 giorni), ma almeno sarà possibile offrire il servizio anche in luoghi “non circoscritti”, ovvero all’aperto. Sul sito del Ministero trovate il testo del decreto.

Chissà che qualche amministrazione comunale non si imbizzarrisca e non decida di offrire il servizio su tutto il territorio. Magari in qualche grande città ad alta densità abitativa (Ahem, Milano, ahem!), anche se sarà sicuramente più utile e benefica nei piccoli comuni non coperti dall’ADSL.

Speriamo solo che il “periodo di consultazione” prima della promulgazione definitiva non risulti in un decreto sventrato.

Per quanto riguarda l’inizio della sperimentazione Wi-Max, sono molto interessato di sapere come procederanno, e mi auguro che il ministero della difesa liberi rapidamente le frequenze necessarie al dispiegamento, nel caso la sperimentazione vada a buon fine.

Cucciolandia e associazione a delinquere

Non so bene cosa pensare di questa storia di Cucciolandia, il server OpenNap interno a FastWeb chiuso dalla Polizia Postale.

Da una parte, sulla stampa si parla di condivisione di gignatesche quantità di file, di danni all’erario per 35.000 € / ora (soliti buffi conti del “mancato guadagno” …). Si parla di attività di pirateria a scopo di lucro, che sarebbero le sole che giustificherebbero una operazione di polizia così massiccia. L’accusa di “associazione a delinquere finalizzata alla violazione del diritto d’autore” toglie comunque il fiato.

Dall’altra parte, in rete alcuni sostengono che Cucciolandia fosse un server attivo solo per la chat, che non permetteva agli utenti la condivisione di file, dopo una prima visita della PolPost un anno e mezzo fa.

Stupisce molto il fatto che Cucciolandia abbia continuato le operazioni dopo essere stato già preso di mira dalla polizia (vedere il thread su p2pforum.it).

Sono molto stupito anche dalla longevità dei server OpenNap su FastWeb: anni dopo la disponibilità di sistemi molto più sofisticati (DC++, eMule, ecc), il solo server di Cucciolandia continuava ad avere oltre 100.000 utenti nell’arco delle 24. Molti, soprattutto considerando che era un server disponibile solo ai clienti Fastweb …

Banche e negligenza criminale

Può capitare che UPS perda un pacco. Se in questo pacco ci sono alcuni nastri di backup contententi i dettagli su 3,9 milioni di clienti della più grande banca Americana (Citicorp), il fatto diventa gravissimo.

Il pacchetto era destinato ad una agenzia di “credit reporting”, una di quelle agenzie che danno informazioni su quanto sia rischioso fare prestiti ad una determinata persona. I nastri contenevano i dati anagrafici degli utenti e informazioni sui loro conti correnti (trasferimenti, depositi, ecc.) e sui loro prestiti.

Magari i nastri si sono persi o distrutti in transito. Oppure, possono essere finiti nelle mani di alcuni malintenzionati. Certo, se i nastri sono stati inviati via UPS come un semplice pacco, si tratta di un atto di negligenza che mette a rischio milioni di persone (furto di identità, rapine, sequestri ….). Mi chiedo se i dati sui nastri fossero almeno criptati …

Update: No, ovviamente i dati non erano criptati. Ma Citicorp ha promesso che da Luglio in poi i backup saranno criptati e spediti elettronicamente. [Via Techdirt]

Apple, Intel e DRM

Curioso, Apple userà davvero processori Intel.

Meno curiosa è la dichiarazione di un vice-presidente Apple riportata da ZDNet:

Non permetteremo mai che Mac OS X giri su qualsiasi computer che non sia un Mac di Apple.

Chissà se la querelle sulle nuove forme di protezioni DRM di Intel ha qualcosa a che fare con questo annuncio di Apple ?

Non mi stupirei affatto: per evitare di alzare troppo i suoi costi, Apple deve usare pezzi il più possibile standard. Per evitare di dover abbassare troppo i prezzi, Apple deve mantenere il controllo sull’hardware. La soluzione ? Il trusted computing, ovvero il “computer fidato“, che dovrebbe permettere a Apple di mettere in concorrenza i suoi fornitori, senza subire la concorrenza di produttori di cloni.

A scanso di equivoci, un computer fidato sarà un computer di cui Apple potrà fidarsi. Gli utenti, invece, dovranno fidarsi solo di Apple. Il computer fidato dovrebbe offrire un ambiente “sicuro”, che garantisca la provenienza DOC dell’hardware a Mac OS X, che si rifiuterà di partire se l’ambiente non risponde ai requisiti di autenticità.

