Mammiferi indifesi

Oh, mamma. Me pias minga, la predizione #9 di John Battelle per il 2006:

La gigantesca industria telefonica incomincerà a frantumare mammiferi indifesi a destra e a manca mentre il suo business model continua la sua lunga e dolorosa agonia. La definizione di “Mammiferi” è: chiunque si trovi in mezzo mentre l’industria tenta – in maniera allarmante ma senza successo – di forzare la sua visione di una Internet a due livelli su tutti noi.

Per Internet a due livelli, si intende una Internet in cui i fornitori di contenuti sono discriminati: quelli che hanno accordi con i fornitori di connettività e gli danno royalties di qualche tipo ricevono un trattamento di favore, gli altri vengono filtrati/rallentati.

Uno non può che sperare nelle varie autorità antitrust. Certo, che una legge che garantisca la “neutralità” delle connessioni Internet sarebbe una bella cosa da avere …

Il software crackato del presidente del consiglio

BerluscrackCielo. Chi se lo sarebbe mai aspettato. I PDF dei manifesti elettorali della cosidetta “operazione verità” del presidente del consiglio sono stati creati con una versione pirata di QuarkXPress. Che smacco, per un governo che tanto fieramente ha combattuto la pirateria, con Decreti Urbani, Equi Compensi, e con il recepimento celerissimo di direttive Europee (EUCD) di cui non avevamo bisogno.

Sarà un altra manovra per screditarlo ? Un fotomontaggio ? Un equivoco ? Un qualche grafico di sinistra che ha inserito ad arte questi indizi imbarazzanti ?

O sarà semplicemente un altro episodio di “così fan tutti … ma alcuni non devono preoccuparsi delle conseguenze del farlo”.

[Via Mantellini].

Milano partecipa ?

Milano non è che sia una città nota per essere “partecipativa”. Frenetica, magari. Egoista, certamente.

Epperò, il nome Milano Partecipa mi piace. Così come mi piace il manifesto per un Internet pubblico a Milano.

Please-please-please: Wi-fi a tappetto su tutta la città. E qualcuno raggranelli la decenza di sbatter via gli idioti ostacoli ad un programma del genere frapposti dai vari decreti Pisanu.

Faccio fatica ad accettare leggi che danno per scontato che l’anonimato nelle comunicazioni sia un rischio sempre e comunque per la società civile, soprattutto quando arrivano da un parlamento farcito da persone con conti cifrati in Svizzera e fiduciarie in Lichtenstein.

Chissà perchè sono sempre l’anonimato e la privacy altrui ad essere una minaccia …

Il buco analogico …

Fare battute su chi cerca di “chiudere il buco analogico” è fin troppo facile, ma si rischia di scadere nel trivio. Cercherò di restare serio, quindi. E di non dire quello che penso dell’ennesima proposta di legge in proposito all’esame del congresso USA.

A quanto pare, “la possibilità di convertire un segnale video analogico in un formato digitale è una significativa debolezza nella protezione dei contenuti.”

No, no e no! “The analog hole is a feature, not a bug!!!!”.

La possibilità di convertire un segnale analogico in un segnale digitale è una scoperta geniale, che ha permesso la creazione del Compact Disc e del DVD. Ora, le due industrie che si sono salvate il c**o grazie a queste tecnologie, assieme a quel gran parassita dell’industria radio-televisiva broadcast(1), vogliono essere ben sicure di avere una presa da boa constrictor su tutti gli apparecchi che possono eseguire questo pericoloso e sovversivo atto della conversione analogico digitale.

E quindi, vai con l’aggiunta (a spese dell’utente, ovviamente) di apparati per rilevare un sistema di segnalazione per i materiali “intoccabili”. C’è il segnale di protezione ? Niente conversione!

Direi che gli USA possono, se vogliono, legislare piano-piano la propria progressiva irrilevanza tecnologica, se fossero numerosi anche in in Europa i legislatori con stimoli da techno-seppuku …

(1) negli USA funziona così: “le frequenze sono di tutti, ma noi le usiamo per il vostro bene, quindi non le paghiamo!”

Schadenfreude Bancaria

Schadenfreude al mattino durante la lettura dei resoconti del secondo interrogatorio del banchiere di Lodi:

Su più di un passaggio inchioda il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio alle sue responsabilità. Ma si spinge anche più in là. Mette a verbale molti nomi che i pm si aspettavano di sentire. Ma anche nomi nuovi, inattesi e clamorosi.

Consiglio: poltrona; riva del fiume; pop-corn. E penitenze per il primo che parla di “moralismo” o giustizialismo”.

Le scuse per i testi delle canzoni

La casa discografica che aveva mandato minacce di azioni legali allo sviluppatore di PearLyrics si è pubblicamente scusata.

pearLyrics è un piccolo programma che si integra con iTunes e permette di trovare in rete i testi delle canzoni della propria libreria musicale, ed è diventato immediatamente popolare tra gli utenti iTunes. Talmente popolare, che il suo autore ha ricevuto una lettera “minatoria” da Warners Chappel music, che paventava un destino à-la Grokster e Kazaa se non smetteva immediatamente di distribuire pearLyrics.

