Who’s afraid of the big bad G

Wired fa una rassegna di chi ha paura di Google. Interessante la dichiarazione del direttore vendite di Google (”Stiamo cercando di trovare modi per non essere visti come un gorilla”) e la battutina dell’autore del pezzo (”Viste le sue ambizioni smisurate, questa è una ricerca che neanche a Google potrebbe riuscire”).

E’ interessante vedere come Google si stia trasformando rapidamente nel “lupo cattivo”, nonostante non ci sia ancora (quasi) nulla che indichi una tendenza ad abusare delle sue posizioni dominanti.

Interessanti anche le considerazioni di Ludo su come Google possa dimostrarsi un potentissimo motore per scoprire violazioni di copyright, e come, incrociando i dati del “eternal cookie” con i dati che potrebbe raccogliere da Google Analytics, Google possa saperne ancora di più sulle abitudini degli utenti Internet. E in questo caso, ancora più di abusi da parte di Google, mi preoccupa ancora di più la potenzialità che gli apparati statali hanno di abusare di questi dati: basta un mandato dal giudice, e via tutte le mail su gmail, le ricerche effettuate, il click-trail …

Senza dimenticare la possibilità di abuso da parte dei privati: già mi immagino le cause di divorzio in cui gli avvocati chiedono al giudice il mandato per ottenere da Google i dati sulle ricerche e visite XXX effettuate dal marito, accusato di infedeltà virtuale …

P.S. Per chi rimanesse perplesso dal titolo: consiglio l’ascolto dell’mp3 che trovate su questa pagina.

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