Viceversa, Apple sostiene che i suoi Mac con CPU Intel potranno far girare Windows.

Il giorno dopo l’uscita del primo Mac Intel si scatenerà la gara a chi aggirerà per primo le protezioni “anti-clone”. Mi chiedo solo se sarà sufficiente un crack a Mac OS X, o se servirà un approccio con ROM/BIOS virtuali … Immagino che la curiosità sarà presto soddisfatta.

Spider ossessivo-compulsivi

Comincio a stufarmi di questo spider ossessivo-compulsivo che proviene da un IP del Comune di Firenze e che si identifica solo come User-Agent: Java VM 1.4.2:

09:00:12 /archivi/2005/06/06/sorgenti-aperti-e-forze-dellordine/
09:00:12 /archivi/2005/06/06/sorgenti-aperti-e-forze-dellordine/
09:00:49 /archivi/2005/06/06/intel-drm-quale-drm/
09:01:00 /archivi/2005/06/06/chi-e-il-vero-pirata/
09:01:04 /archivi/2005/06/06/intel-drm-quale-drm/
09:01:15 /archivi/2005/06/06/chi-e-il-vero-pirata/

Nel giro di 40 minuti ha scaricato 180 pagine. Il problema è che scarica decine di volte ogni giorno i post presenti sulla home page. Spesso scarica diverse migliaia di pagine in una giornata.

Qualcun altro ha problemi di questo tipo ?

Se il responsabile legge questo post, ho alcune richieste da fargli:

  • Per favore, è inutile scaricare più di una volta al giorno i singoli post di Wikilab: li aggiorno raramente, una volta scritti;
  • Un po’ di debug dell’algoritmo di scaricamento non guasterebbe: due volte la stessa pagina nello stesso secondo ?!?
  • Please, alcuni dettagli nel campo User-Agent, in maniera da poter contattare gli interessati per via privata, e capire il fine del crawling.

Sorgenti aperti e forze dell’ordine

In Florida alcuni giudici stanno creando una interessante giurisprudenza riguardo alle prove ottenute attraverso etilometri elettronici.

Diverse persone sono state assolte dall’accusa di guida in stato di ebbrezza, dopo che gli avvocati avevano chiesto di poter verificare il funzionamento degli etilometri, verifica rifiutata dal produttore, che si è rifiutato di lasciare che i codici sorgenti dell’etilometro venissero ispezionati.

Come nel caso delle macchine per il voto elettronico, stato e cittadini dovrebbero avere il diritto di verificare il funzionamento corretto e imparziale di tutte le macchine il cui output venga usato come prova in procedimenti legali …

Intel: DRM ? Quale DRM ?

Intel nega con decisione:

Il processore Intel Pentium D e il chipset Intel 945 Express non contengono alcuna tecnologia DRM non annunciata ufficialmente.

(vedere storia di settimana scorsa)

Mi fa molto piacere sapere che non ci siano tecnologie DRM (note anche come Digital Rights / Restrictions Management) non ufficialmente annunciate, in questa CPU e in questo chipset, così come mi fa molto piacere constatare che la questione delle tecnologie DRM sia diventata sufficientemente “calda” dal punto di vista delle public relations da richiedere smentite del genere.

Mi auguro che la questione DRM diventi ancora più calda in futuro, fino a che Intel non cambierà questa frase nella press release: “Intel continua a lavorare con l’inustria per supportare altre tecnologie di protezione dei contenuti …” (oltre a Macrovision, DTCP-IP, COPP, HDCP, ecc).

E’ importante non dimenticare che le tecnologie DRM all’interno dei PC riducono ciò che gli utenti possono fare con i propri computer. E oltre al danno, c’è la beffa di pagarne lo sviluppo attraverso costi maggiori per l’acquisto.

[Via ./, dove si può gradire molta dietrologia riguardo all'aggettivo unannounced]

Chi è il vero pirata ?

Pare proprio che le case discografiche non abbiano mai sentito la Regola Aurea: “Tratta gli altri come vorresti essere trattato da loro”, cardine dell’insegnamento etico di molte religioni.

E’ comprensibile che le case discografiche lamentino la pirateria. E’ meno accettabile che la lamentino come un tentativo di affamare i poveri artisti, quando anno dopo anno si sentono nuovi esempi di tentativi di non pagare o sotto-pagare le royalties agli artisti da parte delle case discografiche.