Nonostante le scuse, il risultato della storia è quello che ci si poteva aspettare: “Ritter ha dichiarato che ora ci penserà due volte prima di implementare la sua prossima grande idea”. Sic transit innovatio mundi … in nomine copyright.

Occhio ai libri che chiedete in prestito

Quando guardi nell’abisso, ricorda che l’abisso guarda dentro di te – Friedrich Nietzsche

Ma forse è troppo, aspettarsi che l’attuale presidente degli Stati Uniti abbia letto Nietzsche. E’ con tristezza che assisto alla rapidità con cui gli Stati Uniti sembrano voler abbandonare i principi che ne hanno guidato la nascita e la crescita, in nome della “guerra al terrorismo”.

La tortura dei prigionieri. La detenzione indefinita senza processo. Lo spiare sui propri cittadini senza il mandato di un giudice.

Può sembrare piccola cosa in questo contesto, quella successa ad uno studente universitario, che ha preso in prestito il “libretto rosso” di Mao Tse-Tung, per completare una ricerca sul comunismo assegnatagli dal professore in un corso su “fascismo e totalitarismo”, e qualche tempo dopo ha ricevuto una visita a casa da un paio di agenti del “Dipartimento per la Sicurezza della Patria” (trad. letterale e un po’ Orwelliana di Department of Homeland Security”).

La strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Ma anche di incompetenza e di una classe dirigente che non studia la storia e non impara da essa.

Il territorio al servizio della banca …

Si sente spesso parlare dell’importanza di banche legate al territorio. Idealmente, dovrebbero essere banche al servizio del territorio, che ne conoscano le realtà produttive e gli imprenditori, che investano al meglio la ricchezza del territorio per crearne altra.

La realtà, in Italia, è quella del territorio al servizio della banca.

E, visto che siamo in territorio di Grana Padano, la Popolare di Lodi mungeva il territorio per arricchire persone interne alla banca. E, paradosso, per mantenere salda la presa della banca sul territorio, la BPL cercava anche di comprarsi un candidato sindaco: la Casa delle Libertà doveva decidere quale tra due ex-dirigenti della banca presentare, e la Banca (pare, si dice) si è “comprata” la candidatura dell’ex-dirigente più “amico” …

Quindi. Agli onorevoli di destra e di sinistra che si dicono preoccupati del fatto che la magistratura sta invadendo un campo che non avrebbe dovuto invadere, quello delle acquisizioni bancarie, viene da chiedere: e perchè non dovrebbe la magistratura intervenire in un campo minato di mazzette, autorizzazioni pilotate e manovre politiche dietro le quinte ? Perchè agli onorevoli di cui sopra farebbe comodo poter continuare a pilotare e manovrare ? Ma per favore …. qualcuno in Forza Italia dice: “non è possibile che i magistrati si mettano a fare i banchieri”. Ah si, molto meglio che banchieri alla Fiorani e Fazio e il loro contorno di finanzieri d’assalto continuino a fare il loro lavoro … In fondo, ci può sempre scappare qualche donativo.

Sull’Italianità delle banche

T’è vist ? Il grande banchiere “speranza” del Nord arrestato con una impressionante serie di capi d’accusa:

aggiotaggio, insider trading, truffa, truffa aggravata, appropriazione indebita e associazione per delinquere finalizzata al compimento di questi reati

E non basta:

… gran parte dei soldi frutto delle appropriazioni indebite effettuate da Fiorani e dal suo entourage andavano a politici nazionali. Per questa ragione si doveva preservare “l’italianità” di Antonveneta e la banca di Lodi.

E’ la solita storia: i politici corrotti che ricevono alcune centinaia di migliaia di €, i corruttori che intascano alcuni milioni di €, mentre gli Italiani ci smenano miliardi di € perchè pagano prestiti e servizi bancari molto più di quanto dovrebbero.

E’ questo, infatti, che succede quando per insipienza economica (o per motivi incoffessabili) si vuole proteggere la proprietà e la dirigenza delle banche: meno concorrenza tra le banche, maggior controllo della politica su di esse, meno interessi per i correntisti e maggiori interessi per mutui e prestiti, maggiori costi per tutti i servizi. E un credito “pilotato” verso amici e amici degli amici, anzichè verso le attività economiche che meritano di essere finanziate.

Due cose piacevoli, adesso:

  1. Sedersi in riva al fiume ed aspettare che saltino fuori i nomi dei “politici di livello nazionale” pagati dalla banda;
  2. Vedere se i politici che in passato hanno difeso l’italianità delle banche sentiranno il dovere di dichiarare “ma io non ho preso soldi da nessun banchiere!”.

Update: ‘sti cazzi: rubavano pure ai correntisti morti … Mi chiedo come la sensibile coscienza cristiana di Mr. Fazio stia gestendo la consapevolezza di aver aiutato gente del genere.

Toghe rosse, toghe azzure

Chi ha combattuto valorosamente in nome della causa, ma ha perso, va comunque premiato ?

