Rispondo alla “chiamata alle armi” di Ludo. Con una precisazione: questo è un blog democratico. O liberal. Chiamatelo come volete. Non è un blog “di sinistra”. Sono “liberale” nel profondo. Credo nella libertà dell’individuo, politica ed economica. E se intervento dello stato ci dev’essere, che sia per far rispettare le libertà dei piccoli nei confronti dei potentati (politici o economici che siano).
Quindi, se c’è un progetto, una lista, un idea, un qualcosa cui possa partecipare, eccomi.
ma qui non esiste il termine “liberal”! Voglio dire, il significato la semantica di liberal è un po’ diversa.
E poi anche i conservatori di destra sono democratici, se è per questo: non tutti credono alla restrizione delle libertà da parte di uno o di gruppi, ecc.
In sunto: che vuol dire che sei liberale? I liberali neanche ci sono più qui in Italia.
Sei democratico di sinistra o di destra? Penso che fosse questo il significato dell’ombrello di cui parla Ludo, come contrapposto a quelli di destra dei blog che nomina: come sinistra contrapposta alla destra.
Che ti posso dire: economicamente tendo verso dx, socialmente tendo verso sx.
Il punto in cui mi trovo veramente a disagio nella dicotomia destra-sinistra del corpo elettorale è questo: chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà. Chi crede in un ruolo attivo dello stato nel ridurre le diseguaglianze e nel mantenere aperte le opportunità per tutti, spesso crede anche in forme di controllo dell’economia che frenano lo sviluppo e riducono il benessere di tutti. E quindi, riducono la effettiva libertà degli individui.
Troppo spesso la scelta va ad essere tra chi non crede nella libertà morale e religiosa e chi non crede nella libertà economica.
Comunque, dovendo scegliere: attualmente credo che non esista nella destra una classe dirigente in grado di governare il paese, fatto dimostrato dagli ultimi quattro anni. Ergo, negli ultimi 15 anni ho votato sempre centro-sinistra, a parte un episodio isolato di cui preferisco non parlare
Luca, mi rifaccio al tuo “Chi crede in un ruolo attivo dello stato nel ridurre le diseguaglianze e nel mantenere aperte le opportunità per tutti, spesso crede anche in forme di controllo dell’economia che frenano lo sviluppo e riducono il benessere di tutti. E quindi, riducono la effettiva libertà degli individui.” con un esempio:
l’Enel. Che non è più (solo) statale, se non sbaglio. La libertà di avere altre strutture private per l’erogazione dell’energia elettrica a cosa porta? Ad una effettiva libertà, che tradotta significa vera e sana concorrenza? No, altrimenti si sarebbero abbassati i prezzi, perché il più concorrenziale avrebbe vinto la sfida del consumatore.
Che intendo: libertà non vuol dire vera libertà, perché, come anche nel caso dei media, può voler dire anche libertà di comprare tutto e avere il monopolio. Così allo stato, liberamente deciso dai cittadini che votano (in un paese democratico, ovvio), si sostituisce il privato!
Oppure, può voler dire libertà di unirsi in due tre aziende erogatrici dell’energia e stabilire un prezzo comune che può anche essere più alto, dato che non c’è controllo dello stato.
Inoltre, senza controllo statale, ogni azienda può produrre energia in modo “sporco”, trovando il modo di gabbare la legge. Un’azienda statale non gabba se stessa (se mai sono i singoli individui che lo fanno).
Come vedi, la libertà economica assoluta non va sempre bene. Le teorie libertarie e/o liberali, sacrosante in teoria, vanno viste in pratica. Con tutte le conseguenze pratiche.
Perché siamo tutti d’accordo nel *principio* sacrosanto della libertà…
Il caso della finta concorrenza e dei cartelli era proprio ciò cui mi riferivo quando scrivevo: “chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà”.
Una economia di mercato per me non è uguale al “capitalismo di rapina” in cui si finisce in mancanza di forti leggi e autorità che tutelino la concorrenza. Di nuovo, è uno dei motivi per cui non mi piace la destra italiana.
GUARDATE IL CAMALEONTE BERLUSCONI CHE COMBINA STAVOLTA:
http://espertone.blogspot.com
INCREDIBILE, DATE LA VOSTRA OPINIONE, OGNI CONTRIBUTO E’ IMPORTANTE PER LA SALVAGUARDIA DEI NOSTRI DIRITTI E DELLA NOSTRA IMMAGINE!
Nel sottoscrivere quasi integralmente le analisi di Luca, rubo una citazione (e purtroppo non so nemmeno a chi, forse Pannella…): “In Italia, un liberale e’ un radicale con le pantofole”, nel senso che i liberali in Italia spesso sono persone che “pensano bene”, cioe’ hano chiari i concetti di liberale (politica), liberista (economia), libertario (diritti civili), ma non si “spendono” su obiettivi concreti perche’ non danno un ranking abbastanza alto alla politica nella loro vita. Ebbene, in Italia mi sembra che ci siano parecchi milioni di radicali con le pantofole !!!
PS bentornato wikilab, avevo quasi perso le speranze…
Grazie Massimo!
Con lettori così, è un piacere ricominciare a scrivere
VEDETE E COMMENTATE I DATI SULL’ITALIA DELL’ECONOMIST DI OGGI, TRADOTTI E PUBBLICATI IN ITALIANO:
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SIAMO IL VERO QUARTO MONDO SENZA RENDERCENE CONTO! AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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