Regole + Regolatori != inefficienza economica

Alcuni giorni fa, nel cercare di spiegare il mio “credo politico” ho scritto:

chi crede nella libertà in economia, spesso non crede nelle misure necessarie a tener viva questa libertà. Una economia di mercato per me non è uguale al “capitalismo di rapina” in cui si finisce in mancanza di forti leggi e autorità che tutelino la concorrenza. Di nuovo, è uno dei motivi per cui non mi piace la destra italiana.

Suggerisco, a chi non è d’accordo con quanto scritto, la lettura dello studio Jones Day / SPC Network, che evidenzia come, nel settore delle telecomunicazioni, i paesi Europei con regole di tutela della competizione più efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di intervento godano di maggiori investimenti nei servizi, di una maggiore varietà e qualità dei servizi stessi che hanno anche prezzi più bassi per gli utenti finali.

La risposta a chi dice che se si legano troppo le mani agli operatori di un settore essi non investiranno più si trova comparando paesi come la Gran Bretagna (regole e regolatori efficaci), dove si investono 184$ pro-capite nei servizi e nelle reti TLC, con Germania e Grecia (regolatore e legislatore clementi con gli ex-monopolisti), dove gli investimenti pro-capite scendono a 68$. Poco più di un terzo.

I paesi che hanno regole efficaci e regolatori indipendenti con forti poteri di interventi possono aspettarsi servizi migliori e meno costosi, con il relativo impatto sulla crescita economica e culturale.

E noi ? Noi abbiamo la legge Gasparri e il TAR.

[Via /.]

4 Responses to “Regole + Regolatori != inefficienza economica”


  1. 1 riffraff

    Non ho capito la protesta contr il tar, in passato è stato utilissimo, ed anche in questo caso ha corretto una stortura (che avremmo preferito rimanesse, ma la legge è uguale per tutti). E oltretutto l’italia è quarta in classifica come efficacia del regolatore.

    In generale, io concordo sul fatto che che non ci può essere liberalizzazione senza controllo, ma il documento mostra la correlazione tra efficacia delle autorità ed investimenti, e non mi pare un caso se al top delle valutazioni si pongono per lo più paesi con storia di liberalizzazione antica o molto piccoli, che fa sembrare il fatto più collegato a “meno cose da controllare” che non ad un’ipotetica “severità” del regolatore.

    /me che sarebbe liberale e liberista se esistesse qualche partito analogo in italia.

  2. 2 Luca Lizzeri

    Condivido il tuo dolore all’assenza di un partito liberale e liberista in Italia.

    Cioè, ci sarebbero i radicali, ma contassero più del 2 di picche …

  3. 3 riffraff

    eh già ma hai visto mai che alle prossime elezioni col proporzionale rifacessero un exploit come alle europee..

  4. 4 Massimo

    Ma quanto mi piace questa “deriva politica” della discussione!
    Qualcuno disse “se non ti occupi di politica, sara’ la politica ad occuparsi di te”. Se pensiamo di “fare i tecnici”, e di cavarcela pensando che tanto “la politica l’e’ una roba sporca”, ci illudiamo assai: le mani bisogna - secondo me - sporcarsele.
    Bravo Lizzeri, e intanto forza “Rosa nel pugno”…

Leave a Reply