Da interpretare così la possibile candidatura di Arcibaldo Miller a sindaco di Napoli ?

Certo, dopo tutti i clamori sulla politicizzazione della magistratura, è curioso vedere il polo delle libertà candidare un magistrato.

E non un magistrato qualunque! No: un magistrato che ha indagato (invano) a più riprese le giunte comunali del precedente sindaco di Napoli (Bassolino), un magistrato che, da ispettore al ministero della giustizia, ha indagato (invano) a più riprese l’operato dei colleghi Bocassini e Colombo, su denuncia di Cesare Previti, un magistrato scelto dall’attuale ministro per sostituire il precedente capo degli ispettori, silurato per un appello contro una legge cara al premier …

Predicare bene, razzolare male …

Democracy 2.0

Democracy 2.0: scrivi la tua costituzione, partendo da zero, su un Wiki (english / USA only).

Esperimento da ripetere in Italiano. Quali sono i principi davvero importanti da tradurre in legge, per te, quali i diritti e i doveri fondamentali dei cittadini ?

Ma, la domanda importante è: 945 primati che scrivono a caso in un wiki, davvero riuscirebbero a fare peggio del codice pseudo-random generato dagli attuali 945 membri del parlamento Italiano ?

L’importanza del 16 dicembre per Internet e politica

Sbadiglio.

Il 16 dicembre 2005 sarà un giorno di straordinaria importanza per Internet e per la politica italiana.

L’evento si chiama “ELEZIONI E INTERNET: CONVERGENZE PARALLELE ?”, e verrà presentata una ricerca su “Le nuove forme di comunicazione e partecipazione politica on line”.

I miei 0,02 € sul tema delle “nuove forme di comunicazione e partecipazione politica on line” (in breve NFCPPOL). Si danno due alternative:

  1. le NFCPPOL faranno un mazzo tale alla classe politica attuale che tra quarant’anni lo ricorderemo con una lacrimuccia di commozione sul volto e un sorriso sulle labbra;
  2. tramite cooptazione ed intimidazione le NFCPPOL verrano asservite al mantenimento dello status quo, e allora ricorderemo questo periodo con una lacrimuccia di rimpianto sul volto e un nodo di rabbia che contorce le budella.

E, posso dirlo ? Un evento che ha tra gli invitati il presidente della commissione di vigilanza RAI, colui che simboleggia il mantenimento dell’attuale stato nel broadcaster pubblico, e il responsabile della comunicazione di forza Italia non mi sembra il forum adatto per cominciare il percorso verso l’obiettivo 1.

Ad essere sincero, non me ne frega un cazzo delle “convergenze parallele tra Internet ed Elezioni”. Mi interessa sapere del “massiccio impatto di Internet sulle elezioni“. Mi interessa sapere dello “scontro frontale tra il vecchio modo di fare propaganda elettorale e il nuovo modo di difendersi dalla propaganda“.

Mi interessa sapere come gli individui possono usare Internet per influenzare la politica. Non viceversa.

Mi interessa sapere come rendere irrilevanti i TG & i quotidiani addomesticati, non come addomesticare i blog e i telefonini.

Preferisco sentir parlare di Internet & Politica chi riceve lettere minatorie e denunce per diffamazione dai potenti per quello che scrive su Internet, non i blogger invitati in parlamento.

Chissà, magari si potrebbe incominciare con una serie di eventi grass-roots nei quali spiegare ai cittadini come prendere il controllo dei nuovi mezzi di comunicazione. Insegnare, a partire dal piccolo e dal locale, a dare una rinfrescata ai concetti di libertà di stampa e di espressione.

Regole + Regolatori != inefficienza economica

Alcuni giorni fa, nel cercare di spiegare il mio “credo politico” ho scritto:

chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà. Una economia di mercato per me non è uguale al “capitalismo di rapina” in cui si finisce in mancanza di forti leggi e autorità che tutelino la concorrenza. Di nuovo, è uno dei motivi per cui non mi piace la destra italiana.

Suggerisco, a chi non è d’accordo con quanto scritto, la lettura dello studio Jones Day / SPC Network, che evidenzia come, nel settore delle telecomunicazioni, i paesi Europei con regole di tutela della competizione più efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di intervento godano di maggiori investimenti nei servizi, di una maggiore varietà e qualità dei servizi stessi che hanno anche prezzi più bassi per gli utenti finali.

La risposta a chi dice che se si legano troppo le mani agli operatori di un settore essi non investiranno più si trova comparando paesi come la Gran Bretagna (regole e regolatori efficaci), dove si investono 184$ pro-capite nei servizi e nelle reti TLC, con Germania e Grecia (regolatore e legislatore clementi con gli ex-monopolisti), dove gli investimenti pro-capite scendono a 68$. Poco più di un terzo.

I paesi che hanno regole efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di interventi possono aspettarsi servizi migliori e meno costosi, con il relativo impatto sulla crescita economica e culturale.

E noi ? Noi abbiamo la legge Gasparri e il TAR.

[Via /.]