Sbadiglio.
Il 16 dicembre 2005 sarà un giorno di straordinaria importanza per Internet e per la politica italiana.
L’evento si chiama “ELEZIONI E INTERNET: CONVERGENZE PARALLELE ?”, e verrà presentata una ricerca su “Le nuove forme di comunicazione e partecipazione politica on line”.
I miei 0,02 € sul tema delle “nuove forme di comunicazione e partecipazione politica on line” (in breve NFCPPOL). Si danno due alternative:
- le NFCPPOL faranno un mazzo tale alla classe politica attuale che tra quarant’anni lo ricorderemo con una lacrimuccia di commozione sul volto e un sorriso sulle labbra;
- tramite cooptazione ed intimidazione le NFCPPOL verrano asservite al mantenimento dello status quo, e allora ricorderemo questo periodo con una lacrimuccia di rimpianto sul volto e un nodo di rabbia che contorce le budella.
E, posso dirlo ? Un evento che ha tra gli invitati il presidente della commissione di vigilanza RAI, colui che simboleggia il mantenimento dell’attuale stato nel broadcaster pubblico, e il responsabile della comunicazione di forza Italia non mi sembra il forum adatto per cominciare il percorso verso l’obiettivo 1.
Ad essere sincero, non me ne frega un cazzo delle “convergenze parallele tra Internet ed Elezioni”. Mi interessa sapere del “massiccio impatto di Internet sulle elezioni“. Mi interessa sapere dello “scontro frontale tra il vecchio modo di fare propaganda elettorale e il nuovo modo di difendersi dalla propaganda“.
Mi interessa sapere come gli individui possono usare Internet per influenzare la politica. Non viceversa.
Mi interessa sapere come rendere irrilevanti i TG & i quotidiani addomesticati, non come addomesticare i blog e i telefonini.
Preferisco sentir parlare di Internet & Politica chi riceve lettere minatorie e denunce per diffamazione dai potenti per quello che scrive su Internet, non i blogger invitati in parlamento.
Chissà, magari si potrebbe incominciare con una serie di eventi grass-roots nei quali spiegare ai cittadini come prendere il controllo dei nuovi mezzi di comunicazione. Insegnare, a partire dal piccolo e dal locale, a dare una rinfrescata ai concetti di libertà di stampa e di espressione.