L’ultimo esempio è Warner Music Group. Da una parte, permette a iTunes di vendere brani musicali solo sotto forma di una “licenza”: chi paga 0,99€ su iTunes non acquista un brano musicale, acquista solo una licenza per quel brano in quella particolare forma, con tutte le restrizioni del caso (solo x macchine, solo x copie, ecc).

Third Story, che pubblica le canzoni di Tom Waits ed altri, ha citato in giudizio Warner Music perchè calcola le royalties per le vendite online con le stesse percentuali di quelle per le vendite di CD (tra il 9% e il 13%), nonostante il contratto di Tom Waits preveda royalties tra il 25% e il 50% delle licenze vendute a terze parti.

Si può capire come mai WMG non voglia rinunciare alla metà degli 0,67$ che riceve per ogni brano venduto su iTunes (0,99$), ma sembra piuttosto disonesto vendere “licenze” ai consumatori online (danno meno diritti) e comportarsi come se si vendesse un prodotto fisico con gli artisti (meno royalties).

Resta la domanda: chi è il vero pirata ? Chi sottrae soldi agli artisti, giusto ?

Estensione del copyright in Gran Bretagna

Via The Importance Of, la notizia che a Londra pensano di estendere il copyright sulle incisioni sonore, dagli attuali 50 a 95 anni.

La stessa manovra che è fortunatamente fallita l’anno scorso a Bruxelles.

Ho già sproloquiato a fondo sul perchè queste estensioni retroattive sono dannose: vanno a beneficiare poche grandi star e poche case discografiche, facendo strage del pubblico dominio.

Il Ministro delle Industrie Creative inglese dà un nuovo spin alla stanca retorica sull’estensione del copyright: le entrate aggiuntive permetterebbero all’industria discografica di fare maggiori investimenti nel trovare e sviluppare nuovi talenti. Forse non ha letto il rapporto dell’anno scorso della Commissione Europea che argomentava contro l’estensione. Ri-cito:

Si teme che una estensione del periodo di protezione tenderebbe solamente a diminuire la scelta di musica sul mercato, vincolando il flusso di denaro da alcune incisioni molto popolari, senza allo stesso tempo fornire alcun nuovo incentivo concreto alla creazione di nuove incisioni, e senza motivare nuovi investimenti.

A me sembra abbastanza chiaro. Ammesso e non concesso che le case discografiche siano imprese ben condotte, l’investimento sui nuovi talenti viene fatto in base alla loro (presunta) redditività, non in base alla quantità di denaro che hanno in casa. Le entrate aggiuntive troverebbero rapidamente la tasca verso i portafogli del management e degli azionisti, non verso nuovi e promettenti artisti.

Per chiarire l’ultimo equivoco, una estensione del copyright da 50 a 95 anni ha pochissimo impatto sulla produzione di nuove opere dell’ingegno: le future entrate sono talmente lontane nel futuro e talmente incerte che il loro valore scontato al presente è quasi nullo. Basti vedere ad es. Boldrin e Levine, o il rapporto scritto da 17 grandi economisti (tra i quali 5 premi nobel) a supporto di Eldred vs Ashcroft.

In conclusione, le estensioni retroattive del copyright servono solamente a trasferire risorse dai consumatori in genere ai pochi detentori di diritti sulle opere ancora popolari dopo 50 anni (e.g. Beatles, Rolling Stones, ecc). Sostenere direttamente un trasferimento di ricchezza dal pubblico verso pochi artisti/case discografiche già molto ricchi sarebbe impopolare, quindi si usano argomenti fallaci per riguardo un presunto incentivo alla creazione di nuove opere.

Come diceva Deep Throat ai giornalisti sul caso Watergate, per scoprire i responsabili bisogna “seguire il denaro” (”Follow the money”). In questo caso, basta interrogarsi su quali siano i benefici certi (discografici & c) e quali i benefici solo presunti (per il pubblico).

Skype 1.3 beta

E’ disponibile la versione 1.3 beta di Skype. Share Skype elenca i principali cambiamenti della 1.3: niente più start screen (spazio sprecato), sostituito con una area “eventi e servizi” che può essere minimizzata); gli abbonati a VoiceMail possono inviare messaggi a qualunque utente Skype (non solo ad altri abbonati VM); miglioramenti alle faccine e alla gestione del profilo utente.

Per essere una beta, i problemi conosciuti sono un po’ troppo gravi (uso cpu che puo’ arrivare al 100%, crash occasionali). Evitare se usate Skype per lavoro.

Technorati tags: Skype.

[Via Skype Journal]